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Il maiale dei Pink Floyd ha votato Obama e poi è volato via 6 Maggio 2008, 20:13

Posted by sgrignapola in L'angolo di Sgrigna.
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Sono stato a vedere Roger Waters. In questo tour sta facendo tutto The Dark Side of The Moon.
E non solo: parecchi pezzi di The Wall, Whis you Were Here, ma  anche Set of the Control for the Heart of the Sun -non avrei mai pensato di avere la grazia di sentirla live.
La caratteristica del concerto –a parte me in estasi come in un orgasmo suino– sono stati i riferimenti politici. Tre momenti si sono distinti tra gli altri.
Durante The Fletcher memorial home sullo schermo dietro il palco sono apparsi ritratti di dittatori con delle frasi famose. Tra Stalin e Pol-Pot è apparso Bush e la sua frase: “I just want you to know that, when we talk about war, we’re really talking about peace”. Quello che era seduto vicino a me non è riuscito a trattenersi dal protestare in direzione del palco alzando il medio. Per venire a Dallas a far passare la foto di Bush vicino a quella di Stalin (la foto di Pol Pot sara’ stata scambiata per il tipo che gestisce il dry cleaner all’angolo) ci voglioni i cojones. Tanto di cappello.
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Di riporto 1 Maggio 2008, 20:31

Posted by sgrignapola in L'angolo di Sgrigna.
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Ho letto I Complici quest’estate.
Dopo l’elezione del Presidente del Senato volevo riportarne qui alcuni stralci, ma la mia copia non so bene se è restata in Italia o in Michigan.
Comunque a giudicare da Google è più facile accedere a queste informazioni attraverso la Gazzetta del Sud Africa. 
Valutate voi.

Ironia della sorte 4 Aprile 2008, 10:35

Posted by Isadora in Sammelsurium.
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Porto avanti - bene o male - due blog: uno, questo, “figlio dell’amore”, ultimamente trascuratello anzichenò, anzi, ormai da settimane in serio pericolo di vita per cronica mancanza di motivazione. Un altro, “figlio della necessità”, Usare WordPress.com, nato come blocco appunti per fissare idee e tutorial per sfruttare al meglio questa piattaforma.

Scrivo (ho scritto) come una dannata, scrivo di qua cose che mi paiono interessanti o che mi colpiscono o fanno arrabbiare, scrivo di là cose utili a me e che dovrebbero essere utili a tutti coloro che hanno un blog su wordpress.com e parlano italiano. Ho scritto post belli, bellissimi, brutti, bruttissimi, utili, inutili, insignificanti, commoventi, irritanti, intelligenti, sciocchi, densi di contenuti, vuoti come uova di cioccolata. Poi ho scritto sta menata qua sotto sul lapsus di questo tizio della cui esistenza, fino a ieri, manco ero al corrente.

Indovinate un po’: è il post - in assoluto su tutte le piattaforme che mai mi abbiano ospitata - più letto che abbia scritto (e sull’unica cosa bella del post, il video degli Abba, ha cliccato il 2 per mille dei visitatori). Se continua così mi supera anche il roast beef. Lasciatemelo dire: che tristezza, ragazzi!

Cazzo che Uàterlo 3 Aprile 2008, 14:39

Posted by Isadora in Sammelsurium.
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Si chiama Luca Luciani, su Forbes leggo che è nato a Padova, ma a sentirlo parlare si direbbe alla Garbatella. È, a quanto mi pare di capire, il COO della TIM, ma, soprattutto, è un meme vivente (vi metto qui il link al post che più mi è piaciuto, quello di Nicola Mattina, da leggere anche i commenti) da quando è spuntato fuori un video, pubblicato persino nientedopodimenoché da Repubblica, in cui questo signore, nel tempo record di un minuto e quarantotto secondi, oltre a dire due volte “incazzata”, una volta “cazzo” ed una volta “cazzata” (quello che si dice un raffinato retore, insomma), ci racconta una versione estremamente personalizzata della grande vittoria di Napoleone a Waterloo (pronunciato Uàterlo), centrando un clamoroso autogol, o, per rimanere in tema, una vera e propria Waterloo, se mi permettete il piccolo gioco di parole.

Ora, qui si potrebbe continuare a fare facile ironia sul livello culturale e le conoscenze storiche di questo signore, o anche sulla competenza del reparto HR del suo datore di lavoro, ma lo stanno già facendo in tanti. Io, impressionata e anche un po’ impietosita da cotanta ignoranza, vorrei semplicemente aiutare questo signore a colmare l’evidente lacuna culturale dedicandogli una famosa canzone degli Abba ed invitandolo ad ascoltare attentamente il testo (o a farselo tradurre dall’inglese al romanesco da qualche anima pia).

Cari coglioni 16 Marzo 2008, 11:27

Posted by Isadora in Sammelsurium.
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coglioneGli italiani all’estero, altresì noti come coglioni residenti all’estero, sono attualmente oggetto di un impudente corteggiamento da parte del “Popolo della Libertà”.

Molti di coloro che inseriscono google Adsense nei loro blog non lo sanno, ma questo è quello che vediamo noi, coglioni residenti in Germania, quando arriviamo sui loro blog. Questa schermata proviene dal blog di una persona che, se lo sapesse, sicuramente rinuncerebbe agli adsense in toto.

Ma non è tutto: questa settimana, in qualità di cogliona iscritta all’AIRE, la famigerata anagrafe degli italiani residenti all’estero, ho ricevuto una lettera firmata da nientedopodimenoché Silvio in persona: a quanto pare il database dell’AIRE non è soggetto alla legge sulla privacy ed è libero di distribuire i dati dei residenti all’estero a cani e porci. La lettera ve la riporto qui di seguito, perché merita davvero.
»»»

B.O.(h) 2 Marzo 2008, 0:48

Posted by sgrignapola in L'angolo di Sgrigna.
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Alle due c’era già la fila.
Il discorso sarebbe iniziato alla otto di sera e alle due c’era già la fila per entrare.
Quando sono uscito dal lavoro alle cinque mi sono diretto con una certa fretta verso il palazzetto.
Vedevo le macchine della polizia parcheggiate di traverso a Main Street con i lampeggianti accesi. Davanti ad ogni ingresso c’era una moltitudine di persone disposta in ordinate file indiane lunghe poco meno di un chilometro.
Qua e là giravano dei tipi con dei borsoni che vendevano magliette, spille e cappellini.
L’ultima volta che ho visto così  tanta gente era al concerto dei Tool.

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La logica delle cose - Il progetto CoBIs 11 Febbraio 2008, 6:15

Posted by sgrignapola in L'angolo di Sgrigna.
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Le cose, gli oggetti e gli utensili hanno una loro logica inerente. La loro forma “traduce” la logica secondo la quale l’uomo li ha inventati e costruiti. Mi spiego, senza tirare in ballo le categorie aristoteliche, che sarebbero peraltro pertinenti, se non fosse che il mio Aristotele è restato in terza liceo (e da laggiù mi fa ciao ciao con la manina).
Un tavolo ha una forma tale per sedercisi di fronte, appoggiare i gomiti, tenere su piatti e bicchieri. Se avete fatto un picnic saprete quanto un tavolo è utile (in vita mia ne ho fatto uno che avevo cinque anni. I conflitti scatenati si sono trascinati per mesi: formiche unne, bottiglie che cadono e spandono il contenuto e io che rotolavo tra il cibo non hanno certamente trasformato la mia famiglia in quella del Mulino Bianco).
Sì certo, se vi sta arrivando Chuck Norris in casa con i volantini elettorali di Huckabee, potrete usare il tavolo per barricarvi dentro. Ma diciamo che la logica del tavolo è più o meno fissata. E comunque non basterà certo un tavolo per fermare Chuck Norris.
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Evanescenze 30 Gennaio 2008, 5:15

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Ricordo ancora dove l’ho letta.
Anni fa - ero a Stoccarda alla Staatsgalerie. Una frase del pittore Egon Schiele (eh sì, quello di alcune copertine di Dylan Dog) messa a commento della sua opera Der Prophet.
Anzi -potenza di internet - c’è ancora.

I corpi possiedono una propria luce che dissipano vivendo.

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Agenda Setting 20 Gennaio 2008, 19:27

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Uno dei libri più interessanti che mi sia capitato di leggere recentemente è Setting the agenda di Maxwell Mccombs.
L’autore iniziò a studiare gli effetti dell’interazione tra media e opinione pubblica nel 1968 in concomitanza con le elezioni presidenziali statunitensi. In questi anni ha finito per elaborare una teoria che ha chiamato Agenda Setting.

Cosa c’è dietro a questa teoria? L’idea che l’importanza di un problema nella pubblica opinione è determinata dall’importanza con cui questo problema è trattato dai media.
A questo livello la teoria sembrerebbe quasi un’ovvietà, ma vista da più vicino questa ovvietà ha degli aspetti sorprendenti.
Il primo è che non esiste nessuna relazione di sorta tra l’esistenza di un fatto nei media e nella realtà.
Nessuna.
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Tutto… in una volta 7 Gennaio 2008, 13:32

Posted by Isadora in Sammelsurium.
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La Creazione di Adamo
Con questo titolo è andata in onda nell’ultimo giorno dell’anno appena passato, su rai 3, un’interessantissima trasmissione condotta da Corrado Augias dedicata agli affreschi della Cappella Sistina ad opera di Michelangelo. Nel desolato panorama di labbra a canotto e calendar girls offerto dalla televisione italiana, un vero e proprio regalo, come Augias stesso definisce la puntata in questione.

Trasmissioni che si occupano in modo più o meno divulgativo e/o noioso di opere d’arte ce ne sono abbastanza spesso: quello che mi ha colpita di questa trasmissione in particolare, a parte la spocchia del conduttore, è l’innovativa lettura dell’opera, guidata da un libro di recente pubblicazione, “La Sistina svelata” di Heinrich Pfeiffer, che si occupa dettagliatamente della simbologia degli affreschi, inserita nel contesto delle riflessioni teologiche del tempo e ce la rivela immagine per immagine. I venti minuti di trasmissione, che si occupano solo di alcune immagini, quelle più note, scorrono via velocissimi grazie alle chiose dell’autore del libro, presente in studio, lasciando il desiderio di saperne di più.

Se ve la siete persa, avete la possibilità di guardarvela con comodo su rai.tv: I messaggi nascosti della Cappella Sistina. Consideratelo il mio regalo per augurarvi Buon Anno.