Benzina oltreoceano 22 Ottobre 2006, 2:29
Posted by sgrignapola in L'angolo di Sgrigna.trackback
Ieri sera ho fatto la benzina a 1.95$ al gallone. Che sono 0.43$ al litro. Non sarebbe una gran notiziona, se non fosse che, poco più di un paio di mesi fa, era allegramente sopra il 3$ al gallone (circa 0.7$ al litro). Anche tre dollari al gallone è sempre poco, certo, se non fate i pendolari con un F250. Nel qual caso incominciano a farsi sentire. Negli Stati Uniti il prezzo della benzina fluttua molto di più che in Europa, perché non è sovraccaricato dalle accise. Ma anche psicologicamente l’impatto dell’uno al posto del tre non è poco, anzi fa decisamente impressione.
Com’è che in così poco tempo il prezzo della la benzina è sceso cosi’?
Per ora ho sentito tre spiegazioni.
La prima: una normale fluttuazione di mercato. Bhé più di un dollaro non mi sembra proprio una variazione da oscillometro radioastronomico.
La seconda: quest’anno la stagione degli uragani è stata particolarmente clemente e nessuno disastro ha colpito il Golfo del Messico, dove sono situati quasi tutti gli impianti di raffinazione. Ci lamentiamo delle infrastrutture italiane, ma tutto sommato gli americani sembrano quasi messi peggio. Concentrano tutti gli impianti di raffinazione a Houston e dintorni e se viene un temporale di quelli brutti, la benzina va alle stelle. Hanno mandato della gente a scampagnare sulla Luna, li facevo un po’ più sgamati.
La terza: adesso a Novembre ci saranno le elezioni di mid-term per il Congresso. I repubblicani, tra guerra e pedofili, non sono messi proprio benissimo. I prezzi della benzina stanno scendendo per aiutare la loro campagna elettorale. Di questa spiegazione c’è una versione forte e una debole. Quella forte è che Bush è stato visto con un impermeabile scuro in una cabina telefonica. Pare abbia chiamato i suoi soci a Houston per chiedere un aiutino. Quando gli hanno detto: “si fa alla pompa”, non si è fatto fuorviare dalle stagiste come il predecessore. La seconda è che i vertici delle ditte petrolifere ci siano arrivati da soli; un congresso in mano ai democratici non farebbe la loro felicità.
Un post a caso...

























siamo andati anche sulla luna, a fare?
sempre che ci siamo veramente andati nè.
ci hanno tolto anche il sogno, ci facciamo togliere anche i sogni.
siamo una massa di coglioni che in cambio di un po’ di “progresso” ci facciamo scippare l’unica possibilità di vita, la nostra, questa.
vabbè sgri, non c’entra na mazza ma io, oggi ,per esempio, non riesco più a parlare, mi confondo, mi confondete, mi contamino, mi contaminate.
sono andata fuori tema ma qual è il tema? qual è?
non mi riferisco al tuo post, mi riferisco alle tracce che ci danno da seguire e da sviluppare.
chi? chi è così potente da tracciare il nostro tema?
chi ci dà il voto? chi ci impedisce di uscire fuori dal tema? chi?
ma in nome di cosa rimaniamo in tema santiddio?
cari baci
la funambola
Non saprei, funambola, io alle elementari mi sono sempre rifiutato di fare il tema in classe (ai tempi si chiamava composizione). Tutti scrivevano e io stavo li’ a guardare il foglio. Ero la disperazione della mia povera maestra: rifiuto totale. Alla fine pero’ non ho mai imparato a scrivere.
Io direi che sono vere tutte e tre, in un certo modo. Il prezzo del greggio ta calando, le tensioni in Medio Oriente non sembrano – per ora – allargarsi ai paesi produttori, l’economia USA (e non solo) sta rallentando e quindi ci si aspetta un calo della domanda, il prezzo comunque storicamente elevato del greggio fa sì che diventi conveniente pensare di sfruttare giacimenti che prima era antieconomico perforare ecc…
Ci sono molte ragioni e quella delle compagnie petrolifere non mi sembra neanche tanto peregrina, se pensiamo che Cheney era – è? – nel consiglio di amministrazione di una delle grosse (Chevron-Texaco, se non erro, ma potrei ricordare male). E neanche Bush vi è totalmente estraneo… Comunque il fenomeno non è ignoto neanche in Europa, sebbene non agli stessi livelli (qui si parla di 6 pence al litro a settembre in UK, in Italia saranno più o meno quelli. Toccherebbe chiedere conferma al Cap).
Ah sta diminuendo anche in Europa?
scusa sgri, ma tu scrivi, sai scrivere, io ti leggo.
bacio
la fu
Grazie per l’incoraggiamento fu, ma faccio una fatica tremenda e non mi piace (quasi) mai. Sia il risultato che il processo.
Rettifica: non e’ vero che le raffinerie americane sono quasi tutte a Houston. Il 40% e’ li’ . Non quasi tutte.
Gli altri impianti concentrati in New Jersey, California e New Orleans.
Ricapitolando: a Houston e in Louisiana ci sono gli uragani. In California i terremoti e in New Jersey i Sopranos.
Ma proprio vanno a cercarsele.
Bel post, sgrigna!
Riccio, anche la buona Condoleezza non è del tutto estranea al rutilante mondo del petrolio… se non sbaglio aveva anche una petroliera intitolata a suo nome, prontamente ribattezzata “Altair Voyager” poco prima di essere nominata “National Security Advisor” dal buon G. Bush. Honny soit…
OT: Sono ancora viva, il trasloco é andato bene, ma l’infrastruttura informatica nella nuova casa non è ancora ripristinata
Ci stiamo attrezzando!!
Oh, ecco, vedi?
Sono due giorni che penso di scriverti per chiedere dove sei finita, se eri rimasta sommersa dagli scatoloni.
Perché Sgrigna è un ottimo inquilino, fa arieggiare il blog, intrattiene gli ospiti splendidamente e ha una conversazione brillante, ma si sente la mancanza della padrona di casa
O.T. Era ora Isa! sono contenta che tu abbia finito.
pensa che io non uso la macchina
però oggi mio fratello, di ritorno dal viaggio di nozze mi ha regalato 2 dollari…i miei primi 2 dollari 
nano nano
Una banconota da due dollari? Sono piuttosto rare.