Teste di Ife 16 Novembre 2006, 22:42
Posted by sgrignapola in L'angolo di Sgrigna.trackback
La mia conoscenza dell’arte africana si e’ sempre limitata alle statuette ed alle maschere di legno che mia mamma teneva in salotto. Tra la lampada a sfere anni settanta e le poltrone gialle e arancione.
Queste statuette probabilmente acquistate a qualche bancarella delle missioni per aiutare “i bimbi poveri”, erano molto stilizzate, simboliche e “primitive”, dunque, per me, l’arte africana era stilizzata, simbolica e “primitiva” (forse anche la mamma di Picasso andava ai mercatini delle missioni).
Fino a qualche tempo fa quando un giorno in un museo, mi sono imbattuto in una terracotta nigeriana che mi ha, è il caso di dirlo, lasciato di stucco: una testa di una bellezza quasi ultraterrena.
Queste terracotte vengono tutte dalla città di Ife che si trova a ovest del delta del Niger. Qualche cosa era saltata fuori poco prima della Seconda Guerra Mondiale, ma è soltanto dal 1949 che gli archeologi iniziano scavi sistematici. Nel 1963 l’Oni (una carica regale), preoccupato dall’invasività delle ricerche, decide di ritirare i permessi di scavo: non vuole che siano disturbate le sepolture degli avi. Un atto di sensibilità verso la comunità e le tradizioni delle tribù Yoruba dove il culto degli antenati è molto importante. Secondo i loro miti è stato proprio a Ife che il dio Oduduwa è sceso dal cielo e ha creato gli uomini, lasciare ravanare gli archeologi li era come mettere una ruspa sulla spianata delle moschee.
Lo sviluppo dell’arte di Ife è iniziato approssimativamente nel 350 AC e si è protratto sino al 1500 quando la civiltà Yoruba che gravitava attorno a questa città ha incominciato a perdere il potere politico e l’indipendenza economica. Le teste più belle sono state create dal 12 al 16 secolo. Non ne sono rimaste moltissime e sembra appartenessero a intere statue di varie dimensioni: alcune a grandezza naturale altre più piccole fino a pochi centimetri. Ma la loro collocazione nella cultura Yoruba non è ancora chiara (esiste anche una produzione in bronzo che però non si è conservata altrettanto bene perché il bronzo era un materiale prezioso e tendeva ad essere riutilizzato).
Se queste teste siano opera degli dei Yoruba non lo so, ma sprigionano un senso di ieratica armonia e serenità davvero divino.
Dopo questa introduzione alla Domani Avvenne, guardatevi quelle che ho trovato in rete e ditemi voi dell’arte primitiva africana.
[Update: mi è appena arrivata una mail dalla Nike di Samotracia. Ha letto il post e fa sapere che se c'è esubero di zucche lei se ne accollerebbe volentieri una. Fa inoltre sapere che la numero uno incontra i suoi favori]
Un post a caso...

























Davvero splendide.
E la due, in un certo senso, mi ricorda le teste di alcune statue cinesi… (lo so, non c’èntra, ma è un’impressione).
POi c’è quella danneggiata (la dieci) che ha un’espressione deliziosamente imbronciata.
(mi piacerebbe capire il motivo dei volti rigati, tra le altre cose)
Riccio: infatti alcune teste hanno gli occhi a mandorla. Non a fessura come quelli di certe razze asiatiche, ma comunque a mandorla. E’ una caratteristica di quelle popolazioni.
Le righe verticali, non sono una “licenza” artistica, ma sono, probabilmente, dovute a processi di scarificazione. In questo senso si inquadrano nel realismo di quest’espressione artistica.
Non hanno solo un valore estetico, ma anche sociale. Questi rituali sono tuttora diffusi in Nigeria (un esempio che mi viene in mente e’ il cantante Seal), ma non saprei se hanno lo stesso valore oggi, come potevano averlo attorno al 1200.
Spulciando la rete ho trovato anche un CD dell’Universita’ di Glasgow: http://www.hunterian.gla.ac.uk/artofife/
che promette di essere molto interessante.
A me piace molto la sei. Ha un velo di tristezza.
- Te credo ha perso il corpo!
Ravanando qua e la ho scoperto che nel 2005 si e’ tenuta una mostra a Firenze sull’arte di Ife. Qui il catalogo:
http://www.skira.net/recensione.php?isbn=8876243313&page=&lett=&soggetto=
w l’africa con tutti i suoi colori
nano nano
ehi, e gli aggiornamenti?
Fabrizio arrivo, e’ che ho il fiatone.