Caravaggio libero 29 Novembre 2006, 21:19
Posted by sgrignapola in L'angolo di Sgrigna.trackback
Pensavo di conoscerli tutti.
Invece, no.
Questo fine settimana gironzolando in una libreria di remainder ho trovato questo. A soli 15 dollari. L’ho acquistato in un battibaleno. Quando mi sono deciso a sfogliarlo, non mi aspettavo sorpresone, più che altro qualche bella riproduzione. Invece, no. A pagina 111 mi cade l’occhio su un affresco. Credo si tratti di un’opera di un suo contemporaneo, riportata per evidenziare qualche paralleismo tra scuole oppure per illustrare qualche influenza artistica.
Invece, no. È proprio sua. Ma come? Un affresco di Caravaggio? Ma da quando? E come mai non l’ho mai visto da nessuna parte?
Fermo, fermo, leggi prima.
Innanzitutto non è un affresco, ma un dipinto a olio su muro. Olio su muro? Altra sorpresa. Una tecnica piuttosto inusuale. In altre parole un murale: è l’unico dipinto da Caravaggio, che evidentemente non si trovava a suo agio con gli affreschi. Continuo a leggere: l’opera è stata compiuta negli anni novanta del cinquecento ed è da collocarsi tra le opere giovanili del pittore. Il committente era il cardinale Francesco Maria del Monte, il suo primo mecenate romano che aveva deciso di dare “una mano di bianco” allo studio della sua villa (ora Boncompagni Ludovisi).
Nel dipinto vengono raffigurati Plutone, Nettuno e Giove quali rappresentanti rispettivamente degli elementi di terra, acqua e aria. Ognuno degli dei è accompagnato dal suo animale iconografico. Cosi’ Giove cavalca l’aquila. Nettuno appoggia il braccio su collo di un cavallo marino (da notare il particolare degli zoccoli pinnuti). Mentre Plutone il dio degli inferi è in compagnia di Cerbero. Nel mezzo c’è una sfera celeste con in mezzo la terra. Due luci rappresentanti il sole e la luna sono agli estremi della sfera che e’ attraversata da una fascia con i segni zodiacali. Pare che dietro a questa allegoria ci sia la passione del cardinale del Monte per l’alchimia e per la Grande Opera: l’uomo creato con il fango, nella sua piena realizzazione, passerebbe all’elemento acqua e poi a quello spirituale rappresentato dall’aria.
Perché mi ha colpito così? Perché ci si trova su un terreno non congeniale a Caravaggio.
Dipingere un soffitto cinque metri per quasi tre, non permette certo di mettere in evidenza i dettagli naturalistici delle bacature delle mele o delle foglie di vite rinsecchite, nemmeno di giocare di fino sulle espressioni psicologiche ed infine i potenti giochi di luce e ombra che tanto influenti sono stati su Rembrandt e su tutta la pittura successiva avrebbero ammazzato un po’ l’ambientino del Cardinale.
Come far giocar Totti libero e vedere che fa comunque un partitone.
[questo post è stato scritto con il solo intento di impressionare la padrona di casa e farla ritornare all'ovile]
Un post a caso...

























In pratica un’esca succulenta per prendere Isa per la gola? Hai buone probabilità di riuscirci con questo bel lavoro, ma ho come la sensazione che stia portando a conclusione la propria nigredo e la tua scelta sembra figlia del caos anch’essa, e quindi non casuale.
Caravaggio pare usasse come scusa: non posso ho ammazzato uno e sono ricercato dalle guardie pontificie.
Silvia magari sta facendo affrescare la nuova casa?
ennò Sgrigna! la conosci poco… la casa la affresca tutta lei, anche perché il malcapitato decoratore perderebbe la pazienza in fretta… sai, dopo aver subìto la prima lezione di come si fa una perfetta e duratura malta di supporto resistente ai vapori del vero ragù emiliano la seconda lezione su come ottenere un meraviglioso ancorché perfetto e godibilissimo “arancioalbicoccatoscanadirivieratardiva” usando solo i colori primari sarebbe certamente fatale all’equilibrio psichico dell’innocente ma teutonico artiere.
… dici che così almeno per un bel mavaff…. la stano?
Un tentativo encomiabile, ma sotto sotto si sentira’ orgogliosa del tuo commento.
(vediamo se questo funziona)
hai voglia….
se deve farla suoceraresistente la nuova casa ne passerà del tempo…
disgraziati…