Vivere 20 Agosto 2007, 19:18
Posted by Isadora in Sammelsurium.trackback
Il modo migliore per non vivere è quello di svalutare l’esperienza nel momento stesso in cui la stiamo vivendo.
cadavrexquis
Ecco, questa è una cosa alla quale ho sempre creduto, che ho sempre sentito profondamente dentro di me, ma che non sono mai riuscita a formulare con tanta chiarezza.
Il post da cui è tratta questa frase sviscera bene il concetto, senza piagnistei ma anche senza esprimere un insensato ottimismo.
Il fatto è che di vite ne abbiamo una sola e che questa sola è anche piuttosto corta. Quello che facciamo, che decidiamo, che scegliamo, il modo in cui ci poniamo nei confronti del mondo che ci circonda, le battaglie che combattiamo e quelle a cui rinunciamo sono singolarità, non torneranno più, ogni attimo è già passato mentre ne stiamo ancora pronunciando il nome. Possiamo anche rovinarci la vita per delle insulsaggini, ma sarebbe meglio che ce la gustassimo e la centellinassimo finché ne abbiamo una.
Ho scritto raramente parole così esplicite e non c’è un motivo particolare. Diciamo che mi sono sgorgate così, spontaneamente, leggendo le parole citate sopra. Potrei scriverci su pagine su pagine, ma non riuscirei comunque ad aggiungervi nulla. Se posso darvi un consiglio, leggetevi anche il seguito di quel post.
Un post a caso...























A volte anche senza arrivare a svalutarla, non si’ e’ semplicemente presenti. Non e’ neppure esperienza.
Almeno a me capita cosi’.
In realtà i miei tre ultimi post sono in successione, l’uno con l’altro, e sono legati da questo stesso tema. Quello “mediano” che tu citi è anche il frutto del racconto – un po’ rapsodico – della domenica
Grazie per aver chiosato così bene quello che ho scritto (e che non sempre mi riesce di “vivere”, in realtà: sono lampi che mi raggiungono. Cerco di afferrarli il più velocemente possibile, ora)
Dici bene parlando di battaglie!
Le motivazioni che ci spingono a intraprendere una discussione o a compiere un azione, sono le molle della nostra personalità;
qualcuno flette i muscoli ed è nel vuoto, altri flettono i muscoli e l’adrenalina scorre a fiumi, pronti a falciare qualsiasi cosa si pari loro davanti.
re, sì, hai ragione. Mi sembra di vederli, i muscoli che si flettono…
stefano: ho letto tutti e tre i post, questo era, secondo me, quello più “generalizzabile”. In ogni caso mi ha fatto parecchio riflettere (i tuoi post hanno spesso questo effetto su di me…), cosa di cui ti ringrazio.
Eh, sgrigna, capita a tutti, sai. Poi ci si volta indietro e ci si chiede come si sia potuti essere così ciechi…
Eh sì, bisogna vivere all’indicativo presente (mi ci volevo fare anche una maglietta).
Il passato non torna e al futuro ci penserò domani.
Mi fermo qui, ma hai ragione (eddài… basta!) si potrebbero scrivere pagine e pagine prendendo spunto da quella frase.
Bel post, isadora! E grazie per il link: vado subito a leggermi quello da cui è tratta la citazione.
Lieta che abbiate apprezzato!
Mi è capitato anche a me di parlarne, nei miei post: adagiato sul filo di vita…..e un attimo e la vita si capovolge…riportando esperienze vissute sulla mia pelle di quanto sia vero tutto ciò.
Un abbraccio.
grazie! mi ha fatto bene leggere questo post.
ciao
Max, un abbraccio anche a te.
Francesco, ma ciao!
Bene, bene, mi fa piacere!
Sante parole :-*
Ciao Mitì, grazie :-*