Flädle (Minestra di frittatine) 10 Dicembre 2007, 19:52
Posted by Isadora in IsaInCucina, PilloleDiGermania.trackback
Ora, questo, decisamente, non è un food blog, no. Non ci provo nemmeno. Questo blog contiene 304 articoli suddivisi in 19 categorie e la bellezza di 3115 commenti (e qualcosa come 35800 commenti spam). Di quei trecentoquattro post, ben otto sono ricette (semiserie). A guardare le statistiche riguardanti le chiavi di ricerca con cui arrivate qui dovrei dire: grazie al cielo che li ho scritti. Quindi ora ve ne beccate un altro (e sono nove).
I Flädle sono una specialità della Svevia. Il nome sta per piccole frittate, anche se, a dire il vero un Fladen (che è la versione grande del Flädle) è anche un’altra cosa brutta che fanno le mucche, ma è meglio che non scenda in particolari. Ora, che ci fanno, in Svevia, con le frittatine (o crespelle che dir si voglia)? Le arrotolano e le tagliano a striscioline, e poi le mettono in una bella scodella di brodo fumante. Sono buonissime e semplici da fare (tra l’altro si prestano anche per essere fatte con la farina senza glutine); se è buono anche il brodo, è un ottimo primo piatto per una cena invernale.
Per fare i Flädle vi servono:
- 1/4 l di latte
- mezz’etto di burro
- 3 uova
- un etto di farina
Poi, a piacere, prezzemolo, erba cipollina o quello che vi pare basta che sia verde (sminuzzato), noce moscata e sale.
Fate sciogliere il burro (io lo metto per un minuto nel microonde a 440 W, si può dire?) e mescolate tutti gli ingredienti (a parte le erbette) possibilmente con una frusta elettrica, così che venga fuori una pastella piuttosto liquida e, soprattutto, senza grumi. Ora aggiungete anche le erbette (se le mettete prima rischiate di fare le frittatine verdi). Con l’aiuto di una padella antiaderente e magari un filino d’olio fatene tante belle crespelle sottili. Arrotolatele su sé stesse e tagliatele a striscioline (come le tagliatelle). Poi ditemi se non sono buone.
(Se non avete il brodo, potete anche lasciarle intere, farcirle con quello che più vi piace e gratinarle al forno con la besciamella… va be’, lasciamo perdere).
Un post a caso...

























Oh, eccomi qua finalmente, Isa.
Proverò la tua ricettina, ma no, ti prego, la besciamella no. Dalla Terronia ho ereditato la convinzione che chi la usa non sappia cucinare.
Visto che siamo in tema – frittata – se ti fa piacere, ti posterò un mio cavallo di battaglia. E poi ci sapremo dire …
Uh, madison, e nelle lasagne cosa ci metti?? A Bologna, regno indiscusso della besciamella, si dice lo stesso di quelli che usano la panna
comunque sia a me (specialmente “condita” con un bel po’ di parmigiano) piace moltissimo!!
Vai di ricetta, io sono sempre alla ricerca di cose da provare!!
Anch’io uso la balzamella (sono stati i Medici a importarla in Francia, così come l’anatra all’arancia, e in realtà si chiamava ‘colla’ a quei tempi) con moderazione, ma quando ci vuole, ci vuole. E in questo caso è la morte sua.
Io ho vissuto per anni con due sveve e mangiavamo Flädle una sera sì e l’altra pure. Che ricordi… per me è una specie di madaleine proustiana.
Colla? Io so che la faccio molto raramente, perché ne sono golosissima e non mi dò pace finché non l’ho mangiata tutta
Mi piace questa cosa dei Flädle-Madeleines…
Frittata di peperoni e salvia
Ingredienti:
- 6 uova (io ne metto 7)
- 250 g. di peperoni o peperoncini dolci
- 250 g. di patate lessate
- un’abbondante manciata di foglie di salvia
- uno spicchio d’aglio
- peperoncino in polvere
- olio
Saltare in padella, insieme a 4 cucchiai d’olio e l’aglio, prima per un po’ i peperoni puliti e tagliati a listelle insieme alla salvia, e poi aggiungere le patate tagliate a tocchetti.
Quando gli ingredienti sono diventati un po’ croccanti, versare le uova, sbattute, salate e condite con una presa di peperoncino.
Io preferisco che la frittata abbia un certo spessore e quindi, durante la cottura, la restringo con una paletta. È buona anche fredda.
Ps.: Isa, circa la besciamella con le lasagne, confesso di non rispettare l’ortodossia, servendomi di latte e un pochino di mozzarella. È che proprio non mi piace. Quanto alla panna, sono d’accordo con te. Non la uso quasi mai (non parliamo di quella per dolci, savasandir), tranne che per fare dei sughetti veloci con la salsa di pomodoro.
Oddio, spero di non contribuire troppo a dare un’impronta culinaria al tuo blog.
Ti prometto che la prossima volta ci “scanneremo” su questioni più impegnate.
Uahuha, tanto qui arrivano tutti cercando la ricetta del roast-beef (che poi così difficile non è…)!! La frittata coi peperoni dev’essere buonissima, ma io e i peperoni siamo sul sentiero di guerra, purtroppo
La mozzarella nelle lasagne, però, grida vendetta. Sento già Artusi che si rivolta nella tomba
Isa, sei proprio, ma proprio sicura che il tuo soggiorno in terra teutonica non stia rovinando le tue papille gustative e la tua italianità culinaria? Comunque, se vuoi, quando tu e compagnia farete ritorno in Umbria, mi propongo per una full immersion in qualche locale che conosco per rieducarti
donmo, guarda che ti prendo in parola, eh?!
Io cucino soprattutto emiliano (sono di Bologna ed avevo una nonna che faceva la sfoglia in casa e mi ha insegnato tante cose), ma mi piace provare tutto. Comunque le crespelle nel brodo sono davvero deliziose e si fanno anche in italia (prova un po’ a cercare con google…).
vabbé ve la siete cercata:
Frittata di Cipolle (n’chiampara calabrese)
- 4 uova
- 1kg cipolle rosse (se sono di tropea è meglio)
- formaggio parmigiano
Tagliate le cipolle a fettine non troppo spesse e mettetele a cuocere in una padella con l’olio finché non sono appassite
Sbattete le uova furiosamente finché il composto non è spumeggiante
Unite la cipolla appassita, il prezzemolo, il parmigiano, sale e pepe
Schiaffate il composto in una padella di dimensioni adeguate e fate cuocere il frittatone. Toglietelo quando è bello alto e ben gonfio.
Mangiate di gusto (meglio se lo mangia anche la vostra compagna/compagno, così evitate lo scherno successivo
Dalla Calabria con furore
jaco vostro
Isa, non dubito che si faccia anche in Italia, ma il microclima non è lo stesso
cmq, certo, prendimi pure in parola!
jaco, il frittatone con le cipolle m’ispira, grazie! (poi quando vi metterò la ricetta della Flammkuchen non rompetemi le scatole con la storia che le cipolle sono una roba da tedeschi, eh?!)
donmo, pensa che quando a settembre sono venuta in Umbria, la prima tappa è stata proprio Città di Castello, per mangiare al “Feudo”, che gloricetta aveva definito il suo ristorante preferito… peccato che fosse chiuso e senza alcuna indicazione di orari di apertura o giorni di riposo, e ci sono rimasta così male che non ci ho più provato. Comunque mi sono rifatta in altre città, in particolare un ristorante di Orvieto mi è rimasto nel cuore.
Chiedo scusa a nome della cittadinanza
anche se non conosco direttamente il ristorante in questione (ma non me ne ha parlato in termini eccelsi chi lo conosce, comunque è questione di gusti).
Ma ce ne sono altri e ottimi
Non c’è problema, donmo, si fa per parlare, dài. Però se ripasso ti faccio un fischio prima, ok? (Tra l’altro quel giorno siamo finiti a mangiar panini in un baretto dove un ragazzo gentilissimo ci ha serviti come dei principi…)
Meno male! Tra l’altro vicino al Feudo c’è il ristorante-pizzeria di mio cugino, che se dico che ci si mangia bene io sembro di parte, però è vero. Poi il locale vale la pena di una visita perchè lui è un autentico personaggio di quelli che, conosciuti una volta, non li si dimentica per tutta la vita. Fai un fischio e andiamo:)
Cara Isadora, scopro in questo post che siamo conterranei (io sono della terra di Peppone e don Camillo)… Non che centri molto, ma fa piacere
Come ho scritto anche da Farfadet, io sono un grande appassionato di cucina quando si tratta di mangiare (e anche cucinare, va…), ma molto meno quando si tratta di scriverne o leggerne, però alcune cose mi attirano per la magia che sanno creare attorno ad un tavolo da cucina, come il rito dei biscottini di Natale qui in Krukkolandia che a me ricorda tanto i miei pomeriggi da bambino passati a piegare cappelletti con mia nonna…
Chico
Ciao Chico, tra un po’ scopriamo che siamo vicini di casa…
Io mi ripropongo ogni anno di fare i biscotti di Natale, poi non ho mai tempo. L’anno prossimo. Sicuro.
quasi quasi ci provo a farli..potrei disintegrare la cucina dal momento che detengo il lato oscuro della forza culinaria, ma posso provare, anche perchè le mie riserve di dolcetti di pan speziato di norimberga stanno drasticamente diminuendo…e bisogna correre ai ripari. UN SALUTO!
Prova, prova, paz, poi ci racconti…
Grazie del passaggio!
mamma mia, tutte queste ricette mettono l’acquolina in bocca anche se ho appena finito di cenare… ottimo! le proverò!