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Ironia della sorte 4 Aprile 2008, 10:35

Posted by Isadora in Sammelsurium.
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Porto avanti - bene o male - due blog: uno, questo, “figlio dell’amore”, ultimamente trascuratello anzichenò, anzi, ormai da settimane in serio pericolo di vita per cronica mancanza di motivazione. Un altro, “figlio della necessità”, Usare WordPress.com, nato come blocco appunti per fissare idee e tutorial per sfruttare al meglio questa piattaforma.

Scrivo (ho scritto) come una dannata, scrivo di qua cose che mi paiono interessanti o che mi colpiscono o fanno arrabbiare, scrivo di là cose utili a me e che dovrebbero essere utili a tutti coloro che hanno un blog su wordpress.com e parlano italiano. Ho scritto post belli, bellissimi, brutti, bruttissimi, utili, inutili, insignificanti, commoventi, irritanti, intelligenti, sciocchi, densi di contenuti, vuoti come uova di cioccolata. Poi ho scritto sta menata qua sotto sul lapsus di questo tizio della cui esistenza, fino a ieri, manco ero al corrente.

Indovinate un po’: è il post - in assoluto su tutte le piattaforme che mai mi abbiano ospitata - più letto che abbia scritto (e sull’unica cosa bella del post, il video degli Abba, ha cliccato il 2 per mille dei visitatori). Se continua così mi supera anche il roast beef. Lasciatemelo dire: che tristezza, ragazzi!

Cazzo che Uàterlo 3 Aprile 2008, 14:39

Posted by Isadora in Sammelsurium.
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Si chiama Luca Luciani, su Forbes leggo che è nato a Padova, ma a sentirlo parlare si direbbe alla Garbatella. È, a quanto mi pare di capire, il COO della TIM, ma, soprattutto, è un meme vivente (vi metto qui il link al post che più mi è piaciuto, quello di Nicola Mattina, da leggere anche i commenti) da quando è spuntato fuori un video, pubblicato persino nientedopodimenoché da Repubblica, in cui questo signore, nel tempo record di un minuto e quarantotto secondi, oltre a dire due volte “incazzata”, una volta “cazzo” ed una volta “cazzata” (quello che si dice un raffinato retore, insomma), ci racconta una versione estremamente personalizzata della grande vittoria di Napoleone a Waterloo (pronunciato Uàterlo), centrando un clamoroso autogol, o, per rimanere in tema, una vera e propria Waterloo, se mi permettete il piccolo gioco di parole.

Ora, qui si potrebbe continuare a fare facile ironia sul livello culturale e le conoscenze storiche di questo signore, o anche sulla competenza del reparto HR del suo datore di lavoro, ma lo stanno già facendo in tanti. Io, impressionata e anche un po’ impietosita da cotanta ignoranza, vorrei semplicemente aiutare questo signore a colmare l’evidente lacuna culturale dedicandogli una famosa canzone degli Abba ed invitandolo ad ascoltare attentamente il testo (o a farselo tradurre dall’inglese al romanesco da qualche anima pia).