Il grande silenzio 21 Maggio 2007, 22:49
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Ultimamente dopo aver postato il link a Bible Fight sento voci ultraterrene che mi dicono: “pentiti, pentiti”. Ho provato a rispondere alla Troisi con un “mo’ me lo segno“, ma non smettono.
Allora, per vedere se riesco a mandarle via, metto un controlink spirituale ad un mezzo capolavoro: Il grande silenzio.
Potrebbe essere definito una specie di Reality Show in un monastero. Dove i monaci hanno fatto voto di silenzio. Dura quasi tre ore. Non è solo un film, è anche un esperimento con gli spettatori sul senso del tempo e del silenzio.
Non c’è colonna sonora, solo qualche campana, qualche –raro- uccello che cinguetta, il rumore dei passi e i canti dei monaci.
Dopo due ore e mezza vi troverete a pregare, con i monaci, perché il film finisca.
Vorrete indietro la vostra solita caotica vita.
Ma vi resterà il dubbio che c’è qualcosa che non va.
Bible Fight 8 Maggio 2007, 5:26
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Non vi sono ancora andate giù le affermazioni dell’Osservatore Romano?
Fatevela passare con Bible Fight. Si può scegliere con chi giocare tra Gesù, la Madonna con il bambino, Mosè, Eva, Noè e Satana. Son partito con Gesù, che mi sembrava uno forte, ma mi hanno massacrato tutti. Specialmente Noè, quando ti scarica dietro gli animali, fa malissimo. Finché ho capito come far venir giù dal cielo pani e pesci e tirare in testa ai nemici la croce.
Adesso non ce n’è più per nessuno.
Almeno nel giadino dell’Eden.
A cosa servono i libri 1 Maggio 2007, 4:43
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Devo aver letto da piccolo sui Quindici (i libri del come e del perché) di situazioni come questa.
Perché oggi quando, tornando dal lavoro, sono finito in un mini ingorgo, non mi sono minimamente scomposto. Mostrando la freddezza di un agente al servizio di Sua Maestà britannica, in mezzo al traffico, ho rallentato, mi son fermato e assieme agli altri pendolari, ho aspettato che tre oche canadesi attraversassero, sculettando come spogliarelliste.
Avrebbero potuto anche svolazzare dall’altra parte della strada. Ma vuoi mettere che bello fermare il traffico nell’ora di punta?
Vladimir Vysotskij 24 Aprile 2007, 2:29
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Finalmente ce l’ho fatta. Sono riuscito a recuperare l’album che il Club Tenco ha dedicato a Vladimir Vysotskij. Il più famoso cantautore russo del dopoguerra, con una erre da far impallidire Guccini, era anche attore e poeta (se nasceva nel Rinascimento probabilmente sarebbe stato pure pittore, scultore e architetto). Censurato dal regime sovietico non riusciva a pubblicare che poche slavate canzoni, la sua musica si diffuse soltanto grazie ad alcune registrazioni casalinghe fatte da amici. Un giorno passeggiando per Mosca, sentì i propri pezzi rifatti da musicisti di strada e stupefatto realizzò che forse quella forza che lo spingeva a scrivere era proprio talento. La copertina del disco è talmente brutta che non ho avuto il coraggio di pubblicarla (quella nella foto appartiene ad un altro disco di Vysotskij pubblicato dal Club Tenco e che contiene pezzi originali in russo). Il disco invece è, come sospettavo, favoloso. Si intitola Il volo di Volodia. È una raccolta di canzoni tradotte in italiano e cantate da cantanti e cantautori nostrani, tra cui anche il sopracitato Guccini. Se vi capita di trovarlo in giro, compratelo al volo che è più raro di una tigre della Tasmania. Se non vi ho convinto, ascoltatevi il pezzo interpretato da Milva.
Qui (dalla mitica milellire stampa alternativa) potete scaricarvi un libro con due brevi saggi sulla sua opera e alcune delle sue canzoni.
[mentre la Isa si gode le ferie io lavoro come una bestia da soma. Volevo fare una festicciola, ma avevo paura che prendesse una brutta piega]
Medium 10 Aprile 2007, 3:19
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Ho appena finito di leggere Medium, l’ultima opera di Genna. Non voglio parlare del libro (e neppure dei terribili omonimi dello scrittore che ho appena scoperto), ma dei suoi tre livelli e di come ci arrivano. Il romanzo (lo chiamo così per comodità) viene pubblicato a puntate sul suo sito, parte integrante di questo formato, sono i link che nascondono contribuiti, spiegazioni, immagini, file audio, altri testi e addirittura altri libri. E questo è il primo livello. Può essere scaricato come solo testo in pdf e questo è il secondo. Terzo livello: il libro vero e proprio, che viene distribuito con modalità print-on-demand. Lo ordini, te lo stampano e te lo spediscono. Il costo è limitato alle spese di produzione e spedizione. Negli ultimi anni, ho letto libri sul portatile (li leggevo a casa e non, come qualche maligno penserà, sul lavoro slappando di ALT+TAB), perché mi era difficile procurarmene una copia cartacea. Ho stampato romanzi su fogli volanti e li ho letti durante la pause pranzo. E poi ovviamente ho letto libri veri e propri. Ma non ho mai trovato una sostanziale differenza nel piacere della lettura sui diversi formati.
Medium, ho iniziato a leggerlo sul sito web, nel frattempo l’ho ordinato. Appena mi è arrivato, sono ripartito da zero con il libro in mano e in un battibaleno l’ho finito, ma tuttora seguo l’uscita a puntate sul sito. Questo per dire che i tre livelli non sono equivalenti, e che, secondo me, quello che ha più valore, non è quello del libro cartaceo, ma quello ipertestuale pubblicato sul sito web.
Genna non è il primo scrittore che mette a disposizione le sue opere gratuitamente, lo hanno fatto prima di lui i Wu Ming, giusto per citare il caso più famoso. Mentre altri autori sono diventati celebri proprio grazie al free download.
Quello che mi ha colpito questa volta -però- è stata la frase di Genna nella presentazione: <<Più tengo a un mio atto letterario, più verifico che vorrei regalarlo e non venderlo>>
The Lives of Others 24 Marzo 2007, 17:02
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Ho letto da qualche parte che era “un’avvincente storia di spionaggio”.
The lives of the others. Ho visto poi le locandine: una foresta di allori.
Venerdì vado a salti –mi son detto.
Mi piacciono molto le avvincenti storie di spionaggio: città esotiche, personaggi misteriosi con accenti strani e azione quanto basta. In “The life of the others” non c’è nulla di tutto ciò.
Lo spionaggio che viene raccontato qui è fatto di lunghe giornate di intercettazioni, ricatti, minacce, torture, paranoie e mense aziendali. Non c’è nessun agente segreto che se la mena male se il Martini è agitato piuttosto che mescolato e non sono in forse le sorti del mondo. Solo le vite dei personaggi coinvolti, quella di un importante drammaturgo e quella del funzionario della Stasi che è incaricato di sorvegliarlo, fino a quando la caduta del muro cambierà tutte le coordinate.
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Vera Lutter (spin off) 1 Marzo 2007, 4:16
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Il precedente post di Isa sulla camera oscura mi ha fatto venir in mente un’artista tedesca: Vera Lutter. Sono stato ad una sua conferenza un paio di anni fa, nella quale aveva raccontato come aveva scoperto, approfondito e reinterpretato la camera oscura. La tapina studiava a New York. Un giorno le è venuta l’idea di coprire completamente le vetrate di una camera della sua abitazione con del cartoncino nero e di piazzare delle lastre di pellicola sull’opposto muro dell’appartamento. Ha aperto un buco delle dimensioni giuste per avere le immagini a fuoco sulla parete e ha lasciato tutto a macerare per non so quanto. Alla fine ha ottenuto delle fotografie grandi come degli affreschi di una chiesa: metri per metri. Adesso gira con un container al posto della macchina fotografica.
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Disperazioni 20 Febbraio 2007, 3:16
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Questa foto l’ho fatta ieri dalle finestre dell’ufficio. C’era una tormenta di neve e la luce, strana, forse filtrata dai vetri, riusciva, quasi, ad affliggermi. Per via dell’azzurro. Mi faceva pensare a delle poesie di Trakl. Ero bloccato in una futile riunione. Durava ormai da tanto tempo che temevo all’uscita potessi trovare Chinese Democracy nei negozi di dischi.
Divagazioni 1 Febbraio 2007, 5:29
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[Update: questo post senza musica era insipido. Ho aggiornato i link in qualche modo. Tanto qui la temperatura è scesa a venti sotto lo zero e sto aspettando che finisca la lavatrice a monete in questo lercio locale con i pavimenti di cemento, vecchie seggiole di plastica scolorite e stracci di calzini abbandonati qua e là. La televisione in un angolo passa continuamente la pubblicità di un car dealer. Ma non si capisce nulla, lo schermo è verdastro e le casse sono esplose con il millenium bug. Adesso passo tutto nell'asciugatrice, spero di non aver finito le monete]
Nevica da tre settimane, ormai, e la neve mi disorienta.
L’altro giorno passeggiando, divagavo. Di solito mi vengono mente cose singolari di nessun valore. Anche l’altro giorno ho tenuto duro e ho buttato via ogni riflessione che poteva essere utile. La scemata che mi è venuta in mente è che ci sono tre canzoni di autori anglosassoni con il titolo in latino.
A saperlo… 21 Gennaio 2007, 7:59
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Stanotte ho sognato mirumir, che ci parlavo.
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Un post a caso...
























