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Pensieri mattutini 7 aprile 2005

Posted by Isadora in IsaSuOCE.
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Non so perchè, mi viene in mente quella stupida discussione con Stefano, diceva che le donne non sono capaci di inventare la musica, ma solo di interpretarla, ed io sono riuscita solo a farmi venire in mente Clara Schumann. Nient’altro. Mah.

È tardi, accidenti, devo sbrigarmi, infilo il travestimento da business woman e comincio il consueto rituale di restauro mattutino. Trucco, sì, ma con parsimonia, come al solito sarò l’unica donna e ho anche una serie di lucidi da presentare che sicuramente scateneranno discussioni apocalittiche. Rossetto? No, meglio di no. Curata, ma non dimessa, in nessun caso provocante. Mia madre (la vedo dietro alle mie spalle, le labbra premute in un’espressione di accondiscendenza sempre venata di spirito critico) direbbe “in ordine”. Non è il momento di pensare a mia madre.

Raccatto tutta la mia paccottiglia e vado. Non sono nervosa, probabilmente in quella sala sarò l’unica a sapere davvero di cosa parlo. Eppure so che non è ragione sufficente a permettermi di abbassare la guardia. Una sola disattenzione, un ricciolo capriccioso che sfugge al controllo delle forcine, potrebbe bastare come appiglio a smontare tutta la mia argomentazione con un commento ad hoc di qualcuno di questi boriosi rincoglioniti in completo grigio.

Non che le signore siano meglio. Ma non ce ne saranno, oggi, l’aria che si respira ai piani alti della nostra grande famiglia è rarefatta e profondamente maschile. Aria che sa di tabacco, di agrumi, di vini rossi barriccati, di muschio e di estratti di legni pregiati, l’odore di uomini che per ogni capello perso hanno una conquista da raccontare, che sia una donna, una moto più potente, un successo professionale, o un amico influente. Ce ne sarebbero parecchie, qui, di donne, efficenti, organizzate, intelligenti e preparate, ma mentre gli uomini danno la scalata alla montagna della gerarchia in solidale cordata, le signore si distraggono in inutili battibecchi lasciandosi sorpassare a destra e manca. Divide et impera, diceva un uomo che la sapeva lunga. Ecco, noi donne, sottomesse e votate al sacrificio, schiave dei nostri sciocchi pregiudizî, non gli facciamo neanche fare la fatica di dividerci, a costoro, provvedendo autonomamente anche a questo.

Continuano a sfuggirmi nomi di altre compositrici. Mi tocca dare ragione a Stefano. Mannaggia.

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