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Basta il battito d’ali di una farfalla 17 aprile 2005

Posted by Isadora in IsaSuOCE.
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MandelbrotL’idea che un piccolissimo evento da qualche parte dell’universo possa avere conseguenze devastanti è intrigante e non necessariamente nuova. L’associazione con le farfalle, ormai profondamente ancorata nell’immaginario collettivo, la dobbiamo a Bradbury, l’immaginifico autore di “Fahrenheit 451”, che in un racconto degli anni cinquanta, “Sound of Thunder”, lascia intendere come l’uccisione accidentale di una farfalla durante un viaggio nel passato, si ripercuota in modo definitivo ed imperscrutabile nel presente dal quale il viaggiatore era partito.

Lorenz, metereologo, ma anche ottimo divulgatore, riprese negli anni sessanta quest’immagine per descrivere l’estremo effetto di minime variazioni dei presupposti iniziali sul risultato di simulazioni computerizzate dell’andamento climatico, affermando che è sufficente il battito d’ali di una farfalla in Brasile a provocare una tromba d’aria nel Texas. Nacque così l’effetto farfalla, uno dei capisaldi della teoria del caos.

Ora, questa storia del “caos” ha creato molti fraintendimenti. Nella più comune accezione del termine, il caos viene associato al disordine, mentre la teoria del caos si occupa della dinamica degli avvenimenti nel tempo, e non di un particolare stato in un particolare momento. In pratica, si ha uno sviluppo caotico quando, come conseguenza della variazione di un parametro iniziale, non si ha un cambiamento lineare del sistema, ma, per esempio, esponenziale, e le diverse componenti del sistema non sono sottoposte allo stesso tipo di cambiamento a causa di limitazioni esterne (quindi alcune si sviluppano maggiormente, altre meno).

Negli anni ottanta, Benoît Mandelbrot ha formulato una legge che descrive un luogo geometrico del piano complesso, l’insieme di Mandelbrot, che altro non è che la conseguenza dello sviluppo caotico (nell’accezione di cui sopra) di una semplice equazione non lineare a seguito della variazione di un parametro iniziale. L’immagine qui sopra ne è la rappresentazione grafica.

Qualcuno si starà chiedendo dove voglio andare a parare, qualcun altro avrà già capito che mi sto avvicinando con fare circospetto al mio tema preferito, la commistione fra scienza, natura, tecnica ed arte. Eccomi. Mi viene un po’ da ridere mentre penso alla mia domanda preferita: È arte? Difficile vedere come espressione d’intento artistico il risultato di un calcolo squisitamente matematico. D’altra parte la natura ci mette sotto al naso quotidianamente esempi di frattali che c’ispirano pensieri poetici… i rami di un albero, le foglie di una felce, un fiocco di neve. Fate voi. E se non vi è piaciuto, prendetevela con maria jose, che mi ha messo la pulce nell’orecchio.

Commenti

1. …a casa di Isa » Frattali e farfalle - 25 febbraio 2006

[…] Siccome ultimamente ho pasticciato con i permalink, probabilmente i riferimenti trovati dai motori di ricerca andranno a vuoto, quindi riporto qui il link al post in questione: Basta il battito d’ali di una farfalla. Buona (ri)lettura.   […]

2. La verità su Fahrenheit 451 « …a casa di Isa - 17 luglio 2007

[…] Di Ray Bradbury e di un’altra sua geniale intuizione ho parlato di sfuggita anche qui: Basta il battito d’ali di una farfalla. […]


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