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La gatta sotto al tetto che scotta 29 maggio 2005

Posted by Isadora in InMansarda.
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È caldo, oggi, è caldo fuori, è caldo dentro, è così caldo che persino i pensieri mi si sciolgono nella mente e si mescolano tutti fra loro a formare una brodaglia tiepida e indistinta.

Le veneziane che ho comprato ieri (chissà se piaceranno al tipo che abita di fronte?) proiettano righe sulla parete opposta alla finestra, ancora spoglia: le osservo pigramente sdraiata sul divano, ogni tanto stendo languidamente una gamba e lascio che la luce ci giochi. Non sono in grado di fare di più, con questo caldo opprimente che non mi dà tregua, niente di più che sonnecchiare come una gatta e sperare che la sera porti un soffio d’aria. Una goccia di sudore che mi s’insinua nella scollatura mi porta per un attimo lontano col pensiero e mi distrae da questo apatico pomeriggio di domenica riportandomi alla mente una bocca che appartiene al passato, un’altra estate, un’altra città, un’altra vita.

Un’altra vita. Quasi mi viene da dire: un’altra persona.

Sbocconcello una mela per scuotere via i ricordi e cerco di concentrarmi su questa, di vite, questa appena cominciata. Innanzitutto questa sistemazione: il condominio si sta lentamente riempiendo di gente, ieri sera ho chiacchierato con la viscontessa nel giardino fino a notte fonda sorseggiando un buon bianco fresco. Sembra sapere tutto di tutti. Le ho anche chiesto di quell’ombra che mi è parso di scorgere l’altra sera svolazzare sotto alla parte più alta del soffitto a spiovente: mi ha sorriso con l’aria di chi la sa lunga e ha detto che non è al corrente di nulla, ma ha fatto qualche allusione ad un pipistrello. Fatto sta che oggi non ho visto né sentito niente, ma vedrò ti tenere d’occhio la situazione. Magari, nel frattempo, cercherò un nome da dargli, nel caso risalti fuori…

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