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Nuovo film, vecchia storia 29 maggio 2005

Posted by Isadora in IsaSuOCE.
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Abbiamo aspettato ventott’anni per conoscere tutti i retroscena della grande saga di Guerre Stellari, la tragica storia di Anakin Skywalker, l’eletto, il mistero della sua trasformazione in Darth Vader (per il mercato italiano: Dart Fener) che nel primo film della doppia trilogia, Episodio IV, era ancora un cattivo tutto d’un pezzo e che in Episodio VI, di fronte al figlio Luke Skywalker, aveva mostrato il suo lato “umano”. Abbiamo aspettato ventotto lunghi anni, dicevo, e ci siamo precipitati al cinema, per vedere l’ultimo e primo episodio di questa saga che ci ha accompagnati per un lungo pezzo di vita, episodio che avrebbe finalmente dato risposta ad una serie di interrogativi inquietanti e, che abbiamo visto?

Non so voi, io ho visto un papocchione tutto incentrato a riannodare i capi della storia con riferimenti più o meno velati (e più o meno attinenti) agli episodi precedenti. Niente spazio alla psicologia dei personaggi, che proprio in questo episodio sarebbe stata così importante: l’insipido Christensen si trasforma nel giro di poche scene in modo piuttosto brusco e decisamente poco credibile da giovane eroe sfiorato dal dubbio a massacratore di bambini e l’unico indizio visibile di questa trasformazione interiore è la colorazione computerizzata delle iridi, mentre Padmé, con la gravidanza, si è inspiegabilmente trasformata in una bambolotta senza spessore. Anche i graziosi riferimenti al Faust, che il buon Lucas non ha mancato di sottolineare nelle interviste, con Palpatine nel ruolo di Mephisto, Anakin-Faust e Padmé-Gretchen, vengono sotterrati dall’interpretazione inanimata di Christensen e Portman, che si amano con l’espressività di statue di cera.

Nuovo film, vecchia storia: anche nello spazio, quando qualcosa va storto, è sempre perchè è arrivato il “fattore femmina” a sconvolgere gli equilibrî di un mondo altrimenti assolutamente regolamentato. Padmé novella Elena stellare: senza di lei ad ammaliare il buon Anakin con il suo sguardo da pera cotta, il nostro avrebbe potuto continuare indisturbato a farsi delle seghe come ogni buon Jedi che si rispetti, non ci sarebbe stata nessuna complicazione sentimentale e l’universo si sarebbe liberato dei fastidiosissimi Sith da un pezzo. E invece no, Anakin è giovane e appassionato (anche se a guardare la faccia assolutamente priva di espressione di Christensen la passione bisogna immaginarsela da soli), la Padmé è caruccia, aggiungere una presa di complesso di Edipo (non si salvano neppure le mamme, ‘ste donne combinano dei casini anche da morte!) e la frittata è fatta.

E se dovete ancora andare a vederlo: che la forza sia con voi. Ne avrete bisogno.

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