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La calza smagliata 16 giugno 2005

Posted by Isadora in IsaSuOCE.
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Succede che ti fanno presente una cosa insignificante. E a partire dal momento in cui te l’hanno fatta presente non riesci più a smettere di pensarci.

Mi si è smagliata una calza.

Non so quand’è successo, né come. So solo che me ne stavo lì, come sempre ancora mezza addormentata, alla macchinetta del caffè osservandola sforzarsi di prepararmi un cappuccino tra i soliti rigurgiti e sputacchiamenti, finché, spuntata dal nulla, forse uscita da un buco a me ignoto nel pavimento, la mia collega dall’occhio sempre attento a tutto tranne che al lavoro, mi ha annunciato con uno stridìo assordante la presenza di una smagliatura sulla mia calza.

Grazie alla potenza delle corde vocali della signora, tutto il piano ne è stato prontamente informato, così che ho anche avuto il piacere di attraversarmi tutta la distanza che separa la macchinetta dal mio ufficio, dall’altra parte dell’edificio, con gli occhi curiosi dei colleghi incollati alla caviglia destra.

Davanti alla macchinetta era ancora una smagliatura piccola piccola che faceva timidamente capolino dal bordo della scarpa, proprio in corrispondenza del tallone. Poi, incoraggiata dal languido ondeggiare delle anche durante il percorso lungo l’infinito corridoio che porta all’ufficio, ha cominciato a farsi lentamente strada, sottile ed insidiosa come solo una smagliatura sa essere, su su lungo al polpaccio, fino all’incavo dietro al ginocchio, su per la coscia, per poi andarsi a nascondere sotto all’orlo della gonna fermando la sua corsa solo davanti all’insormontabile ostacolo del bordo di pizzo.

Ed io, ormai consapevole della sua esistenza e senza possibilità di fermarla, non posso che prendere atto con ogni mia fibra di questa quasi impercettibile carezza, che mi rende impossibile seguire il filo di altri pensieri ed assumere un’aria indifferente.
Perché ora che mi si è sguaiatamente informata della sua esistenza, improvvisamente non riesco più a distogliere l’attenzione da lei, la sottile smagliatura che, docilmente adattandosi al profilo della mia gamba, va assumendo nella mia mente un aspetto esageratamente minaccioso e sembra attirare tutti gli sguardi su di sé sbrilluccicando come un’insegna luminosa.

E ora, che faccio? Potrei velocemente fare un salto al supermercato e comprarmi un paio di collant da 1.99, quelli che, mentre te li infili, si riempiono di fili tirati e che sono sempre troppo lunghi, o troppo corti, e magari fanno anche le pieghe vicino al ginocchio. No, per carità.
Il negozio in cui potrei rimediare una degna sorella per la mia povera calza sinistra è lontano, mi toccherà sacrificare la pausa pranzo per rimpiazzare la fedifraga.

Oppure me ne frego, mi tengo la calza così com’é fino a sera e cerco di fare finta di non essermene accorta. Ma me ne sono accorta, anzi, mi ci hanno costretta, ad accorgermene, in virtù di chissà quale perverso moto interiore ed ora, seguendo un altrettanto perverso moto interiore, non riesco più a comportarmi come se non esistesse. Sarà una lunga giornata.

Commenti

1. Come sei diventato un blogger? « …a casa di Isa - 19 novembre 2007

[…] che esula dal tema di questo post, e che sortì un effetto tutto diverso dal previsto, è “La calza smagliata“, ma ne avrei una lista lunga un […]


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