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Il sabato del villaggio 9 luglio 2005

Posted by Isadora in IsaSuOCE.
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È sabato.

Sono passati solo due giorni da quando lo scoppio di quattro ordigni nel centro di Londra ha disturbato la tranquillità delle nostre vite richiamando la nostra attenzione sull’ennesimo atto di terrore perpetrato al danno di civili proprio nel bel mezzo della cara vecchia Europa. Più di cinquanta morti, più di settecento feriti.

Tutto sommato c’è andata bene, no? In Iraq i civili muoiono come le mosche da due anni a questa parte senza che nessuno si sconvolga più di tanto, anzi, c’è persino chi sostiene che queste morti siano il prezzo da pagare in nome dell’introduzione della democrazia e dell’abbattimento della dittatura. E allora versiamo ‘ste due lacrimucce di circostanza, facciamo la faccia contrita che tanto poi sabato ce ne andiamo al mare e fanculo ai morti e ai feriti.

È sabato, e c’è chi non ha altro di meglio da fare che proporci locandine inneggianti al possesso privato di armi da fuoco, stilizzandolo a diritto del cittadino in nome di correnti filosofiche a lui sconosciute.

È sabato, e all’indignazione si è già sostituita l’indifferenza, siamo sazî d’informazione e non abbiamo voglia di vedere corpi dilaniati al telegiornale, è sabato, abbiamo lavorato tutta la settimana ed ora abbiamo il diritto di distrarci un po’.

Repubblica riporta la notizia di una nuova rivendicazione degli attentati di Londra. Copioincollo dal sito linkato uno stralcio della rivendicazione: “I prossimi giorni vedranno i più grandiosi atti della jihad contro coloro che hanno dichiarato guerra all’Islam e ai musulmani. Non ci calmeremo e non ci fermeremo fino a quando la sicurezza non sarà una realtà sulla terra d’Islam, dei musulmani, in Iraq, in Afghanistan e in Palestina”. Ecco, sempre loro, i musulmani, che ci rompono le uova nel paniere, che ci rovinano il meritato riposo di questo finesettimana estivo, che ci fanno paura, che vogliono distruggere la nostra civiltà e la nostra cultura (sic).

Eh no, cazzo, non ci sto. Non vado al mare, non chiudo gli occhi, non mi accontento di queste spiegazioni da quattro soldi – qui, noi (noi chi?) bravi, buoni, cattolici, democratici, là loro (loro chi?) brutti, cattivi, musulmani, fondamentalisti.

Non è così semplice come sembra. Non è così semplice come vorremmo. Io non smetto di chiedere, non smetto di leggere, non smetto di cercare di capire. E vorrei che anche voi lo faceste, vorrei che andaste a leggervi questo, l’opinione di un musulmano che vive a Londra.

Se avete tempo, s’intende, magari tra la spiaggia e l’aperitivo.

Commenti

1. nene - 18 gennaio 2008

secondo me, un musulmano e come se fosse un cristiano perchè se stiamo a vedere tutte le religioni hanno delle culture e delle regole a rispettare. ciau…


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