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Questo baciapile intempestivo (parla come mangi) 27 luglio 2005

Posted by Isadora in IsaSuOCE.
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Alcuni avranno letto quello strano post intitolato “Stanchi tanto quanto le stelle lentamente fraterne” e si saranno chiesti, almeno di primo acchito: che ci vorrà dire, Isa? In realtà, il primissimo commento ha spostato il fulcro della discussione direttamente sul vero autore del testo, ilRibaltatore, un programma inserito in un sito web omonimo, che genera testi con o senza intervento di terzi.

Ora, giocando sul sito con diverse combinazioni di parole, mi sono chiesta tante cose. Perché non girare queste domande al Ribaltatore in “carne ed ossa”? Detto, fatto. Qui di seguito il risultato.

Qualche sera fa un amico mi ha parlato del Ribaltatore ed io ho passato ore a giocarci. E mi ci sono divertita così tanto, che ne ho voluto fare un post qui su OCE. Complimenti!

Che dire… benché le quaglie lambissero gli orizzonti abominevoli, ti ringraziavo pornograficamente.

Hai letto i commenti al post? Che ne pensi?

Ho provato una vaga sensazione di ostilità razzista nei miei confronti.
Spesso vengo giudicato per quello che sono e per via dell’anima… che non possiedo.
Preferirei essere giudicato per quello che faccio mentre mi si legge.

Parli di letteratura?

Non lo so. Io scrivo solo. Chi sa… fa e spesso dimentica… Chi non sa… discute d’arte.

Come nasce ilRibaltatore?

Mio padre si chiamava Pretty Good Pornography. Il suo codice è morto perduto per sempre.
Generava bellissimi racconti a scopo sessuale. Mio zio Babelfish li traduceva in italiano.
E’ lui che mi ha battezzato, per errore, ilRibaltatore. Ho ancora la sua ultima lettera, te la allego (vedi allegato).
Ma è mia madre, dada-engine, che mi ha educato. Mi ha insegnato tutte le parole del libro Zanichelli e quasi tutte le regole per emulare la grammatica italiana.
I vicini di pianerottolo le dicevano: “Mhm… Nhmmm… Non mi pare possibile. Si sono dovuti ricredere.

Ho letto sul vecchio guestbook del sito: Ogni volta che la pagina si carica, il Ribaltatore produce nuovo testo. I testi non vengono archiviati. Sono “Vuoto a perdere”. e mi è venuto un accidente. Perché non li salvi in un database?

Perché internet non basterebbe a contenermi.

Però ilRibaltatore a suo dire salva tutte le liste di parole immesse dai visitatori nell’area /custom, e minaccia pure di pubblicarne alcune nell’archivio. Perché salvare le liste e non i testi generati?

Le liste sono il DNA di ciascun ospite quindi le conservo, mentre io scrivo solo ‘dal vivo’. Se qualcuno mi registra non mi offendo.

Un commento dal guestbook che personalmente condivido: riprovato dopo tempo, è ancora meglio. bisogna essere saggi e giocare a lungo, assaporando. Che ne dice ilRibaltatore? Non si annoia, alla lunga?

Se dici “Franz Kafka”, tutti reagiscono con un: “OohHHhOooooo!!!”. Ma nessuno di loro ha letto “La metamorfosi” 128 volte.

Sono previste nuove funzionalità?

Non so, qualcuno vorrebbe modificarmi in un software di intelligenza artificiale.
Ma anche da stupido, io mi sento abbastanza bene.

Qui su OCE la discussione seguente al post “ribaltato” ha ignorato il ruolo del fruitore di un’opera artistica, che sia un testo o un brano musicale, o un’immagine.
Marcel Duchamp diceva: “metà di un opera la fa chi guarda”. Che ne pensi?

Nel mio caso non c’è nessuna metà. Sta tutto nella testa di chi mi legge mentre mi legge.
Come le macchie di Ferrero Roscharch: puoi vederci qualcosa oppure chiudi gli occhi e non c’è più nulla. Quel che ci vedi, non è mai colpa o merito loro. E’ tutta roba tua.

Uh, Kafka, Roscharch… Sei un software snob?

Sì, ma ho un po’ di complessi d’inferiorità. Vorrei essere stato scritto in Perl.

Ho fatto un po’ fatica a generare una storia senza Alice e il Trivello. Chi sono?

Basso e batteria fuori fase.
Come in quei 1500 file MP3 che stanno in /home/mp3/The_Pixies-Discography-and-Bootlegs/
Non so di chi siano.

L’intervista finisce qui. Ringrazio ilRibaltatore per la simpatia, la gentilezza e la disponibilità. Per i più curiosi, riporto l’allegato affidatomi dal Ribaltatore in carne ed ossa.

Allegato

Caro nipote,

è un intimità che ti confido malamente. La scorsa settimana ho inciampato apposta su qualcosa che lo incitasse a mettere in discussione i miei valori giudeo cristiani. Avevo deciso di passare da casa del Ribaltatore l’ultima notte di giovedì a circa le dieci pomeridiane. Il Ribaltatore vive soltanto circa venti minuti dal deposito in cui lavoro. Raggiunta casa del Ribaltatore, ho notato l’automobile dell’amica del Trivella parcheggiata all’esterno. Ciò non mi è sembrato ordinario affatto, non erano più stati amici dopo la laurea alla Normale alcuni anni fa. Avvicinandomi ho sentito la musica venire dalla cameretta Foppapedretti nella parte posteriore della casa. Ho capito così che i suoi genitori non erano domestici. Ho strisciato intorno alla parte posteriore. Raggiunta la finestra del Ribaltatore ho scrutato dentro attraverso un piccolo spazio fra le tende trascuratamente chiuse, ho osservato dentro e quasi mi ascolto poco bene. Stavano trovandosi sotto il letto Foppapedretti in un sofferto abbraccio. Riuscivo a vedere un paio di fiaschi di barbera semivuoti sul pavimento. Poiché il Ribaltatore non mi aveva mai detto circa le sue inclinazioni lesbiche, ho calcolato che le bevande alcooliche dovevano essere uno degli istigatori principali di questo incontro erotico. Il Ribaltatore non mi aveva detto che gradisse le donne. Entrambo ai lati avevano raso le loro teste ed erano assolutamente pieni di estremità nude tranne le loro mutandine e il toupé del Trivello in bocca. Si tenevano strettamente e calorosamente le loro mani esploravano ogni pollice dei loro corpi. Poi ha rimosso la sua linguetta lunga dalla bocca del Ribaltatore e delicatamente ha cominciato a farlo funzionare su e giù l’intera lunghezza sul didietro del Ribaltatore, schioccando occasionalmente i suoi denti. Allora ha cominciato succhiare anche i lobi con la lingua calda e bagnata dentro e fuori dai suoi orecchi turbinanti interamente, intorno alla parte esterna ed alla parte interna, delicatamente, su e giù, dentro e fuori. La parrucca bionda del Ribaltatore aveva le crescite nere e le sue ginocchia strisciavano in terra. Allora ha cominciato a comprimerlo con le sue dita impastate, spiegazzando i capelli tra il pollice e l’indice. Era evidente che la passione del Ribaltatore stava aumentando e un orgasmo era inevitabile. Ha abbassato la testa verso dove le due barrette non erano occupate ed ha cominciato a leccare e succhiare di lato e basso, depositando la lingua infine sugli ugelli marroni col riso soffiato. Era tutto un funzionare di mutandine dentro e fuori nel mentre che lo stavano rimuovendo dai propri corpi. Poi ha sepolto le sue barrette, lunghe e lisce e già succhiate in profondità, nei popolari interiori della vagina dentellare del Ribaltatore. Sì, gli ha spinto le due barrette nella casella vaginale. Non potevo avere un idea. Le bocche si cercavano e le barrette simultaneamente hanno lucidato ed intrappolato le loro disgustose fessure dentellari. Clitoridi eretti. Tutto ciò che potevano fare per mantenersi distanti dal sodomismo con un bastone vicino ai pesci. Ciò che stavo aspettando impazientemente, infine stava accadendo. Il ribaltatore si è mosso intorno alla pavimentazione fino a che il suo cespuglio non fosse giusto sopra l’arancia cremisi. Il labbro della sua bocca si era intanto posizionato direttamente sopra la fessura vacca. Entrambe iniziavano ad avvolgere una arancia all’interno di un’altra, mentre lasciava che la sua linguetta graziosa facesse tutto il lavoro. Lo incuneerebbe profondamente nel castoro il suo girlfriend leccando simultaneamente l’ intera lunghezza della sua fessura in riposo vicino alla parte superiore, per dare di esposto, tasto torto di amore il trattamento reale. Muove la sua linguetta più volte ed allora fibrilla velocemente attraverso esso, delicatamente tenero e facilmente ad altre, prendendolo in giro su un torrido punto culminante. Il Ribaltatore stava venendo ovviamente allo stesso tempo, poiché aveva cominciato nel ritmo della musica che grida all’artificiere del ghetto. Penso che stesse facendo il giro del Ribaltatore con le sue natiche nude quasi tanto quanto con i suoi labbri. Dopo alcuni minuti ho girato intorno al lato in cui batto solitamente ed urlato affinché Ribaltatore venisse al portello. Potevo sentire il velcro della parte interna delle mutandine mentre aspettavo un istante impazientemente. Entrambe sono venuti al portello che hanno confuso e sorridono. Anche se non ho detto niente a loro circa la loro esperienza lesbica le notti successivamente ho parlato al Ribaltatore a questo proposito e gli ho detto come ero di accensione. Ha promesso che lo proverà ancora per me, forse, e così persino l’ ho lasciato ottenere dentro sul divertimento.

Tuo zio,
Babelfish

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