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La terra ad Isacco, il petrolio ad Ismaele 19 agosto 2005

Posted by Isadora in IsaSuOCE.
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La controversa contesa della striscia di Gaza affonda le sue radici ai tempi della Guerra dei Sei Giorni, trentasette anni fa, quando Israele occupò e conquistò Cisgiordania e striscia di Gaza. L’insediamento dei coloni iniziò immediatamente dopo e si sviluppò all’inizio degli anni settanta, dopo la guerra del Kippur, in un momento storico nel quale il sionismo attraversava una fase di crisi. E il “padre” di questo movimento è stato Sharon, che ha incoraggiato l’insediamento dei territori della Cisgiordania e della striscia di Gaza sin dai tempi in cui era nell’esercito e anche in seguito come ministro nel governo Begin.

A tutt’oggi, a distanza di anni dalla fondazione dello stato d’Israele, una minoranza di fondamentalisti religiosi è arroccata sul proprio diritto alla Terra Santa, facendosi un baffo del vigente diritto internazionale, che considera illegali gli insediamenti in territorî occupati da parte della popolazione del paese occupante. Questa minoranza sostiene che la terra d’Israele appartiene esclusivamente al popolo ebreo e che non c’è spazio per uno stato palestinese. La giustificazione è al contempo surreale ed inconfutabile: Il Signore ha donato questa terra ad Abramo, nostro padre. Abramo aveva due figli, Isacco e Ismaele e diede in dono la terra ad Isacco. Ad Ismaele diede la propria benedizione e donò il petrolio, per questo gli arabi hanno oro e petrolio; ad Isacco, cioè a noi, la terra. Queste, in soldoni, le parole del Rabbino di Gusch Katif, Josef Elnekaveh, che leggo in un articolo odierno di Bettina Marx, inviata di ARD in Tel Aviv.

Idit Zertal, docente di Storia all’Università Ebraica di Gerusalemme, viene in questi giorni citata con parole che non posso che condividere. Le riassumo per voi, traducendo al volo dal tedesco. La storica dichiara di ritenere incomprensibile come lo stato d’Israele possa aver appoggiato la politica d’insediamento dei territori occupati e prosegue chiedendosi come uno stato moderno e democratico possa, alla fine del XX. secolo, dopo gli orrori della II guerra mondiale, dopo l’Olocausto, dopo la disgregazione degl’imperi coloniali, lasciarsi trascinare in una politica di oppressione e di colonizzazione nei confronti di un altro popolo, andando contro ad ogni legge e convenzione internazionale.
Me lo chiedo anch’io. E vi dirò di più. Ogni goccia di sangue versata per colpa d’Israele è uno schiaffo in faccia alle vittime dell’Olocausto. Noi esseri umani non impariamo proprio nulla.

E la questione non finisce certo con il ritiro dalla striscia di Gaza che sta avvenendo in questi giorni. Che ne sarà della Cisgiordania?

Commenti

1. caracciolo domenico - 29 dicembre 2006

io la penso nello stesso identico modo di idit zertal


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