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La signora Petrusic 24 agosto 2005

Posted by Isadora in IsaSuOCE.
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La signora Petrusic è una bella signora dai capelli biondi e le mani curate, con le unghie lunghe e laccate di rosso. Sono ormai tanti anni che è emigrata dalla Croazia e si è trasferita a Berlino col marito. La signora Petrusic vive in un appartamento in un casermone grigio ed anonimo, così come tutto il quartiere, nella parte nord della città. L’appartamento è lindo e pulito, la signora Petrusic cura la propria casa con la stessa attenzione che dedica alla propria persona.

La vedevo tutte le mattine in metropolitana sulla via per andare al lavoro. All’inizio si limitava a sorridermi, poi, un giorno, mi ha agganciata facendomi un complimento sulle mie scarpe. Impossibile non ricambiare quei sorrisi così gentili e allegri, impossibile non mettersi a chiacchierare. E così divenne consuetudine quotidiana: ci s’incontrava sulla metropolitana, la signora Petrusic mi teneva libero il posto di fianco a sè, mi prestava un pezzo del suo giornale e tra una notizia e l’altra raccontava, col sorriso sulle labbra, raccontava di suo figlio e dei suoi problemi a scuola, ma ne parlava sempre con affettuoso orgoglio, rallegrandosi per ogni piccolo successo, per ogni buon voto. Raccontava dei suoi piccoli acciacchi, dei suoi desideri. Raccontava di come aveva conosciuto il marito, in Croazia, in una sala da ballo. L’uomo più bello, quello che ballava meglio di tutti, e lei non se l’era fatto scappare. E con lo stesso sorriso sempre allegro ed ottimista un giorno mi raccontò che ormai non se ne parlava più di ballare, che il marito era inchiodato ad una sedia a rotelle. In dialisi, in attesa di un trapianto di fegato che forse non sarebbe mai arrivato. E senza smettere di sorridere, mi raccontava delle sue giornate passate tra il lavoro di cassiera alla mensa universitaria, la casa, il figlio ed il marito. La quotidiana lotta con i soldi che non bastano mai, la voglia di fare una vacanza, le sue esigenze di donna bella e piena di vita sì e no sulla quarantina, la paura di caricare il figlio appena adolescente di troppe responsabilità, le lotte con la burocrazia.

Eppure non smetteva mai di sorridere. Mi raccontava queste cose a voce bassa gesticolando appena con le belle mani curate e il suo volto, la sua espressione mi mostravano tutta la grandezza interiore di questa donna decisa a non farsi travolgere dalle difficoltà.

Ecco, ormai sono passati sei anni dall’ultima volta che l’ho vista, non so come sta, cosa fa, ma quel sorriso, quell’affrontare la vita a testa alta, mi accompagnano nella mente ancora oggi e mi danno forza quando sono in difficoltà.

Commenti

1. Andrea Beggi - 29 settembre 2005

SA! SA! Prova commento. 1 2 3

2. Isadora - 4 ottobre 2005

Fufù, dolcezza, non riesco a crederci nemmeno io… senti, bellezza, ora non posso, più tardi ti faccio sapere…😉
(Non è mody, no, questo te lo posso dire già da ora).
Sono contenta di vederti qui!!!

3. funambola - 4 ottobre 2005

tesorrraaaaaaaaa,
ma sei tuuuuu?
non ci posso credere!
sei la mafalda mia bella?
dio come sono contenta.
quasi quasi mia pro un blob anch’io, è che sono di una frana che io anche mi bacchetto sulle mani appena mi alzo la mattina, che così mi porto avanti.
sono felice di sapere dove trovarti e aspettami ognitanto a sfrucugliarti un po’ i coglioni.
baci mafalda
tua funambola.
dimmi chi è panoramix che è solo questo che mi ha spinta a cercarti qui nell’web. :)))
ma è modestucico mio bello?


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