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Il rossetto 13 settembre 2005

Posted by Isadora in Sammelsurium.
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Oggi mi sono comprata un rossetto rosso rosso, rosso come la passione, rosso come una ciliegia matura. Una ciliegia. L’ho scelto immaginandomi le mie labbra che, pitturate di questo rosso caldo e pastoso, sarebbero diventate ciliegie da non riuscire più a smettere di mangiarle, da non saziarsi mai.

Sono corsa a casa, per mettermi il mio nuovo rossetto e rimirare la mia nuova bocca. Mettersi il rossetto è un atto dalla grande sensualità intrinseca, una piccola masturbazione dell’ego. Tutti i sensi sono all’erta. La vista. Il colore, che cambia la fisionomia addolcendola o sfigurandola. L’olfatto e il gusto. Odori dolci di frutta, odori morbidi. Vaniglia. Sapore dolce di baci. Il tatto. Il tocco intenso e pastoso del rossetto a contatto con le labbra, la sensazione data dallo spandersi del colore vellutato e setoso sulle labbra protese in una sorta di broncio infantile.

Stendo il rossetto con lentissima acribia andando a disegnare accuratamente il profilo delle labbra. Comincio dal labbro superiore, e mentre osservo il rossetto accarezzare la mia bocca mi sorprendo ad ammirare l’effetto finale nella mia immaginazione.
Ora il labbro inferiore.
Premo le labbra fra loro per stenderlo bene. Mi strizzo l’occhio e mi mando un bacio. Premo un Kleenex tra le labbra, un rito atavico, quasi una superstizione, dò un’altra passata di rossetto.

Questa bocca cosi oscenamente rossa mi piace moltissimo, sembra urlare silenziosamente ed imperiosamente: baciami! allo specchio. Mi guardo così e vorrei essere un uomo per potermi trombare da sola…

[Questa è una robina vecchia che scrissi qualche tempo fa… me la dedico per il mio compleanno]

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