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Enzo 1 ottobre 2005

Posted by Isadora in InMansarda.
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Trasferirsi in una nuova città porta con sè uno strascico di piccoli ma difficoltosi cambiamenti collaterali: bisogna ricominciare tutto da zero, tessere pazientemente quell’invisibile ragnatela di consuetudini che avvolge il quotidiano e lo rende noiosamente rassicurante nella sua ripetività. Il fornaio dal quale comprare il pane, il tabaccaio per giornale, sigarette e due chiacchiere d’inizio giornata, il macellaio che ti tiene da parte il controfiletto per il roastbeef e ti fa un complimento nell’allungarti il cartoccio al di là del bancone. I medici. Il parrucchiere.

“Il parrucchiere”, sì, io proprio non riesco ad immaginare di affidare i miei capelli alle cure di una donna. Mi mancherebbe tutto quel rapporto rituale intriso di civetteria e condito di sorrisi complici che si instaura tra una donna immobilizzata in una poltrona davanti ad uno specchio ed un uomo dietro di lei che le manipola i capelli guardandone il riflesso davanti a sé. E questo rende la separazione dal vecchio parrucchiere particolarmente difficile, se non addirittura inimmaginabile, così come è praticamente un’impresa disperata trovare un altro di questi gioielli in una città nuova, nella quale non si conosce nulla e nessuno.

Io l’ho trovato. Per caso. Il mio percorso da casa all’ufficio si snoda per le strade del centro ed è costellato di boutiques di lusso, saloni di bellezza, mirabolanti gioiellerie e parrucchieri alla moda. Questi ultimi sono la specie più insidiosa, perché, con la scusa della moda, ti conciano la testa come quella di un gatto randagio e pretendono pure di essere pagati profumatamente.
Io, però, ho scoperto la mia perla in una stradina laterale: Enzo.

Enzo è un signore di eleganza discreta, calvizie incipiente e baffetto curato, dai modi deliziosamente affettati che lasciano trasparire tutta la passione che mette nel suo lavoro. Entrata nel suo salone curato ed un tantino fuori moda come il proprietario, mi sento subito a mio agio: Enzo mi conosce da una decina di secondi e già afferra la mia lunga coda di riccioli un po’ scoloriti dal sole e dalla salsedine dell’ultima vacanza e mi comunica con piglio deciso che è ora di dare un bel taglio e che, con tutti quei ricci, c’è una sola possibilità: taglio pari. Non credo alle mie orecchie: nessuna proposta di tagli o colori strani, nessun tentativo di rifilarmi acconciature improponibili. Niente gatti randagi.

Mi affido improvvisamente tranquilla alle sue mani e mi scopro a chiacchierare amabilmente di, come dicono i tedeschi “Gott und die Welt”, di tutto, di nulla, finalmente sicura di essere capitata nel posto giusto. Ne esco due ore dopo con i capelli lisci lisci ed un bel po’ più corti e la sicurezza che tornerò a trovarlo presto. Comincio a sentirmici proprio a mio agio, in questa città.

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Commenti

1. Baebs - 26 giugno 2006

Io ancora il mio “Enzo” non sono riuscita a trovarlo a Freiburg… ma non perdo le speranze 🙂

2. isadora - 26 giugno 2006

Vabbé, dai, se passi da Stoccarda ti ci porto… 😀

3. Corrado - 19 novembre 2006

Allora siamo vicini di casa Isa. Mi chiamo Corrado, abito da quasi 3 anni a Blaubeuren, vicino a Ulm. Mi sono trasferito da Milano insieme alla mia ragazza.

4. Sola soletta « …a casa di Isa - 4 marzo 2007

[…] a pancia in su in qualche parco. Che ho fatto? Dunque: dopo mesi (anni? non lo so) sono andata dal parrucchiere. Che, tanto per smentire tutto quello che pensavo di lui, mi ha fatto non una, ma ben due proposte […]


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