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Die Kehrwoche 16 ottobre 2005

Posted by Isadora in PilloleDiGermania.
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La prima volta che visitai la Germania, giovane virgulto emiliano ignaro del destino che l’attendeva, fu in gita scolastica in quel di Heidelberg. Ricordo che molte cose mi apparvero nuove e strane, un po’ per una mera questione d’ignoranza generale, un po’ per il fatto che non parlavo una parola di tedesco, ma un ricordo particolare si impresse indelebilmente nella mia memoria: la visione di una signora che, un sabato mattina, puliva il marciapiede davanti all’ordinata villetta a schiera con l’aspirapolvere.

Ricordo di aver pensato, tra l’ammirato e l’incredulo, di trovarmi in un paese evidentemente approdato ad uno stadio di civiltà sfasato in avanti di almeno mille anni luce da quello di mia provenienza. Ero giovane ed ignorante, è la sola giustificazione per quella mia avventata riflessione di quel tempo.

Qualche lustro più avanti, mi trovo a vivere nel Land in cui è situata anche Heidelberg, dopo aver passato qualche anno più a nord e, al momento di firmare il contratto d’affitto dell’ennesima nuova casa, il proprietario mi comunica in un inciso che, tra i miei doveri di neoinquilina sveva, c’è anche quello della Kehrwoche. Ne avevo già sentito parlare in alcune barzellette di quelle che circolano nella capitale sugli abitanti del sud del paese, ma non avevo mai considerato la possibilità che si trattasse di una possibilità reale. Sbagliato. La Kehrwoche esiste. E mi tocca, che mi piaccia o no.

In che consiste? Per farla breve, lo svevo è un po’ il corrispondente tedesco dello scozzese, per lo meno per quanto riguarda il rapporto col denaro. Il risparmio è una virtù, quasi un vezzo, pur di risparmiare ci si abbruttisce in qualsiasi modo. Quindi: perché spendere inutilmente denaro affinché qualcuno pulisca le scale condominiali e il marciapiede intorno al palazzo, se lo possiamo fare tranquillamente anche da soli? E così, a turno settimanale, il mio vicino ed io ci alterniamo in questa amena attività, risparmiando un paio di eurini (che magari a qualche disoccupato farebbero pure piacere) e buttando allegramente tempo ed energia, beni per me sempre scarseggianti e ben più importanti del denaro.

E così, ogni volta che mi trovo a passare lo straccio sulle scale, mi torna in mente quella signora che passava l’aspirapolvere sul marciapiede e mi sorge il dubbio che questo sia il mio personalissimo contrappasso, mandatomi dal cielo per punirmi di quel mio pensiero di tanti anni fa…

Commenti

1. otto - 16 ottobre 2005

Ho letto un interessante articolo del Massino Fini che proponeva il tempo come primo valore al posto dei soldi. Condivido. E da qualche parte al mondo funziona ancora così.

Quanto alla mia prima volta in Germania, fu a Munchen. Non conosco il tedesco. Ricordo che abbandonai per qualche ora gli amici di trasferta per farmi un giretto. Ricordo che mi fermai a fissare un cartellone pubblicitario. Ovviamente non ci capivo nulla, fosse stato scritto in cinese era tanto uguale. Poi mi guardai attorno. E tutto funzionava più che bene. “Si può vivere anche senza sapere l’italiano ” pensai. ” E senza l’orgoglio di essere italiani, noi italiani quà, noi italiani là..”. Ricordo perfettamente quel momento, perchè fu allora che diventai mentalmente apolide, e cominciai ad odiare qualsiasi tipo di nazionalismo. Avevo 18 anni.

2. Isadora - 16 ottobre 2005

Il tempo è per me la cosa più preziosa. Ne ho sempre troppo poco da dedicare alle attività che mi piacciono e odio sprecarlo stando in coda in macchina o pulendo le stupide scale e l’ancor più stupido marciapiede (ma per che cosa le useranno, le tasse, i comuni??) o, ancora peggio, lavando la macchina o tagliando l’erba in giardino. Ma spesso mi scontro con l’incomprensione di chi mi sta intorno che considera il risparmio di qualche euro un’ottima giustificazione per le proprie inutili attività. E qui ne fanno proprio uno stile di vita, di cui la Kehrwoche è il monumento.

3. viscontessa - 18 ottobre 2005

E l’ingegno?
paga personalmente il famoso disoccupato che pulisce le scale al posto tuo una volta alla settimana.
Se loro del risparmio fanno un vezzo tu fattene uno tutto tuo che è quello di essere italiana e fantasiosa 🙂
(da noi non le pulisce nessuno, una patatina sulle scale è rimasta per mesi lasciando per sempre l’impronta sulla pietra come una sacra sindone)

4. Isadora - 18 ottobre 2005

Eeeehhh, Viss… il marito è teutonico e pure capatosta… non sono ancora riuscito a convincerlo (ma non demordo)…

5. Isadora - 24 ottobre 2005

Giovanni (ma vi chiamate tutti Giovanni??), i commentini, a dire il vero, sono la parte più divertente… e poi gingillarmi è uno dei miei passatempi preferiti.

Ne scriverò ancora, di raccontini, non ti preoccupare… ma, ehm, il trackback non lo conosce proprio nessuno, eh? Va be’, continuiamo così, facciamoci del male…

Ho guardato il tuo sito, ma mi sono persa e non ho trovato traccia della mia Kehrwoche. Attendo illuminazione. Ciao ciao…

6. Giovanni Di Cristofano - 24 ottobre 2005

quello che volevo dire e che mi sono copiato questo raccontino (compreso il tuo nome) per metterlo sul mio sito http://www.strudeltimes.com … nella speranza che tu ne scriva altri (invece di gingillarti coi commentini). A gloria tua e del mio web-zine. strudel-mi-manda-boggero

7. Giovanni Di Cristofano - 25 ottobre 2005

Vai a sapere che la tua smodata vanità ti fa alzare di notte per cercarti.

Eccoti qua

http://www.newsblog.it/kerkwoche.htm

MAgari quando scrivi qualcosina di buono mi fai drin drin ?

Navigar di sito in sito / Ti vien male poi al dito

Vedremo di provvedere al trackback, ai caratteri variabili e ogni altra cosa. strudel

8. Isadora - 25 ottobre 2005

Giovanni, questo sito è dotato di feed RSS. Il link lo trovi nella barra di navigazione nel riquadro “Amministrazione”.

Vanitosa lo sono oltremodo, ma non è esattamente stata la vanità a spingermi ad andare a vedere. Diciamo che non sono particolarmente entusiasta dei copiaincolla, ma, non potendoli evitare, vorrei almeno vedere dove vanno a finire, perché, belli o brutti, questi sono i *miei* pensieri e io voglio bene ad ognuno di loro.

Ah, ho guardato. Potresti mettere anche un link al post originale, o almeno al blog, per favore?

9. Giovanni Di Cristofano - 25 ottobre 2005

ALT !!! non copio-incollo, basta dirmi Verboten . Sollecito una Isadora-Rubrica che attiri il lettore e mi aiuti a fare un grande webzine, il migliore. Mi aspetto un Isadora-pezzo ogni domenica.Per rss link e trackback si provvede . Se non ti piace il cappellino te lo cambio. Ma come siamo smorfiose. strudel

10. Isadora - 25 ottobre 2005

Mhm… smorfiosa, sì un po’ sì, dai. La parola più adatta in tedesco c’è: zickig… Ebbene sì, sono una Zicke (quasi quasi ci faccio un post, hehe).
Comunque il bello della rete è che è libera, e che tutto appartiene a tutti. Ti chiedo solo di linkare la fonte, verbieten kann ich *gar nichts*.

Giovanni, come hai capito che il cappellino non mi piace?? Magari, se proprio deve essere, me ne faccio uno da sola… e se hai intenzione di essere il migliore, mi sa che c’è da dare un’occhiatina allo screen design.
😎
Per quanto riguarda il post della domenica… non sono sicura di poter garantire, così come non sono affatto certa che ti porterebbe più audience…

Con “rss” intendevo che non ho intenzione di avvertirti personalmente ogni volta che scrivo qualcosa: se tu non hai voglia di passare a guardare, leggiti i feed, così ti avvertono loro…

11. Isadora - 25 ottobre 2005

Zitto tu!! Cuccia!
😀

12. Giovanni - 25 ottobre 2005

Zickig….Genau!


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