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Verginità per tutte 19 gennaio 2006

Posted by Isadora in Sammelsurium.
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45 minuti, qualche migliaio di dollari, anestesia locale. Tutto qui. A New York basta questo per ricostruirsi (e non in senso figurato) una verginità. Ed è un successone.

Le felici clienti rinnovate vergini raccontano storie improbabili di compagni felici di poter finalmente (o nuovamente) provare l’ebbrezza della deflorazione, futuri mariti disposti ad impalmare soltanto una vergine, immagini arcaiche di lenzuola macchiate di sangue all’alba della “prima notte”.

A quanto pare, la maggior parte della clientela sembra essere di origine sudamericana o mediorientale, e il fenomeno pare non avere ancora raggiunto le masse, anche se la proprietaria di un salone di bellezza in Queens che offre questo servizio parla di cinque o più clienti al mese. Quanto basta per provocare l’irritazione di alcune signore, come tale Silvana Paternostro, autrice di un libro sulla situazione femminile in america latina, che, con i suoi commenti indignati, sembra soprattutto essere riuscita ad elevare la richiesta.

Io, lo ammetto, sono rimasta sorpresa da questa notizia, non per via dell’offerta in sé (la chirurgia plastica può ben altro), ma per il fatto che esista una richiesta, un mercato. Difficile immaginarlo, nel mio ovattato mondo mitteleuropeo. E ancora non ho deciso se compatire di più le donne che si sottopongono ad un intervento del genere o quegli sfigati (permettetemi la licenza poetica) degli uomini per cui dette signore si sentono in dovere di sottoporvisi.

Fonte: Martina Buttler, Tagesschau.de (in tedesco).

Commenti

1. silvia - 20 gennaio 2006

Isa, avevo sentito alla radio di questa notizia poco tempo fa ed ha stupito anche me. Ancora di più perché era poco contestualizzata e banalizzata, quindi mi mancava il riferimento al target, non identificato chiaramente in particolari etnie in america; poi non ebbi tempo di approfondire.

È assolutamente difficile comprendere una scelta del genere per noi, donne europee di cultura ed apertura mentale, inserite in contesti sociali in cui le relazioni uomo-donna hanno ormai ampiamente imboccato la strada del rapporto paritario, seppur con tutti i limiti ancora evidenti soprattutto in campo economico e lavorativo. La nostra bella società “evoluta” ha comunque sull’argomento i suoi scheletri nell’armadio; conosco personalmente almeno due donne che a suo tempo si sono vendute ad un uomo la verginità e questi uomini le hanno pagate fior di soldi (per una di loro nell’86 la cifra fu di 4 milioni, non ne faceva mistero).

Di fondo credo ci sia il senso del posseso, della proprietà esclusiva da parte del maschio sulla femmina, la biologia che impone nei reconditi sub-cortecciali la certezza della paternità. Culture diverse dalla nostra, in cui il rapporto uomo-donna è ancora parametrizzato su valori differenti (vedi medio oriente o sud america) possono essere terreni fertili per una offerta di questo tipo; è evidente che membri di queste etnie provino sensazioni contrastanti nell’essere immersi in una società con parametri etico/morali differenti da quelli imposti dalla loro cultura e quindi, la donna pseudo emancipata che ha gestito liberamente il suo corpo per un certo periodo della sua vita, si trova poi a dovere fare i conti con il suo clan e anche con se stessa, con quella che è la sua formazione ancestrale. Credo che la riflessione sia applicabile anche agli uomini della stessa etnia.

Però, mi piacerebbe sfruttare questa occasione e sentire qualche uomo che ci spieghi che impatto psicologico ha realmente sul maschio il deflorare una donna, e che lo dica cercando di mettere da parte tutte le sovrastrutture culturali dell’uomo europeo, evoluto e forse anche filo-femminista, ma che ci chiarisca quello che è il sentimento nascosto, istintivo, ferino che proverebbe in questa particolare situazione. Non so se nel tuo elegante salotto mitteleuropeo qualcuno degli ospiti uomini abbia avuto nella vita questa esperienza e se abbia voglia di fare un briciolo di outing.

2. Isadora - 20 gennaio 2006

Silvia, gli ometti sembrano essere un pochino addormentati, oggi… condivido appieno tutto ciò che hai scritto (molto meglio di come avrei fatto io). Io mi sono permessa di essere perplessa, perché la notizia non arriva da qualche paese del Medioriente, ma dal Queens, in mezzo a New York! La stessa estetista, probabilmente, nella stanzetta accanto a quella dove fanno la ricostruzione dell’imene, fa la depilazione brasiliana a prezzo speciale… That’s the way it goes…

3. silvia - 20 gennaio 2006

Isa, speriamo che qualche maschietto si decida ad accettare questa piccola sfida e si metta in gioco, sono piuttosto curiosa, lo sai!!!🙂

4. Isadora - 22 gennaio 2006

Silviaaa! I maschietti non reagiscono! Tema scottante?

5. silvia - 22 gennaio 2006

credo che non amino presentare in pubblico il neanderthal che si portano appeso alle spalle!!!
qualcuno se la sente di obiettare? cos’è, vi ha mangiato la lingua il gatto?🙂

6. sgrignapola - 22 gennaio 2006

uh uh uh
Perche’ deflorare? E’ il senso del possesso (che fu prealessandrino), mi sembra evidente.
L’appartenersi, per altro, e’ una delle sensazioni dell’amore.
Io, personalmente, non ci trovo niente di interessante (vivo addirittura con i mobili in affitto). Ma mi sembra naturale che qualcuno confonda possesso e amore sino all’imene.

PS
Per Silvia, avevo la lingua occupata in altro😉

7. Max - 22 gennaio 2006

a me è capitato di far l’amore con una donna vergine …. non lo trovo particolarmente “importante”. non pagherei per farlo …. mi è semplicemente indifferente il fatto che sia vergine o no.
il senso del possesso lo ritrovo poi nell’esclusività del rapporto … ma questa è un’altra cosa!

8. Al - 22 gennaio 2006

Macchè, ai miei gatti la lingua non piace nemmanco! ^_^
Comunque sono qui a spezzare un’ARANCIA a favore di Max.
Non è un gran problema se la donna è vergine o no.
Credo che il sentimento che provi per quella donna sia DI GRAN LUNGA più importante che essere ‘il primo’ della lista se capite cosa intendo…

…Ma io potrei anche non essere la persona giusta a parlare di ‘ste cose eh!!!!!!!
^^

9. silvia - 23 gennaio 2006

Isa, la provocazione è stata raccolta, ma come volevasi dimostrare il tuo è un salotto colto e quindi frequentato da uomini troppo evoluti e sensibili, per i quali risulta essere importante il senso di reciproca appartenenza, legato al sentimento d’amore condiviso tra uomo e donna.

dovrei porre la domanda in un bar di ultima periferia o semplicemente in una trattoria frequentata da camionisti. hai presente quei posti in cui se entra una donna (soprattutto se sola) viene valutata un tanto al chilo tipo fettine o bistecche?!? allora sì che il neandethal aggrappato alla schiena ha ancora cospicuo diritto di grugnito!🙂

10. Isadora - 23 gennaio 2006

Mah, Silvia, sarà come dici tu, ma a me ‘sto salotto qui più che colto pare un tantinello addormentato… ultimamente siamo in quattro gatti… ho come l’impressione che quello che scrivo sia interessante quanto una manciata di Tavor…

11. sgrignapola - 24 gennaio 2006

Camionisti o professori d’universita’ poco cambia. Sarebbe interessante, invece, studiare i comportamenti di altre societa’ tipo quelle matriarcali. Addirittura mi sembra di ricordare una tribu’ sudamericana dove i membri non facevano figli. Sesso con l’unico obiettivo del piacere. Evitavano di proliferare, in caso abortivano. Per evitare l’estinzione ogni tanto facevano guerra a qualche tribu’ vicina rapivano i piccoli via…gente avanti eh?
Per Isa, eh hai ragione. Ma come mai si parla poco dell’eutanasia del blog di Luttazzi?

12. flavio - 10 aprile 2007

eccomi …catttolico ho da sempre desiderato una donna vergine senza trovarla ..ma ero vergine io
il motivo ? condividere la prima volta diuna donna e lei rimane tua e’ ricevere un appagamento spirituale oltre che corporeo ….e’ un simbolo di serieta’ e di intelligenza ….significa dare un valore …al valore …
fisicamente e’ una sensazione ( credo) di unicita’ …non essere uno dei tanti ..ma l’ unico ….e partecipare ad un evento importante nella vita di una donna
mia moglie ha tante virtu’ ( il sopportarmi ad esempio) ma le manca qualcosa che volevo …a 16 anni l’ ha data via per imposizione di un deficiente che voleva la prova d’ amore ….e l eha rubato un dono che mi avrebbe fatto felice ..
trovare a 19 anni una donna sverginata trasmette negativita’ ..poca attenzione ai valori cristiani a cui mi ispiro …..superficilita’ …..
So che mia moglie magarie’ meglio di 100 vergini …ma la mi apsiche reclama questo ….
Come uomo …e’ un vanto la deflorazione …..ma e’ il lato meno importate …ricordo da giovane che si diceva: no ho sverginata un’ altra ……fino alla deflorazione anale che ho avuto con la moglie e di cui mi ritengo soddisfatto per la complessita’ degli aspetti psicologici
donne sverginate di seconda mano ? si a volte penso cio’ …o almeno lo pensavo …adesso l’ eta’ e diversa e non si puo’ sperare in cio …ma per mia figlia vorrei una prima volta non svenduta ….
ciao

13. isadora - 10 aprile 2007

Flavio, che dirti, a me le cose che scrivi fanno venire i brividi. La deflorazione come “vanto”, la verginità come “dono rubato”, la donna “sverginata di seconda mano”, sono terminologie che io non posso e non voglio accettare. Prova a pensare a tua moglie non come ad uno status symbol da ostentare al bar, ma come ad una persona e poi dimmi se le parole che usi siano adeguate a descrivere un rapporto d’amore tra due persone adulte. Auguro a tua figlia una “prima volta” dignitosa e non “svenduta”, ma sicuramente non per i motivi che hai detto tu; le auguro inoltre che il suo “primo uomo” non rimanga l’unico – da donna a donna.


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