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Possibilities 21 gennaio 2006

Posted by Isadora in MusicaMusica.
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Capita raramente d’imbattersi (quasi mai…) in un album perfetto dal primo all’ultimo brano. Per caso, poi, è ancora più difficile. Però succede. Se poi in copertina c’è il nome di Herbie Hancock è quasi una garanzia.

Herbie Hancock è un grande pianista jazz che ho sempre ammirato per la curiosità, la voglia di sperimentare con diversi generi musicali, la capacità di spaziare dal jazz all’elettronica all’ hip-hop amalgamando il tutto con un funk a dir poco geniale, ottenendo sempre risultati superiori alla media. Quelle caratteristiche, insomma, che fanno arricciare i delicatissimi nasini dei puristi del jazz. Per quanto mi riguarda, che si tratti di un’interpretazione delicata e magistrale di “My funny Valentine” o il classico sempreverde “Watermelon man” o il ritmo incalzante e martellante di “Rock it”, rispolverare un CD di Herbie Hancock è sempre un piacere.

L’ultimo album, “Possibilities”, è uno di quelli che ai puristi più duri non può piacere (anzi, già che ci sono, vi riporto un link ad una recensione dissacrante e massacrante): si tratta infatti del prodotto della collaborazione con una serie di nomi altisonanti, alcuni dei quali puzzano di commerciale, e questo è anche il tenore delle critiche. Commerciale.

Sarà. Se tutta la musica commerciale fosse a questo livello non avremmo di che preoccuparci. Basterebbe il brano di Annie Lennox (la cui voce col passare degli anni diventa sempre più elegante e ricca di sfumature) a giustificare l’acquisto di tutto il CD, che ha anche il merito di concedere a Christina Aguilera la possibilità di dare prova della sua incredibile vocalità con un pezzo finalmente decente. Meno entusiasmante, se vogliamo, l’ennesima esecuzione del buon Carlos Santana, che, inserito il pilota automatico, accompagna la splendida voce di Angelique Kidjo con un paio di accordi dal pesante effetto déjà-vu e il miagolio intellettual-afono di Sting, che a me, sinceramente, dà un pochino sui nervi (sono la sola, comunque, a pensarla così: ho letto solo opinioni più che positive su questo pezzo, che alcuni ritengono il migliore di tutto l’album).
A chiudere il tutto, una chicca anche per i più esigenti: la chitarra di Trey Anastasio che si fonde morbida col pianoforte di Hancock. Da lacrime.

Due links per chi desiderasse approfondire:
Il sito web die Herbie Hancock
Herbie Hancock su Wikipedia (en)

Commenti

1. Al - 21 gennaio 2006

Isa!!
Grazie anche per questa segnalazione eh!
Sempre in prima fila tu !
Brava, così che si fà.
mi sto già attrezando per ascoltare Herbie Hancock
ti farò sapere ASAP..
Keep on keepin on!
^_^

2. Isadora - 22 gennaio 2006

Ci provo, Al… qui questo album è uscito ad ottobre, ma me ne sono “accorta” solo ora (comincio a perdere colpi…). Molto godibile, davvero. E Herbie Hancock è sempre un grande, davanti ad una tastiera.


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