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Il ripieno alle castagne 22 gennaio 2006

Posted by Isadora in ParentiSerpenti.
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Mia suocera è una donna allegra e simpatica, con una fantasia ed un entusiasmo pari solo alla sua testardaggine. Detta testardaggine, accompagnata ad alcune idee fisse e a una creatività d’esecuzione ineguagliabile e ineguagliata, la porta ad essere protagonista di avventure così surreali da rasentare la fantascienza.

Una delle sue idee fisse, per esempio, è quella delle castagne. Chissà per quale motivo, nel suo immaginario, la castagna è un complemento esotico e raffinato che va a nobilitare il piatto di cui è ingrediente. Di conseguenza, ad ogni sventurato ospite d’onore al desco di mia suocera, viene puntualmente propinato un nuovo e raffinatissimo esperimento culinario a base di castagne.

L’idea, di per sé, non sarebbe neanche disprezzabile. Se non fosse che mia suocera unisce a questo suo indomito coraggio empirista una fondamentale inettitudine per quanto riguarda tutto ciò che si svolge tra le mura di cucina. D’altra parte, bisogna riconoscerle la magistrale sfacciataggine con la quale fa fronte agl’inevitabili disastri culinarî, che vengono immancabilmente serviti all’ignaro ospite-cavia di turno, accompagnati da un imperturbabile sorriso che non lascia spazio ad eventuali rimostranze da parte del malcapitato.

E così è successo di nuovo. Ospiti di riguardo in arrivo da Amburgo, finalmente una nuova occasione per un piatto da tempo all’apice della classifica dei prossimi tentativi (una mostruosa lista il cui continuo accrescimento è direttamente proporzionale al proliferare di trasmissioni televisive nelle quali cuochi di dubbia provenienza presentano cervellotiche ricette di piatti che nessun essere umano potrebbe realmente voler assaggiare): Tacchino farcito alle castagne.

Reduce da una serie ininterrotta di devastanti insuccessi e nella piena consapevolezza di non essere in grado di giudicare lo stato di cottura di un tacchino ripieno, questa volta mia suocera aveva pensato di farla in barba a tutti procurandosi, attraverso non meglio specificati canali, un tacchino ad alto contenuto tecnologico: un indicatore di cottura. Una specie di “termometro” che dovrebbe segnalare quando il bipede è cotto a puntino.

La falsa sicurezza derivante dalla pedissequa fiducia nella tecnica è stata spesso, anche nella storia, fonte di grosse disfatte. È stato così anche in questo caso. Il destino avverso ha voluto che l’indicatore del tacchino prescelto fosse difettoso. Il destino avverso ha voluto che mia suocera non avesse preso in considerazione l’eventualità che ciò accadesse. Il destino avverso ha voluto anche che mia suocera si fosse impuntata sulla faccenda dell’indicatore, rifiutandosi di tirare fuori il tacchino dal forno senza previo benestare da parte dell’indicatore.

La capitolazione è avvenuta solo quando un denso fumo nero ha cominciato ad uscire dal forno annebbiando la vista dei presenti. Dopo un primo momento di sconforto, mia suocera ha subito ritrovato lo spirito che lo contraddistingue ed ha provveduto a servire agli attoniti ospiti l’unica cosa rimasta intonsa dall’involontaria carbonizzazione: il ripieno alle castagne.

Sembra che siano sopravvissuti tutti. Gli ospiti, però, non si sono più fatti vedere.

Commenti

1. Max - 22 gennaio 2006

immagina se, invece di bruciarsi, l’avesse portato in tavola semicotto!!
meglio così!! e meglio i tortellini🙂

2. silvia - 23 gennaio 2006

Isa… dopo questo tuo esilarantissimo resoconto, ti porgo una prece: il giorno che ti vengo a trovare in kruccolandia, non farmi il brutto scherzo di essere costretta ad un invito dai tuoi suoceri!🙂

ma il ripieno come lo ha servito, spalmato sul pane?!? … mon dieu!

3. isadora - 23 gennaio 2006

Silvia, se fai la brava ti risparmio, altrimenti ti tocca!

Max, mia suocera è un tipo passionale… robe tiepide o poco cotte, a casa sua, non ce ne sono.🙂

4. matteo - 23 gennaio 2006

Consiglierei a tua suocera il ristorante Ponte di Nava, in alta Valle del Tanaro (Cuneo), dove si mangia un gelato di castagne fatto in casa semplicemente commovente…

E adesso, l’angolo del rompiballe (ma tu ‘sto blog lo fai anche per mantenerti fresco l’italiano, no?): l’espressione “intonsa dalla carbonizzazione” non mi sembra felicissima, dal momento che “intonso” significa “non tosato” o al più, in senso metaforico, “non ancora sfogliato” (nel caso di un libro in cui i margini delle pagine sono ancora uniti), e in ogni caso non regge il complemento d’agente. (et voilà: come farsi odiare in poche battute).

5. silvia - 24 gennaio 2006

Isa, in effetti matteo, pur se gran spaccamarroni (per rimanere in tema), ha completamente ragione…🙂

e con questo mi sa che mi sono guadagnata in un colpo solo l’invito dalla famigerata suocera!!!

6. isadora - 24 gennaio 2006

Mah, non so se Matteo abbia ragione… questa è una discussione tipica fra noi, come quella sugli accenti circonflessi. Certo, etimologicamente, “intonso” significa “non tosato”, ma per consuetudine si usa “intonso” anche come sinonimo di “non toccato”, “inviolato”, “intatto”. Per quanto riguarda il complemento d’agente: “non tosato da” non mi pare grammaticalmente sbagliato… piuttosto ci sarebbe da chiedersi se “intatto dalla carbonizzazione” sarebbe meglio: a dire il vero non mi piace nessuna delle due. Al momento correggerei con un: “risparmiato dalla carbonizzazione”, che ieri non mi veniva, perché mi ronzava in testa il tedesco unberührt: intatto, appunto.
Grazie Matteo, grazie Silvia, è sempre gustoso disquisire con voi.🙂

7. FRECCIA - 24 gennaio 2006

non ci vuoi più bene?

8. silvia - 24 gennaio 2006

Isa, noi ci facciamo in quattro per aiutarti nell’arduo compito di mantenere in ottima salute la tua lingua natìa, altrimenti che amici saremmo?

avresti potuto considerare anche un “sopravvissuto”; ancorché abusato, sempre di grande impatto psicologico!
e intanto io accumulo punti sulla tessera della cena-premio!

basta che poi mi fai dimenticare la triste esperienza con un invito riparatore da tua mamma! Il giro di lasagne a Natale è stato a dir poco sublime! Ho l’acquolina in bocca al solo ricordo… mmmmhhh!!!!🙂

9. isadora - 24 gennaio 2006

Freccia, ma dai… appena mi viene l’ispirazione per qualche tema “ociano” mi faccio viva (la suocera non è roba da oce, dai…)

Silvia, sei sempre la solita malandrina… comunque le lasagne le so fare anch’io, eh. Indovina da chi ho imparato?🙂

10. Max - 25 gennaio 2006

ehi voi due ….. per le lasagne ci sarei anche io se non vi dispiace🙂

11. silvia - 25 gennaio 2006

Isa, la tua mamma è un’Amore … soprattutto se la tieni a 500 Km e la prendi a piccole dosi!!! :-)))
comunque Max si è autoinvitato alle Tue di lasagne… potresti costringerlo a contraccambiare presentandosi con arrosticini pronti da grigliare, in un melting-pot culinario tutto italiano da svolgersi in terra lanzichenecca, o per lo meno che giunga con un ottimo montepulciano d’abruzzo! :-)))

12. isadora - 25 gennaio 2006

Silvia… affare fatto! (Adooooooooro gli arrosticini!!! Comincio a scaldare il grill)

13. riccionascosto - 26 gennaio 2006

Per me tua suocera sarebbe un vero problema… perché io, le castagne, le odio.

Invece sperimentare in cucina è una cosa che mi piace parecchio, ed anche accoppiare sapori diversi.

Lasagne, arrosticini…. se magna, eh?

14. Max - 26 gennaio 2006

ho scoperto degli arrosticini particolarissimi ma per farveli gustare dovreste venire nella terra dei pastori🙂
sareste mie ospiti in una o due suite (dipende da altri fattori se una o due🙂 ) e sarei il vostro cicerone.
che ne dite?
per il programma di Silvia: montepulciano vincitore di premi (vero Silvia?) e arrosticini di 2° livello.

15. isadora - 26 gennaio 2006

Riccio… mia suocera è un problema a prescindere dalle castagne… (ma è adorabile)

Max, opterei per due suite… ma che sono gli arrosticini di 2° livello???

16. silvia - 26 gennaio 2006

Isa, io e Max siamo già d’accordo per due suite… sai, anche con tutto il bene che ti voglio, alla mia età ho bisogno dei miei spazi privati! :-)))

17. Max - 26 gennaio 2006

2° livello …. sono quelli che IO considero meno buoni🙂🙂

18. huncke - 27 gennaio 2006

mah..
se se la cava anche con i dolci?
un Montebianco ?!

19. isadora - 30 gennaio 2006

hunke… una di queste volte vi racconterò la storia della crema di castagne… un delirio!😀


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