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Stasera cucino io…(1) 5 marzo 2006

Posted by Isadora in ParentiSerpenti.
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…mi sono detta, considerando la profonda incapacità di mia suocera per tutto ciò che riguarda le attività che si svolgono all’interno della cucina, il numero d’invitati (dodici) e l’occasione festosa. Come sempre faccio quando mi ripropongo qualcosa, comincio in tempo ad organizzarmi: il menù è deciso in quattr’e quattr’otto, cose che si possono preparare in anticipo e che piacciono più o meno a tutti e, soprattutto, senza glutine, visto che un’ospite soffre di celiachia. Antipasti a base di crostini senza glutine, una minestra di frittatine (senza glutine) in brodo, filetto di maiale al tabasco con contorno di patate arrosto, sorbetto di limone e spumante. Niente di complicato. In condizioni normali.

Telefono a mia suocera per chiederle se ha una pentola abbastanza capiente per fare il brodo e lei, serafica, mi risponde di essere in possesso di una pentola da undici (!) litri. Impressionata da questa inaspettata informazione e sollevata dall’incombenza di portarmi dietro un pentolone, acquisto tutto l’occorrente, tra cui una montagna di carne per il brodo ed un paio di filetti interi di maiale.

Approdata nell’enorme cucina di mia suocera, mi viene comunicato che, a causa di un difetto al piano di cottura, sono disponibili solo tre fornelli. Poco male, penso io, il brodo lo faccio subito (e per quello di fornelli me ne serve uno solo) e per il resto vedrò di organizzarmi.

Chiedo a mia suocera di tirare fuori il pentolone e, nel mentre, l’amico Kurt mi comunica al cellulare che questa sera sarà accompagnato da Almira. Tredici. Va be’, non sono superstiziosa. Con la coda dell’occhio vedo mia suocera procedere trionfante nella mia direzione con in mano una pentola da, ad occhio e croce, cinque litri. Non ci faccio gran ché caso, perché in quel preciso istante mi sovviene che Almira è di religione musulmana: addio mousse di mortadella, addio filetto di maiale e addio sorbetto con lo spumante. Ci vuole un piano B.

Mia suocera sorride insistentemente e mi mette in mano la suddetta pentola da cinque litri. Io gliela riconsegno con un sorriso di circostanza e, indicandole la montagna di carne da brodo, le chiedo di darmi la pentola da undici litri di cui si era parlato. Mia suocera mi guarda con sufficienza e mi comunica con l’aria di chi la sa lunga che questa pentola ha una capacità di undici litri. Il mio aplomb comincia a vacillare.

Mio suocero, ingegnere, s’intrufola tra noi due armato di un metro da falegname e misura in silenzio diametro ed altezza della pentola per poi ritirarsi nello studio. Io sto pensando ad Almira, al mio menù blasfemo e al piano di cottura con tre fornelli e già lavoro mentalmente al piano C, quando mio suocero riemerge dallo studio, quasi in lacrime, chiedendomi la formula del volume del cilindro. Gliela dico. Non ci crede: “ma come, il quadrato del raggio?”. Gli spiego la differenza tra circonferenza e superficie del cerchio, al che lui, non proprio convinto, ma a corto di alternative, si rinchiude un altro po’ nello studio per riemergere poco dopo, abbacchiatissimo, con un risultato di circa seimila. Impossibile, dice lui. Ingegnere, dico io. Gli spiego che, calcolando in centimetri, il risultato è in centimetri cubi. In poche parole, il volume teorico della famosa pentola è di quasi sei litri e non di undici.

Mio suocero è un tipetto testardo e mi propone con un sorrisetto trionfante una soluzione infallibile: una pentola a pressione (che per inciso – m’insegna lui – risparmia anche corrente elettrica, visto che dimezza il tempo di cottura)! Guardo la montagna di carne e già mi vedo la valvola otturata della pentola a pressione (e poi: come glielo spiego che il brodo va “schiumato”?), ma il tempo passa, io devo anche organizzare il menù alternativo per Almira e non ho ancora cominciato con quello normale. Piano B, dicevo: bando alle discussioni inutili e due pentole. E per Almira un petto di tacchino trovato nei meandri del congelatore di mia suocera (dimenticavo: è un giorno festivo e i negozî sono chiusi) cucinato alla stessa maniera del filetto di maiale. E col sorbetto, invece dello spumante, una macedonia di frutta.

Compiaciuta della mia prontezza di riflessi, metto su le due pentole per il brodo e comincio i preparativi per le frittatine senza glutine. (continua…)

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Commenti»

1. matteo - 5 marzo 2006

Una curiosità: da 1 a 10, quanto c’è di inventato in questi tuoi allucinanti incontri con i suoceri?
Comunque, quella comica mi sembra una delle tue migliori vene letterarie!

2. isadora - 5 marzo 2006

Matteo, caro… la vita reale racconta le storie migliori, o no? 😉

3. silvia - 7 marzo 2006

comincio a pensare che l’alabarda anticulinaria di tua suocera sia estremamente potente, se riesce a scalfire il tuo coperchio spaziale!!! ragazzi, qui ci vuole Yattaman!!!

… in ogni caso RIBADISCO che accetto inviti solo da te e tua madre, soprattutto se a base di lasagne!!! 🙂

4. riccionascosto - 8 marzo 2006

(e io sottoscrivo silvia… come sempre, d’altronde! 🙂

5. isadora - 8 marzo 2006

Riccio, Silvia… siete sempre le benvenute 😉


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