jump to navigation

99 Luftballons 18 marzo 2006

Posted by Isadora in MusicaMusica, PilloleDiGermania.
trackback

Qualcuno è arrivato qui cercando “Nina 99” e questo ha messo in moto una serie di associazioni nella mia mente che ora cerco di mettere in ordine per iscritto. Il potere delle reti neuronali è tutto nella loro flessibilità. Un motore di ricerca legge “Nina 99” e cerca pedissequamente “Nina+99”. Arriva qui perché tempo fa scrissi un post su Nina Hagen con un riferimento temporale all’anno 1999. Io leggo Nina e 99, penso ad un refuso e associo a Nena ed alla sua canzone più famosa: “99 Luftballons” che all’inizio degli anni ottanta, in piena “Neue Deutsche Welle”, in barba alle barriere linguistiche, scalò le classifiche pop di mezzo mondo.

Chi non la conosce? La melodia, facile ed accattivante, la ricordano tutti,così come la ragazzotta dal taglio di capelli corto davanti e lungo dietro allora così in voga. Le parole che accompagnano la musichetta rimangono per i più un mistero, anche se a suo tempo uscì anche una versione inglese. Per la maggior parte di noi è una canzoncina che parla di novantanove palloncini (99 Luftballons, appunto).

In realtà il testo, semplice ma ironico al punto giusto, parla di guerra ed ironizza in modo un po’ amaro sulla futilità delle motivazioni che spesso fungono da pretesto per scatenare guerre. Un tema di grande attualità all’inizio degli anni ottanta, in piena guerra fredda, e ancora oggi, basti pensare alle motivazioni addotte a giustificare la guerra in Iraq.

I 99 palloncini che svolazzano allegramente all’orizzonte, simbolo di libertà e di spensieratezza, vengono scambiati per invasori dallo spazio e abbattuti con spreco di munizioni (Das gab ein großes Feuerwerk). I vicini si sentono minacciati e – chi l’avrebbe detto (Man, wer hätte das gedacht, daß es einmal soweit kommt, wegen 99 Luftballons), per 99 palloncini! – il pretesto per la guerra è servito.

I novantanove palloncini di Nena sono la causa scatenante di una guerra, ma alla fine della canzone anche un piccolo simbolo di libertà e di fuga dalla realtà (Hab’ ‘nen Luftballon gefunden, denk’ an dich und lass’ ihn fliegen… – ho trovato un palloncino, penso a te e lo lascio volare via…), un po’ come la mongolfiera colorata con cui Alda Noni sfuggiva agli orrrori della seconda guerra mondiale nella canzone “Kauf Dir einen bunten Luftballon” (“Kauf dir einen bunten Luftballon” in formato mp3).

Annunci

Commenti

1. Germanynews - 18 marzo 2006

Ohilààààà!!!!

Chi si rivede eh!!!
ebbene sono tornato per proporti un’offerta irrinunciabile;-)
Germanynews, il mio blog, non sarà più il mio blog, ma il blog di tutti i “germanisti”. Non potevo assolutamente escluderti!!! Anzi, tu sei molto brava a scrivere articoletti sintetici e stimolanti e avrei intenzione di arruolarti. Un post al mese, niente di più su ciò che vuoi, ma che abbia stretta attinenza con la Germania naturalmente. Notizie inedite (o notizie curiose di cui nessuno è venuto a conoscenza; corsivi di commento; esperienze personali)
Attendo delucidazioni.

2. isadora - 19 marzo 2006

Giovannino, ne parliamo in mail? (Indirizzo alla pagina “Isa”). Grazie!

3. francesco - 3 aprile 2006

…ie invece io sono finito qui cercando notizie su Herbie Hancock… ed è stata una buona sorpresa. ripasserò, ciao 🙂

4. isadora - 4 aprile 2006

Ciao Francesco… ma il post sull’ultimo album di Herbie Hancock l’hai visto?
https://isadora.wordpress.com/2006/01/21/possibilities/


Sorry comments are closed for this entry

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: