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Bochum 26 marzo 2006

Posted by Isadora in PilloleDiGermania.
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Arrivo a Bochum in una fredda mattinata di Gennaio con l’ICE da Berlino. In una mano un foglietto con l’indirizzo del mio nuovo domicilio, che ancora non ho visto, e nell’altra la maniglia della mia pesante valigia.

Bochum. Fino a poco tempo fa, l’unica cosa che sapevo di Bochum è che Herbert Grönemeyer, un cantautore famosissimo ed osannatissimo nel panorama musicale di lingua tedesca, qui è nato e vi ha pure dedicato un album.

Incastonata fra Essen e Dortmund, le due metropoli nel cuore del bacino della Ruhr (sì, quello delle miniere di carbone e delle acciaierie, rimembranze delle lezioni di geografia al liceo), Bochum è una brutta cittadina – cittadina, insomma, ha sempre il suo buon mezzo milione di abitanti – frutto dei deliri urbanistici della Germania del dopoguerra che ricostruiva sulle macerie lasciate dagli alleati, che in questa zona, zona di Kruppstahl, di rifornimento per le macchine da guerra del terzo Reich, fu particolarmente brutale ed efficiente: di tutta la Bochum preguerra c’è rimasta in piedi una sola casa a graticcio. Una.

Scendo dal treno e m’immergo in una mattinata lattiginosa di nebbia. Mi guardo intorno e l’impulso è quello di salire sul prossimo treno che mi riporti a Berlino. Com’è che cantava, Grönemeyer? Bochum, ich komme aus Dir, Bochum ich häng an Dir…: Bochum, è da te che vengo, Bochum a te ci tengo. Mah.

La metropolitana mi porta a quello che sarà il mio posto di lavoro per i prossimi mesi: l’università tedesca con la più alta frequenza di suicidi fra la popolazione studentesca. Non mi sorprende: a parte la spettacolare bruttezza, il colosso di cemento armato offre un’impeccabile infrastruttura di ponti e terrazze che sembrano progettate per soddisfare l’aspirante suicida più esigente. L’interno degli edifici è ancora più deprimente dell’esterno. Lunghi corridoi senza finestre che si distinguono fra loro solo attraverso la striscia di colore che indica la facoltà di appartenenza. Mi ci vorranno mesi per imparare ad arrivare al mio ufficio senza sbagliare corridoio almeno una volta.

La mia casa è piena di crepe. Tutte le case, qui, sono piene di crepe. Per via delle miniere di carbone. Sotto alla superficie, il bacino della Ruhr è tutto un buco. Ogni tanto una galleria in disuso cede e ingoia una casa o una strada. Eppure nessuno sembra preoccuparsi più di tanto. Non sono preoccupata nemmeno io, le crepe sui muri le riparo col Moltofill e la moquette blu con la quale ho rivestito i pavimenti mi porta il mare in casa, distraendomi dalle miniere e dalla pioggia. Ancora non lo so, ma arriverà un tempo in cui questa cittadina, con tutti i suoi difetti, ma con un grande cuore, mi mancherà moltissimo.

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Commenti

1. silvia - 26 marzo 2006

Ciao Isa, come mai questo ricordo oggi? domenica nostalgica?

2. isadora - 26 marzo 2006

Ah, Silvia, questo era un colpo che avevo in canna da tempo. Bochum è un luogo a cui appartiene un angolino del mio cuore e alla quale mi lega un periodo molto bello della mia vita. Tutto qui.

3. germanynews - 27 marzo 2006

Ciao isa… ti abbiamo perso?

4. isadora - 27 marzo 2006

Giovannino, ma una volta tanto un commento a tema, me lo faresti? Tanto per farmi un piacere. Alle volte mi sento molto sola, qui.
Non è che mi avete persa… è che non mi avete ancora “presa”…

5. silvia - 27 marzo 2006

Isa, a proposito di perdere… vatti a fare un giro tra i metropolitani, c’è qualche bella immagine by night!
baci!!!

6. Ghost - 31 marzo 2006

Ogni posto dove passiamo anche solo pochi mesi è come una stazione sulla ferrovia della vita.
E’ impensabile partire e arrivare senza fermarsi mai.
Poi ci son stazioni belle, luminose accoglienti e altre fredde, grigie inospitali.

Ma nei nostri ricordi finiamo sempre per mitizzarle tutte.

Un kiss

O.T
Le mie più belle nn le hanno messe!! sigh! :))

Te le mando in pvt??

Un abbraccio Gh.

7. isadora - 31 marzo 2006

Ciao Ghost, ma guarda un po’ chi si rivede! Volentieri, manda pure, che sono curiosissima (la mail ce l’hai, no? Se no guarda sulla pagina: Isa).

Eh, sì, forse ho un po’ mitizzato… però il contrasto fra la prima impressione (negativa) e quella successiva (positivissima) è talmente forte, che forse anche per questo che nei miei ricordi Bochum è colorata di rosa.

Un bacione!

8. Emiliano - 13 settembre 2006

Ciao Isa, mi sembra di capire che tu viva a Bochum… se è così avevo piacere di scambiare 2 “chiacchiere” con te per alcuni consigli sulla mia situazione personale ovviamente inerente a Bochum! Se sei disponibile puoi contattarmi via mail: meridiano@alice.it oppure skype:emili4no o ancora msn: meridianomeridiano@hotmail.com
Ciao e grazie.

9. geocris - 6 aprile 2007

Sono a Bochum adesso.
Lavorerò i prossilmi mesi in università; geologia, palazzo verde, strisce interne rosse. Uffici tutti uguali.
Ma è primavera, il verde sugli alberi sta comparendo ora, e laerholzstr. è circondata di boschi.
Anche una piccola parte del mio cuore apparterrà a questo posto…

10. isadora - 6 aprile 2007

Geologia… be’, allora devi essere in NA! Io ero in NB… non perderti il Kemnader See ora che arriva il bel tempo!!


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