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Il miglior romanzo di tutti i tempi 23 maggio 2006

Posted by Isadora in Sammelsurium.
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Leggo un post sul blog di Grazia, uno di quei post acchiappacitrulli (eccomi) che tirano i commenti come le ciliegie mature. La domanda è un classico: “Qual è il miglior romanzo di tutti i tempi?”. Le risposte pure: saltano fuori classici da antologia e classici da bottega (e Milan Kundera, insieme a Baricco a mio parere uno degli autori più sopravvalutati del XX. secolo), Lolita, che almeno il film l’hanno visto tutti, e quella palla incredibile di “Cent’anni di solitudine” che non riuscirei a rileggere nemmeno a pagamento (però va citato, eh, che ci ha pure il Nobel).

Nel mio commento ho deciso di limitarmi alla mia lista, il resto sta meglio qui. Ho molti libri ai quali sono estremamente affezionata. Viss, nel suo commento al post di cui sopra, diceva che se si sceglie un libro in assoluto bisogna decontestualizzarlo dall’età in cui lo si è letto. Concordo. Col passare degli anni mi sono resa conto che alcuni libri che nell’adolescenza mi avevano tenuta sveglia la notte, all’improvviso mi sono diventati quasi indifferenti. Altri, però, li ho riletti più volte nel corso degli anni, per scoprire ad ogni rilettura nuove sfumature, nuove angolazioni, nuove rivelazioni. Questi libri, in grado di regalarmi emozioni anche alla settima (!) rilettura, sono i libri che, per quanto mi riguarda, vanno a far parte della schiera dei “migliori di tutti i tempi”.

I titoli che ho scelto, a fatica, sono tre. E tra questi proprio non saprei decidere. Sono libri ai quali sono legatissima, libri capaci, come dicevo, di regalarmi ad ogni rilettura nuove emozioni. Smetto di cincischiare e vado coi titoli:

  • Aldous Huxley, “Brave New World”
  • Thomas Mann, “Die Buddenbrooks”
  • Giuseppe Tomasi di Lampedusa, “Il Gattopardo”

Romanzi diversissimi tra loro, sia nelle storie che nelle ambientazioni, ma accomunati da una prosa godibilissima, ognuno nella propria lingua, storie da leggere “a strati”, ironia e sagacia, a volte amarezza. Credo che questa lista riveli di me molte più cose di quelle che sarei disposta a raccontare.
Se poi potessi infilarci anche una raccolta di racconti ci metterei “Il sistema periodico” di Primo Levi, una lettura che consiglio a chiunque sia diffidente nei confronti della chimica (e dei chimici).

Commenti

1. Antonella - 23 maggio 2006

Ne ho letti due su tre di quelli che hai citato (Thomas Mann e “Il Gattopardo”) e mi sono piaciuti davvero tanto!!
Non saprei davvero rispondere alla domanda “Qual è il miglior romanzo di tutti i tempi?”.🙂 Ci sono tanti libri che mi son piaciuti e che sarei disposta a rileggere (anche se in realtà non ho quasi mai riletto dei libri, perchè voglio sempre leggerne di nuovi!!).
L’unico libro che ho riletto è stato “I ragazzi della Via Pal”…e ogni volta alla fine mi son messa a piangere!!🙂
Beh, ho riletto più volte anche “La metamorfosi” di Kafka…mi ricordo che la prima volta che lo lessi ( come compito a casa),mi angoscio’ a tal punto che dopo i primi righi smisi di leggere e chiesi a mia madre di farlo al posto mio!!!eheh…e a dire il vero, ogni volta che lo leggo, mi dà sempre la stessa angoscia…
A me Alessandro Baricco piace molto…non so se magari cambiero’ idea quando lo rileggero’ un giorno🙂 Comunque fra gli autori che sono sopravvalutati io direi che c’è senza dubbio Coelho. Per carità,il messaggio che vuole trasmettere coi suoi libri è senza dubbio bellissimo,ma alla fine un po’ monotono…

2. isadora - 23 maggio 2006

Antonella, Kafka è un altro dei miei preferiti… un maestro dell’ironia. Ma ho tentato di sceglierne uno e mi sono accontentata di fermarmi a tre😉
Coelho non lo conosco molto. Ho letto “Undici minuti”, non sono rimasta folgorata e non ho proseguito. Invece di Huxley ho letto tutto quello che ho trovato sul mercato. “Point counter Point” è un altro dei suoi libri che mi ha appassionata.
Con Baricco, invece, è stata noia a prima vista, per così dire. Non ce la fo.

3. matteo - 24 maggio 2006

“Il gattopardo”, come no? E, per quanto mi riguarda, un debole per “Moby Dick” di Melville, l’unico che ho riletto in tre diverse tappe della mia vita e che è sempre uscito a testa alta…

4. algonuevo - 24 maggio 2006

NOOoooOOO! saro’ categorico: “il Maestro e Margherita”, di Boulgakov
Algonuevo categorico

5. isadora - 24 maggio 2006

algonuevo, qui mi tocca confessare: non l’ho letto. Provvederò al più presto, ché il fatto che tu sia così categorico m’incuriosisce!

matteo, effettivamente anche “Moby Dick”…

Quello che odio di queste “classifiche” è che bisogna scegliere, anche laddove una scelta è praticamente impossibile. Di bello, però, c’è che dalla discussione nascono sempre pretesti per allargare i proprî orizzonti!

6. Ghost - 24 maggio 2006

In assoluto?

IL PICCOLO PRINCIPE!!! ;-))

Quanto agli altri citati, Gattopardo a parte, non li ho letti.

Di coellho Il Diavolo e la signorina Prym mi è piaciuto molto, meno Undici Minuti.

di Marquez molto bello Cronaca di una morte annunciata, e anche Cent’anni di solitudine, meno gli ultimi (letti in spagnolo son molto più gustosi)

Ahhh…non so se te l’avevo già detto.. BENTORNATA!! xxx😉

7. sgrignapola - 24 maggio 2006

“Cent’anni di solitudine” una palla? Dai, fai la brava…Isa, fai “parola torna indietro”.😉

Se ne dovessi scegliere uno tra quelli che ho letto direi “Guerra e pace”.
Insuperabile.

8. isadora - 24 maggio 2006

sì sgrigna, lo so che non è chic, ma se improvvisamente cominciassi a pormi questi problemi non sarei più io. Ripeto: “Cent’anni di solitudine” è una palla. Mi ci sono fatta su delle dormite storiche, quasi peggio del “Mulino del Po”, a pari merito con “Fundamentals of Molecular Spectroscopy”, di tal Banwell (che Dio lo benedica)😀

Ghost, vedi sopra🙂
…e grazie per il “bentornata”…

9. sgrignapola - 24 maggio 2006

non e’ che mi preoccupi di cosa e’ o non e’ chic, e’ che a me “cent’anni e’ propio piaciuto. Mi hanno obbligato a leggerlo e una volta che ho rinunciato a capire chi era chi, poi mi e’ scivolato via.

poi, oh, ognuno, si fa le proprie di dormite, io per esempio 2001 odissea nello spazio, me lo sono visto in quattro comode tranches, perche’ dopo massimo 20 minuti mi abbioccavo via come un bimbo dopo la pappa.

10. isadora - 24 maggio 2006

E io che credevo di non essere riuscita a capire chi era chi per via delle dormite tra una pagina e l’altra…😀😀

11. sgrignapola - 24 maggio 2006

Io mi sono fatto l’idea (di comodo) che la scelta di nomi molto simili sia voluta per rendere l’idea tutta sudamericana del tempo circolare che incontra il destino (se fossi bravo a scrivere qui ci starebbe un bel saggio. Sottotitolo “come la concezione del tempo cirolare, tipica delle civilta’ precolombiane incontra quella del tempo lineare della cultura europea, nelle opere di Marquez”, Titolo “tic tac, tic tac”).

Cambiano i nomi, e le vite, ma e’ lo stesso personaggio che vive dentro tutte le generazioni: l’uomo.

E comunque ti avverto, nei Malavoglia ho scoperto alla fine che Piedipapera era un uomo. Fai te.😀

Per non parlare dei romanzi russi: sono riuscito a capire chi era chi, dopo che la mia prof di russo mi ha spiegato come funzionano patronimici e abbreviazioni varie. Improvvisamente il numero dei personaggi si e’ ridotto ad un terzo. L’universo schizofrenico dei Demoni e delle Anime Morte e’ scomparso. E tutto ha preso forma.

12. minerva - 25 maggio 2006

la Metamorfosi mi ha affascinato e incantato.Ma se devo dirne uno scelgo L’ idiota di Dostoevskij , in attesa che “la bellezza salvi il mondo”😉

cosa se ne fa uno dei libri se non può un po’ sognare?
un bacio, Isa.

13. Silvia - 25 maggio 2006

Isa, come caspita si fa! Per me non esiste il miglior romanzo di tutti i tempi. Condivido il commento della Viss, e direi che esiste il miglior romanzo per quel tuo preciso e personalissimo stato d’animo.
Ho moltissimi libri che porto nel cuore, tutti per motivi diversi. come accidenti faccio a scegliere tra il giovane Holden di Salinger e Cecità di Saramago? O tra Opinioni di un Clown di Boll e Furore di Steinbeck, o ancora tra Il Vecchio e il Mare di Heminguay e 1984 di Orwell, tra così è se vi pare di Pirandello e l’amante di lady Chatterley di Lawrence… giusto per aggiungere qualche titolo a quelli che ho visto qui sopra.
A proposito: il maestro e margherita mi pareva di avertelo segnalato anch’io, deciditi a leggerlo!
Baci Donna!

14. matteo - 25 maggio 2006

Beh, sì, “Il maestro e margherita” dovresti proprio leggerlo. E lo dice una persona che legge veramente poco…

15. isadora - 25 maggio 2006

sgrigna, se lo scrivi, il saggio, mandamelo, che lo posto qui…🙂

minnie, ciao! Bello, l’idiota, devo ripescarlo.

Silvia, infatti è un’impresa disperata. E più leggo i vostri commenti, più mi vengono in mentre altri libri che amo svisceratamente. No, non è a me che hai consigliato “Il maestro e Margherita”, ma “Ansichten eines Clowns” è il primo libro che ho letto in tedesco ed è stata un’idea tua…😉

matteo, se tu sei una persona che legge poco, io sono un’analfabeta di ritorno!!

16. minerva - 25 maggio 2006

ho letto ora che l’idiota l’aveva detto anche la viscontessa .
gliel’ho suggerito io come diversivo tra un confidenze e l’altro.
sapevi che prima di leggere lei strappa le pagine e le incolla a casaccio?
dice che così la lettura le riesce più scorrevole.

17. isadora - 25 maggio 2006

che più o meno è anche il metodo che usa per scrivere i post… uahuahuah… e speriamo che questa non la legga!!😀

18. francesco - 26 maggio 2006

è difficilissimo scegliere…mi vengono in mente oltre a quelli già citati
Madame Bovary.
Il tamburo di latta, gunter grass.
Il barone rampante di calvino!
“Ogni cosa è illuminata” di Jonhatan Safran Foer

…Tutti quelli con cui parlo me lo smontano, ma a me baricco piace parecchio.

ciao🙂

19. caca - 26 maggio 2006

La mia lista russa.
Delitto e castigo
Guerra e pace
Il maestro e margherita

20. codice - 26 maggio 2006

promessi sposi manzoni
fontamara silone
furore steinbeck
termodinamica fermi
ciao codice

21. isadora - 26 maggio 2006

francesco, Madame Bovary è un romanzo bellissimo. E per una serie di associazioni (contortissime com’è mio solito) mi ha fatto tornare in mente un’altra figura femminile della letteratura che mi ha affascinata fin da ragazzina: Margherita Gautier, La signora delle Camelie. Che ci crediate o no, la prima volta che ho cercato di leggerlo avevo sei anni. Lo lessi tutto, non ci capii assolutamente nulla, ma mi riproposi di rileggerlo a qualche anno di distanza (cosa che ho puntualmente fatto senza pentirmene).

caca, che bella sorpresa trovarti qui! Ma com’è che tra tutti questi autori russi ancora nessuno mi ha tirato fuori Anton Cechov? (Uno per tutti: “Il duello”)

codice, benarrivato anche a te! L’ultimo titolo mi sembra un indizio sicuro alla mancanza di una C… o sbaglio?😉

22. algonuevo - 27 maggio 2006

ah dimenticavo, The Sound and the Glory, Faulkner
da paura

23. heraclitus - 10 giugno 2006

Due titoli che diventano uno solo: Odissea/Ulisse, Omero e Joyce. Mi basta vederli su uno scaffale qualsiasi per sentire emergere una ammirazione che non finisce più.

24. isadora - 10 giugno 2006

Effettivamente, heraclitus, come darti torto? Joyce è un altro autore che mi ha regalato tante emozioni. Però a me a suo tempo appassionò di più l’Iliade dell’Odissea (pensa che mi ero persino imparata l’incipit a memoria…)

algo, questo commento lo vedo solo ora (un po’ stordita, eh?). Faulkner è un altra lacuna tra le mille della mia preparazione letteraria… magari approfitto dei prossimi giorni di “vacanza” forzata per colmarne qualcuna😉

25. heraclitus - 11 giugno 2006

Oh bene, pensavo di essere l’unico folle! Bello scoprire di avere compagni! Anch’io ho imparato l’incipit dell’Iliade a memoria, i primi 200-250 versi più o meno. Ogni tanto li ‘ripasso’ per non dimenticarli e di tanto in tanto mi ripropongo di imparare anche il resto (il primo canto, intendo, non tutta l’Iliade!).

26. Eulinx - 12 giugno 2006

La risposta a questa domanda forse non esiste davvero. Per me il miglior romanzo di tutti i tempi è “Senilità” di Italo Svevo, ma credo sia una scelta del tutto soggettiva e personale. Per me questo libro è come la copertina di Linus!
Un saluto
Ale

27. isadora - 12 giugno 2006

hehehe, heraclitus, qui la follia non conosce confini…

Eulinx, comincio a sospettare che tu sia il mio alter ego…😀

28. luca - 25 agosto 2006

“Una banda di Idioti” di Toole Kennedy
“Bel Ami” di Maupassant
“Profumo” di Suskind
“Le relazioni pericolose” di Laclos

Libri che nonostante siano effige di una generazioni non mi sono piaciuti:
“Il giovane Holden” di Salinger
“Sulla strada” di Kerouac

29. isadora - 25 agosto 2006

Süskind è eccezionale, spero che la traduzione riesca a rendere almeno un po’ il suo modo tutto speciale di giocare con le parole. “Il profumo” è un libro che ho letto con grande piacere. Anche “il contrabbasso” è un piccolo capolavoro di ironia tutta tedesca. Assolutamente da leggere.

30. sgrignapola - 25 agosto 2006

Luca anche io il “Giovane Holden” non l’ho trovato eccezionale. Non sono riuscito a cogliere in pieno l’ironia. Forse troppo fine per me.

Ah… e visto che si parla di romanzi, ho appena finito di leggere “Gomorra” di Roberto Saviano.
Che forse non e’ neppure un romanzo.
Ma e’ assolutamente eccezionale.

Di sicuro uno dei piu’ importanti libri usciti in Italia negli ultimi anni. Vorrei anche spendere due aggettivi, ma finirei ad abusare di superlativi.

31. dragani gianni - 7 febbraio 2007

cazzo siete tutti accademici, io ho fatto solo la terza media tutti interessanti i vostri libri certo ma don chisciotte vi da la paga a tutti e di brutto anche…….. saluti


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