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Che si mangia? 24 giugno 2006

Posted by Isadora in IsaInCucina.
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Quand’ero ragazzina odiavo sentirmi chiedere alle otto del mattino che cosa avrei voluto mangiare per pranzo o, ancora peggio, per cena. Era una delle prime domande che mia madre o mia nonna mi rivolgevano con apprensione ogni mattina ed io, che non riuscivo a capacitarmi del fatto che queste due donne non avessero altri pensieri più importanti o più interessanti per la testa, rispondevo un po’ spazientita servendomi di un armamentario di risposte pronte che avevo assemblato e cesellato nel corso degli anni.

Era un rituale: in realtà il menù era inconsciamente già deciso in precedenza, si trattava di ottenere il benestare. L’importante era non rispondere quello che si sarebbe voluto (“chissenefrega”, “non mi rompere le scatole”, “che ne diresti di ordinare una pizza”), ma intavolare un veloce brainstorming buttando lì proposte a casaccio. Un semplice: “avrei proprio voglia di una bella lepre con la polenta e due porcini trifolati” detto in una torrida mattinata di luglio chiudeva la discussione in quattro e quattr’otto senza che nessuno si sentisse offeso.

Ora sono io quella che cucina e ogni tanto mi sorprendo a torturare il consorte con lo stesso giochino, aggravato nel nostro caso dal fatto che la spesa si fa una volta alla settimana, il che costringe a sedute divinatorie su ciò di cui si potrebbe avere voglia, che so io, cinque giorni dopo. Non funziona mai. Se c’è il tempo non c’è la voglia, se c’è l’appetito manca l’ingrediente chiave, se ci sono tutti gl’ingredienti si rompe il forno e comunque stasera non ho fame e poi la carne l’ho già mangiata a pranzo. Ieri sera, rovistando nel congelatore, ho trovato un sacchetto di petto di pollo tagliato a dadini risalente al giurassico superiore. In compenso non c’erano i cubetti di ghiaccio che stavo cercando, probabilmente sacrificati per fare posto a qualche vettovaglia acquistata nel momento sbagliato.

La domanda che a suo tempo così tanto m’infastidiva è quindi rimasta attualissima e, in tempo di web 2.0, me la ritrovo tra le chiavi di ricerca che portano a questo sito, insieme a “roast beef” una delle più gettonate. E ancora non so che cucinerò stasera…

Commenti

1. Furex - 24 giugno 2006

Certe nemesi sembrano non mollare mai la presa🙂 io non sono mai stato così tattico, il mio umore dev’essere ottimo per riuscire a non perdere la pazienza in una situazione del genere.

2. isadora - 24 giugno 2006

Quella di sparare nomi di piatti improbabili funziona sempre. D’altra parte qualcosa bisogna mangiare ed è già una palla dover cucinare, se poi ti tocca anche inventare… l’unica è comprare un congelatore a pozzetto di dimensioni immense😀

3. Furex - 24 giugno 2006

Ho visioni di pozzi surgelati pieni fino all’orlo di buste di quattro salti in padella e scheletri di viandanti dispersi nelle profondità cavernose e gelate.

4. PlacidaSignora - 25 giugno 2006

Da ragazzina vivevo a Torino, e nonna (paterna) a Genova. Spesso però veniva a trascorrere da noi lunghi periodi. Ricordo come un incubo certe domeniche mattina, ore 7, in cui venivo svegliata da odore d’arrosto o fritti vari…Adoro l’arrosto e le fritture, ma a quell’ora avrei preferito decisamente il profumo del caffè…;-*

5. isadora - 25 giugno 2006

Placida… ma sai che stavo proprio pensando a te?? Non ti sto a raccontare in base a quali strane associazioni ci sono arrivata, ma volevo postare la mia ricetta per gli zucchini ripieni (e poi devo provare la tua, appena ho tempo…)

Io passavo buona parte delle vacanze estive a casa di mia nonna, sull’appennino tosco-emiliano, e quando mi alzavo la mattina lei aveva già fatto la sfoglia e aspettava solo che le dicessi se preferivo il brofo o il ragù… ancora prima di dire buongiorno!!


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