jump to navigation

La lingua batte 27 giugno 2006

Posted by Isadora in IsaSuOCE, MondialiCalcio2006.
trackback

dove il dente duole. Questa Italia che fino a pochi mesi fa era governata da gente che faceva battute di dubbio gusto (per usare un’espressione educata) in situazioni assolutamente inappropriate (ricordo brevemente solo due episodi: Berlusconi che all’inaugurazione del semestre di presidenza Italiana del Parlamento Europeo offre il ruolo di kapò all’europarlamentare tedesco Martin Schulz e Calderoli che mostra alla trasmissione “Dopo Tg1” la maglietta che indossava in quel momento con le vignette satiriche su Maometto) s’indigna quando è la figura dell’homo italicus ad essere oggetto di satira. Noi sì che siamo persone di spirito che capiscono la satira. Apperò.

Il fatto: Sulla rubrica satirica curata da Achim Achilles su Spiegel Online appare, all’indomani della quantomeno discutibile vittoria dell’Italia sull’Australia nella partita degli ottavi di finale svoltasi ieri e conclusasi con un rigore regalato dopo una cosiddetta “Schwalbe” di Fabio Grosso, che si è buttato ad angelo in area di rigore offrendo l’agognata occasione di fare goal al buon Totti, un articolo dichiaratamente e smaccatamente satirico che dipinge il maschio italiano come mammone e vittimista (con riferimento, naturalmente, alla sceneggiata di Grosso). Il lettore italiano, probabilmente maschio, mammone e vittimista, colpito nell’onore, dà voce alla sua indignazione. Spiegel Online corregge il testo con questo disclaimer in tedesco ed in italiano:

Nota: Nella prima versione di questo testo satirico gli uomini italiani sono stati definiti come “forme di vita parasitaria”. La redazione ha provveduto immediatamente a cancellare queste espressioni. Alcuni lettori hanno contestato la scelta di quei termini, in quanto oltrepassavano i limiti della satira. SPIEGEL ONLINE si scusa per la scelta delle parole usate.

Repubblica, a firma di Cristina Nadotti, pubblica un articolo indignatissimo ed, a mio parere, anche tendenzioso nella traduzione (“eingeölt und angeschmiert” non vuol dire “viscido e insudiciato”, ma è un gioco di parole dal significato letterale di “oliato e lubrificato”, ove questi termini vengono usati anche per l’uso di mazzette – chissà com’è che ai giornalisti stranieri vengono spontanee queste associazioni d’idee parlando di calcio italiano), che va addirittura a scomodare una famosa copertina di Spiegel apparsa ai tempi degli anni di piombo che raffigurava una pistola su di un piatto di spaghetti (ottima metafora, direi; le copertine di Der Spiegel sono famose per questo) che in questo contesto non c’entra assolutamente nulla.

Certo che l’autore ci va giù pesante. Lo pagano per quello. Lo ha fatto anche nei confronti delle altre squadre. Il sottotitolo della sua colonna su “Spiegel online” recita, in tedesco: “Parteiisch, ungerecht, demaskierend” che, tradotto, significa “Parziale (nel senso di: di parte), ingiusto, smascherante”. E così è. E a me viene spontaneo chiedermi: come mai noi italiani, dalla mentalità tanto aperta quando si tratta di calpestare i valori altrui in nome della satira, ce la prendiamo tanto se ci fanno due battute pesanti e assolutamente politically incorrect utilizzando clichées triti e ritriti, se non è vero nulla? Può essere che abbiamo un tantino di coda di paglia?

Commenti

1. gennaro - 27 giugno 2006

Cara Isa,
scusami ma non condivido la tua opinione. A mio avviso Achim Achilles ha fatto la pipì fuori dal vasetto, specie quando ha qualificato tutti gli uomini italiano come dei parassiti. Ovvio che la satira va difesa, figuriamoci, però ci sono dei limiti che a mio avviso questa volta sono stati oltrepassati.
Lasciamo perdere le esternazioni di Berlusconi, di Calderoli o di Stefano Stefani (che anni fa aveva apostrofato i tedeschi come “barbari che invadono le spiagge tedesche”). Erano da condannare e sono state condannate anche da cittadine e cittadini italiani.
Poi, per entrare nel merito calcistico, tutti danno tranquillamente per scontato che il fallo sia stato una “Schwalbe”. Ho visto la partita e a mio avviso non è stato assolutamente così. Certo, forse lo si poteva non fischiare, ma considera che anche Günther Netzer (che fa battute poco politically correct, quasi quanto Achilles) considerava “fischiabile” quel fallo.

2. isadora - 27 giugno 2006

Ma Gennaro, io mica dico che mi sia spanciata dalle risate a leggere la colonna di Achilles. Non è in generale il mio tipo di umorismo. Però, se lo fa su una colonna che si dichiara dal principio faziosa e scorretta, che sto ad indignarmi a fare? La satira vive di luoghi comuni e a me questi Luigi che fanno i bulletti in spiaggia per poi andare a farsi servire da mammà o dalla moglie culona sostituta di mammà non paiono neanche tanto lontani dalla realtà italiota, anzi. Sarà per quello che brucia?

Günther Netzer è un vero idolo, anche e proprio perché non ha peli sulla lingua. Ma mi pare che il suo umorismo abbia un’altra classe di quello di Achilles.

Il fallo… a me anche dopo centocinquanta moviole non è sembrato un fallo, comunque la squadra azzurra avrà la possibilità di farci vedere del calcio di classe nei prossimi giorni, se ne è in grado. Senza gomitate e senza sceneggiate. Solo calcio. Non chiederei di meglio.

3. PoliticaGermania - 28 giugno 2006

L’uomo italiano: viscido, insudiciato e parassita

Le buone partite della nazionale tedesca (cinque vittorie di fila in questo torneo) ed un ritrovato rapporto con la propria identità nazionale sembrano aver dato alla testa ad Achim Achilles, autore di una rubrica semi-seria sui mondiali nella version…

4. isadora - 28 giugno 2006

Porca puzzola, e mica avevo visto io, che anche Beppe Grillo si era lanciato in una filippica contro Der Spiegel, ribattezzandolo “Der Stronzen”. Mhm. A me tutto questo puzza proprio di pretestuosità. Ripeto: il pezzo è apparso su una rubrica dichiaratamente satirica. Ora, la satira non si fa regalandosi fiorellini o facendo attenzione alla political correctness. Achilles non ha preso per il culo istituzioni religiose o valori individuali, ma si è fatto gioco della figura dell’italiano mammone, piagnucolone, pigro ed opportunista. L’immagine non se l’é inventata lui, ma esisteva già prima (e da dove verrà mai??). Non vedo gli estremi per tutta questa – finta – indignazione, che da Grillo viene addirittura strumentalizzata per dare sfogo al suo risentimento razzista nei confronti dei tedeschi. Ma, si sa, noi italiani non siamo campioni neanche di fair play. Peccato lo scivolone di Grillo, uno che con la satira ci campa. Gli suggerirei comunque di trovarsi un amico che parli meglio il tedesco (e/o l’italiano) e gli traducesse anche gli altri articoli di Achilles (in cui, per esempio, prende abbondantemente per i fondelli Angela Merkel).

5. Baebs - 28 giugno 2006

Isadora sono proprio d’accordo:
Achilles ha preso in giro quelli che sono dei luoghi comuni, che non esistono solo per gli italiani, ma per tutte le popolazioni del mondo.
Vedrete che molti tedeschi prenderanno le distanze, come fu fatto per le parole di Calderoli.
Inoltre ricordo che allora Calderoli era Ministro della Repubblica: Achilles scrive su un giornale.

Ma cercare di smorzare la polemica, no??

Buona giornata

6. Gennaro - 28 giugno 2006

Non ho dubbi che molti tedeschi non condividano le parole di Achilles, figuriamoci, ma cio’ non toglie che non si possa e non si debba stigmatizzare un articolo di un importante settimanale tedesco che, per la mia sensibilita’, e’ andato ben oltre la satira. Un conto e’ ironizzare sulla squadra azzurra, definendone i giocatori mammoni, piagnucoloni, belli e pigri (tuttavia, se fossi tedesco, non dimenticherei il 4 a 1 di Firenze ed il bilancio delle partite Italia-Germania, che va a favore dei giocatori mammoni), un’altra cosa e’ definire gli uomini italiani dei parassiti. Porca miseria, l’espressione “parassita” e’ pesante e chi si sente offeso da questa roba non puo’ essere considerato un italiota esagerato non dotato di fair play o di senso dell’ humor.
Chi vive da italiano in Germania da tanti anni e’ abituato a doversi confrontare con tutta una serie di pregiudizi. Certo, i pregiudizi li abbiamo tutti nei confronti di tutti, ma questa e’ una ovvieta’ che non puo’ portare all’accettare cose del genere.
Quando le cose non vanno bene bisogna indignarsi, tutto qua.

7. Baebs - 28 giugno 2006

Gennaro io non accetto il pregiudizio, lo relativizzo, perchè so che non é vero nella maggior parte dei casi.
E comunque analizzare come ci vedono gli altri lo trovo importante, almeno soffermarsi a osservare i difetti che gli altri ci attribuiscono.
Mi va benissimo che ci siano persone che si indignano, così come trovo sacrosanto che ce ne siano altre che non lo fanno, tutto qua.
Buona giornata.

8. isadora - 28 giugno 2006

Gennarì, se fosse un articolo serio sì che ci sarebbe da arrabbiarsi. Ma è una colonna satirica, uffa! Risparmia la tua indignazione per eventi e tematiche che la richiedano e rilassati, và.

Per la cronaca, anch’io vivo e lavoro da italiana in Germania da tanti anni, in tre città diverse, dal nord-est al sud-ovest. Mai avuto problemi di alcun tipo, mai subito discriminazioni a causa della mia nazionalità. Mai.

9. isadora - 28 giugno 2006

La fine della discussione ce l’ha messa Der Spiegel con una nota formale di scuse in tre lingue, linkata direttamente sulla pagina d’ingresso del sito. È giusto che sia così, se davvero tante persone si sono sentite offese dall’articoletto di Achilles.
Magari certi spiritosissimi politici e organi d’informazione italiani avessero la serietà di scusarsi in questo modo quando commettono uno svarione del genere.

10. gennaro - 28 giugno 2006

@Isa:
Ti dirò, non me la sono poi presa più di tanto, forse qualche annetto fa avrei reagito in modo molto più “impulsivo”. Non voglio sembrare bacchettone e non mi pare che io stia cercando di fare una polemica pretestuosa: dico solamente che a mio avviso, ed a quanto pare questa mia opinione è condivisa da molti, l’intento satirico di Achilles non abbia colpito il segno. Del resto lo stesso Spiegel lo ammette, quando dice “Il nostro autore Achim Achilles è incaricato di scrivere i suoi articoli al limite della political incorrectness. Gli riesce quasi sempre con spirito e charme – ma non questa volta. In alcuni passaggi il suo articolo ha superato i limiti della decenza, in altri ha messo insieme tutt’una serie di luoghi comuni, che hanno portato ad incomprensioni e proteste.”
Insomma, se talmente tante persone si sono sentite offese…probabilmente significa che dietro al semplice “articolo satirico” c’è ben altro, non credi? Se c’è una sensibilità forte della collettività italiana in Germania su queste tematiche, probabilmente questo avviene perchè già se ne sono dovute sentire tante…forse troppe…e non credo ci sia bisogno di ripetere qui alcune cose che “si dicono” degli italiani (dette anche a me, quando ero a scuola, a lavoro, ecc.).
Comunque sia, per quanto mi riguarda l’affaire Spiegel è chiuso, ovviamente accetto le scuse. Qualche perplessità rimane…ma queste me le tengo per me…
Non ho parlato di discriminazioni. Ad ogni modo sono contento che tu non abbia dovuto subirne. Ci sono tuttavia molti italiani in Germania che qualche problema ce l’hanno…e sfido chiunque a dire che “tutto sommato è colpa anche loro”…specie quando si tratta di bambini che vengono indirizzati ad un percorso scolastico piuttosto che ad un altro, solo perchè sono persone con “Migrationshintergrund”, come si usa dire adesso. E questo è solo uno dei tanti problemi che ci sono.
Certo, questi problemi li abbiamo anche in Italia, ma se questo deve esimerci dall’evidenziare i vizi di questa società – quella in cui viviamo – allora possiamo anche chiudere bottega e limitarci a fare vita privata. A parte che, a mio avviso, la classe politica tedesca ha delle precise responsabilità per quanto riguarda le problematiche sull’immigrazione, ma è una lunga storia.

11. fede repetto - 14 luglio 2006

achim achilles è uno pseudonimo. perché non fate un giro a

[…] a Berlino? Lì abita il nostro amico. Io penso

che chi scrive offese debba anche assumersene la

responsabilità, no? Una pizza calda potete anche portargliela.

Oppure un augurio per telefono: […]
Io gli ho già telefonato un paio di volte per salutarlo, perché

non siete carini e gli date un colpetto di telefono anche voi?

12. isadora - 14 luglio 2006

fede, chiunque tu sia, per questa volta, veri o falsi che siano i dati, ho solo cancellato indirizzo e numero di telefono. La prossima volta banno il tuo indirizzo IP.

13. Pistole e spaghetti « …a casa di Isa - 16 agosto 2007

[…] grazie ad una traduzione infame prontamente pubblicata urbi et orbi. Ci scrissi su anche un post (La lingua batte, e mai scelsi titolo più appropriato, direi), arrabbiata com’ero: io che in Germania ci vivo […]


Sorry comments are closed for this entry

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: