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Segni del tempo 27 giugno 2006

Posted by Isadora in Sammelsurium.
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Gli eventi – tutti – lasciano piccole tracce indelebili sulla pelle. Lì, sotto al mento, c’è una piccola cicatrice rimasta da quando, ancora poco sicura su due zampe, atterrai con la faccia sullo spigolo del lettone dei miei genitori. Quasi non si vede, ma io la conosco, so che c’è, ed è collegata ad uno dei miei primi ricordi. Il segno ormai invisibile dei dentini sul pollice sinistro, in barba a tutti i trucchi escogitati da mia madre per farmi passare la brutta abitudine di succhiarmelo, testimonianza indelebile della mia prima ribellione alle imposizioni dei genitori.

Sulla fronte c’è una ruga verticale, una sola. Quante volte avrò aggrottato le sopracciglia perché ne rimanesse questo piccolo solco? Quale preoccupazione avrà iniziato, per prima, a lasciare il segno? Sul ginocchio sinistro c’è un’ombra quasi impercettibile. Felice, infreddolita, di fretta e forse anche un po’ innamorata tutto insieme, non so neanche bene come, mi sono ritrovata a terra con un ginocchio sbucciato, come una bambina.

Sul braccio sinistro c’è un cerchio piccolo e perfetto, quello dell’antivaiolosa. Il pediatra, me lo ricordo bene, ci si mise d’impegno, perché diceva che era importante, per una bimba, l’estetica. Ora l’antivaiolosa non si fa più. Ma una cosa non è cambiata: il compito principale di una bambina prima e di una donna poi è ancora quello di essere bella.

Lì, sul piede destro, c’è un segnetto bianco piccolo piccolo, testimone delle scorribande in bicicletta quando l’estate era sinonimo di libertà e ghiaccioli a cinquanta lire l’uno. Qui sulla gola ce n’è un altro, sembra un graffio. Un altro segno che si è aggiunto agli altri, che fa parte di me e che racconta, anche lui, una piccola storia – mia.

Il tempo passa e segni e segnetti – quasi invisibili, presi uno ad uno – si accumulano, ti cambiano, ti rendono unico ed irripetibile, con la tua storia, la tua vita, i tuoi ricordi e le tue esperienze, belle e brutte, a riportare, visibili, sull’involucro, i solchi invisibili dell’anima. Io ai miei segnetti voglio bene, a tutti, anche se non sempre le immagini che evocano sono piacevoli. Ma fanno parte di me, anzi, in un certo senso, fanno me, quella di oggi, diversa da quella di ieri, ma anche da quella di domani.

Commenti

1. Baebs - 27 giugno 2006

Eh si, i segnetti sono parte di noi: quelli visibili e quelli invisibili;
non saremmo noi senza di loro.
Eppoi come dimenticare i ghiaccioli da 50 lire e le scorribande in bici?? Per me rimarranno sempre sinonimo di estate.

Buona giornata

Barbara

2. isadora - 27 giugno 2006

50 lire… sembra un’eternità. Però quanto erano buoni quei ghiaccioli, quelli alla menta, che facevano la lingua verde e quelli all’amarena, che facevano la lingua fucsia… poi ci fu lo scandalo dei coloranti rossi, l’E104, o qualcosa del genere, e anche i ghiaccioli non furono più gli stessi.


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