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Great Expectations 24 luglio 2006

Posted by Isadora in IsaSuOCE.
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Beirut è di nuovo sotto tiro. Dopo tanti anni, la storia prende una piega per certi versi inaspettata e, nel giro di pochi giorni, Israele ributta il Libano indietro di vent’anni a suon di bombe. Gli esseri umani non hanno imparato nulla.

Inutile soppesare col bilancino torti e ragioni, i protagonisti di questi nuovi conflitti hanno tutti le mani sporche di sangue. Non è questione di torto o ragione, è questione di strategie. Israele ha colto al volo il casus belli offerto su di un vassoio d’argento dagli Hezbollah con la benedizione dell’asse Iran-Siria e si è lanciato nella missione più disperata della sua altrettanto disperata storia: la lotta al terrorismo sui due fronti Hamas e Hezbollah.

Leggendo le parole “lotta al terrorismo” nell’anno 2006 mi viene da pensare alle svariate missioni degli Stati Uniti negli ultimi anni in Medio Oriente, che ben altri risultati hanno ottenuto, ma sicuramente non l’annientamento del terrorismo. Anzi. Negli ultimi anni si osserva una trasformazione pericolosissima e prevedibile. Le popolazioni dei paesi martoriati dagli esportatori di democrazia solidarizzano con i terroristi, il mondo islamico si coalizza contro ai “liberatori” occidentali.

Israele mostra i muscoli nel tentativo d’intimorire Hezbollah e Hamas, e, nel farlo, non guarda in faccia a nessuna regola o convenzione internazionale, andando a colpire la popolazione civile. I civili si vedono minacciati in prima persona e scappano più veloci che possono. Le fonti ufficiali parlavano ieri di circa seicentomila profughi libanesi. Considerando che il Libano ha in tutto meno di quattro milioni di abitanti, il numero assume una valenza sinistra. Di certo c’è che ci saranno molti morti, e, al momento, non è possibile fare previsioni sulla durata di questo conflitto.

Una previsione sulle conseguenze, però, mi sento di farla: Israele non riuscirà a colpire a morte Hezbollah e Hamas, che hanno dalla loro un’organizzazione “sotterranea”, il sostegno più o meno dichiarato di Iran e Siria e la crescente solidarietà della popolazione civile dei rispettivi paesi che, alla luce degli ultimi eventi, vede in Israele come un nemico che, senza apparente ragione, mette in pericolo la loro esistenza. Le “Great Expectations” con cui Israele ha iniziato questo conflitto andranno ad infrangersi contro la realtà e alla fine Israele avrà ottenuto come unico risultato l’ingrossamento delle fila dei propri nemici. Purtroppo.

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Commenti

1. algonuevo - 24 luglio 2006

Ciao isadora,

la situazione in Libano è inquietante, ma è ancora più iquietante il ruolo che questa cosa puo’ giocare nella regione. Credo che Israele abbia cominciato questa guerra non tanto per combattere Hamas e gli Hezbollah, quanto per destabilizzare Siria e soprattutto Iran, che i servizi Segreti israeliani considerano poter sviluppare il nucleare militare quest’anno. La strategia è quindi forse quella di obbligarli a prendere posizione sulla questione e quindi portarli a chiudere i conti. e’ una guerra mediorientale che Israele cerca di scatenare in qualche sorta, su una durata media con picchi di violenza; ed in effetti è abbastanza interessante la discrezione di Iran e Siria in questo senso…
Un abbraccio estivo
P.S. Sabato vado in Giordania, vediamo che ne pensano li’.

2. isadora - 24 luglio 2006

Uh, buon viaggio e facci sapere!

3. freccia - 24 luglio 2006

ciao cara

4. caca - 25 luglio 2006

E’ difficile concentrarsi ed esprimere una valutazione, che dovrebbe essere fredda e disincantata, quando entrano in gioco inevitabilmente un groviglio di emozioni, risentimenti, paure, fobie che sono tutte e assolutamente personali.
Solo due elementi si possono evincere con tutta chiarezza: Israele è stato provocato scientificamente dagli hezbollah, i burattinai però si chiamano siria e iran. D’altra parte, quello che in occidente viene considerato poco più che una macchietta, ovvero il presidente Mahmud Ahmadinejad sostiene da mesi che “Israele deve essere cancellato dalla mappa del mondo”.
Da qui si deve partire per giudicare la “sproporzione” o tutte le amenità che un dibattito spesso pregiudizialmente filo arabo ha messo in campo.
Nel 1982 e sempre per il Libano, l’allora capo redattrice della cultura di “Repubblica”, l’indimenticabile Rosellina Balbi, nel pezzo “Davide discolpati!” ripercorse tutte le accuse più strumentali e alla fine più naziste che consapevolmente o inconsapevolmente il Paese, con il suo andreottismo dilagante, lanciava contro Israele.
Ancora oggi, 24 anni dopo, è così: l’andreottismo oggi magari si chiama dilibertismo perchè la tragedia si ripresenta sotto l’aspetto della farsa.
E allora che si fa? Certo per quanto mi riguarda, non sto bene davanti le morti dei civili, che siano libanesi o cittadini di haifa, palestinesi o di qualsiasi altra nazionalità. Ma so anche che non è con il concetto di “equivicinanza” che si affronta il nodo mediorientale e la sua intricata geografia. Ma con la politica, la politica con la p maiuscola, la fretta di sporcarsi le mani, di favorire la progressiva distanza dagli estremi, salvando e sottolineando un dato inequivocabile: Israele c’è e ci sarà.

5. isadora - 25 luglio 2006

cacà, me lo auguro anch’io che Israele continui ad esistere, ma mi chiedo a quale prezzo.
La copertina di Der Spiegel di questa settimana mostra una ragazzina israeliana dietro ad una finestra a forma di oblò incastonata in un muro scheggiato dalle bombe. Quella foto parla più di mille articoli: è così che Israele vuole vivere, in futuro? Perché questo è il futuro che si sta delineando. Purtroppo.

6. caca - 25 luglio 2006

Ho molti amici in Israele, ed Israele mi sta a cuore da sempre e per motivi assolutamente sentimentali. Il famoso debito di riconoscenza, molto più dell’essere o del sentirsi ebreo. Cosa che è vera solo in parte per quanto mi rigurda e per l’appunto per la parte “sbagliata”.
La premessa debbo sottolinearla di nuovo, perchè è facilmente comprensibile quanto io sia di parte.
Il futuro oltre quella finestra?
Io spero che israele entri nell’unione europea, perchè la storia di quel Paese, oltre che la provenienza della gran maggioranza dei suoi cittadini, ci appartiene.
Io spero che da qualche parte rispunti uno strabenedetto clinton e costringa il governo democratico di israele e l’autorità palestinese (con hamas?) a riprendere la mediazione interrotta a Camp David.
Risolvere o più probabilmente lenire le ferite del conflitto mediorientale significherebbe -e non da ora- spuntare le armi dei terrorismi. Perchè una cosa è certa: l’attacco degli hezbollah è rivolta anche (soprattutto?)contro Egitto, Giordania e Arabia Saudita. Ovvero anche contro quei totalitarismi che guardano all’occidente per consalidate relazioni storiche ed economiche.

7. isadora - 25 luglio 2006

Io invece ho paura che l’atteggiamento guerrafondaio dell’attuale governo israeliano porti le masse tendenzialmente moderate (e magari anche un tantino menefreghiste) a schierarsi dalla parte dei terroristi. Per istinto di sopravvivenza. E che la ragazzina invecchi dietro all’oblò, con la paura di uscire di casa.

Per quanto riguarda la mediazione, non so fino a che punto Israele sia interessato a sedersi intorno ad un tavolo. Due sere fa, da Sabine Christiansen, Tommy Lapid si è espresso in modo molto chiaro, dicendo che l’unica linea possibile per Israele è la guerra. Un dialogo con Hamas e Hezbollah significherebbe, a suo parere, riconoscere politicamente associazioni terroristiche e Israele è disposto a parlare solo con rappresentati di governi che riconosce.

8. caca - 25 luglio 2006

Sbagli con gli aggettivi. Questo governo israeliano non è guerrafondaio. La risposta agli hezbollah è ampiamente accettata da tutta la società israeliana, dalla sinistra, dai pacifisti.
Perchè questa volta, più di altre, la posta in gioco era ed è alta.
La provocazione degli hezbollah aveva un valore comunicativo enorme. Il messaggio suonava più o meno: vedete, israele si puù attaccare anche dall’interno, israele è vulnerabile.
A portare avanti questa provocazione un gruppo, militarmente ed economicamente, sorretto da Iran e Siria.
Israele non poteva non rispondere. Israele non può non avere a cuore la difesa dei suoi confini e dei suoi cittadini.
IPer quanto concerne il dialogo, mi pare che siano Hamas e Hezbollah a non volerlo e comunque le due organizzazioni predicano la distruzione dello stato di israele.
Come discuti con chi ti vuole comunque morto?

9. isadora - 25 luglio 2006

In teoria discuti col Libano che deve disarmare Hezbollah e con la Palestina che deve impegnarsi a fare altrettanto con Hamas. E per schiarire le idee dei rispettivi paesi si possono usare sanzioni di tipo economico e/o politico. Io temo che Israele vincerà la battaglia, ma non la guerra alle associazioni terroristiche. E che queste forse momentaneamente s’indeboliranno, ma torneranno più forti di prima e con un sostegno più ampio anche da parte della popolazione dei rispettivi stati.

Comunque, quello che riportavo sopra sul dialogo lo ha dichiarato Tommy Lapid (l’ex ministro della giustizia e vicepremier israeliano) alla televisione di stato tedesca, non io, eh, intendiamoci.

10. caca - 25 luglio 2006

Appunto. credo che le dichiarazioni di Lapid siano condivisibili.

11. isadora - 26 luglio 2006

Se avete tempo leggetevi questo:
Se ci sono 10 terroristi e Israele ne uccide 5, quanti terroristi resteranno? di Luttazzi. Dice, meglio e più dettagliatamente, quello che dicevo io.

12. pietro - 9 agosto 2006

scusatemi sono nuovo, è la prima volta che entro in questo blog nel quale sono arrivato molto casualmente con i classici percorsi di internet si parte per cercare qualcosa e si finisce a trovarne un’altra della quale non si aveva minimamente idea fino a qualche istante prima, scordandosi completamente di quello che si stava cercando, comunque mi sto intromettendo solo per comunicare la mia sensazione di assoluto smarrimento davanti a quello sta succedendo tra Israle ed Hezbollah, ma è mai possibile che (scusate il paragone ….) per eliminare un insetto si lanci una bomba atomica facendo piazza pulita di tutto? Israele avrà anche le sue buone ragioni che non voglio discutere ma come può dimenticare la sua storia tutto quello che drammaticamente ha vissuto ed a volte far peggio dei suoi aguzzini? come si può davvero pensare che con tutto questo odio si generi la pace ed il rispetto tra i popoli, come si può credere che davanti a 16 bambini uccisi possa nascere la pace e non si generi un tale potenziale di odio che anche la semplice eventuale sconfitta di Hezbollah non farà altro che portare solo ancora più violenza nelle città di Israele? io non capisco proprio quali sono le valutazioni che fanno gli strateghi della guerra (vedi bush e l’iraq …), ma devono essere di una tal e superiore portata che nessun animo umano normale potrà mai afferrare, oppure più semplicemenrte è solo la stupidità umana a generare tutto, la macanza di memoria. non so ma davvero mi sento sgomento davanti a tutto questo …. scusatemi per la mia intromissione

13. isadora - 9 agosto 2006

pietro, non ti scusare e passa quando vuoi! I commenti e i “nuovi” sono sempre i benvenuti – non voglio sentir parlare di “intromissioni”! 😀

Per quanto mi riguarda condivido perfettamente quello che dici e sono sgomenta anch’io. Soprattutto per quanto riguarda la stupidità umana.

14. pietro - 9 agosto 2006

grazie mi sentirò meno intruso la prossima volta che mi siederò a scrivere qualcosa nel tuo blog … oggi è stato la sorpresa lieta del mio girovagare nel web (ho provveduto a metterti nei preferiti) hai riempito di letture interessanti il mio pomeriggio che a causa della pioggia (che rabbia vivere in Sicilia di fronte al mare ed esser costretti nel mese di agosto a star chiusi in casa …) offriva davvero poco fuori le mura di casa

15. isadora - 9 agosto 2006

…che se poi mi fai dei complimenti così vado in brodo di giuggiole… a presto, allora! 🙂

Se ti consola, comunque, i miei pomeriggi al momento sono tutti piuttosto monotoni, e non necessariamente a causa della pioggia.


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