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Come ti costruisco la notizia 3 agosto 2006

Posted by Isadora in Sammelsurium.
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ovvero: perché Isadora non ha più voglia di leggere “la Repubblica”.

Il fatto: su ZDF, il “secondo canale” della TV pubblica tedesca, va in onda in seconda serata di un martedì d’Agosto un film di media qualità che affronta la scottante tematica dell’incesto.
Il film (qui la trama in inglese) io, come milioni di altri tedeschi, sinceramente, non l’ho visto. Le critiche che leggo dopo una veloce ricerchina via internet non sono né particolarmente lusinghiere, né particolarmente scandalizzate. A giudicare da ciò che leggo, mediocrità e qualche sbadiglio, complimenti alla giovane attrice protagonista. Fine della storia.

La reazione della stampa tedesca: elettrocardiogramma pressoché piatto su tutta la linea, tranne in un caso. La BILD-Zeitung, una pubblicazione quotidiana con formato tabloid (il classico quotidiano che vende milioni di copie, ma che ognuno giura e spergiura di non aver mai letto se non dalla parrucchiera, per intenderci), non avendo di meglio, urla allo scandalo (la BILD urla sempre, a dire il vero).

La reazione della stampa italiana: il quotidiano “la Repubblica”, come già in occasione del presunto scandalo sulla rubrica satirica di Achim Achilles su Spiegel-online, riporta fedelmente la notizia così com’è stata pubblicata dalla BILD-Zeitung.

La reazione di Isadora: È la seconda volta in poche settimane che mi ritrovo su “la Repubblica” una notizia che non è una notizia proveniente dalla Germania, riportata in modo da sembrare una cosa seria. Io, sinceramente, non so se sia un problema generale del modo di ricercare della redazione di Repubblica o se sia circoscritto a coloro che in redazione si occupano delle notizie dall’area di lingua tedesca, fatto sta che non mi va di comprare un quotidiano “serio” per leggermi la robaccia pubblicata dalla “BILD-Zeitung” contrabbandata come una notizia, così come non mi va di vedere questo paese che è sicuramente anche formato dai lettori di detto tabloid raffigurato sempre e comunque in questo modo populistico e vagamente germanofobo grazie all’accurata scelta delle fonti e degli argomenti. Cosa che mi fa arrabbiare ancora di più se penso alla rosa di prodotti di altissima qualità, quotidiani, settimanali e mensili di svariata inclinazione politica che vengono sistematicamente ignorati in favore di prodotti che vanno bene, al massimo, per incartarci le uova dopo essersi fatti due risate scorrendo i titoli della prima pagina. Addio, “Repubblica”.

Commenti»

1. Ghost - 7 agosto 2006

Repubblica la leggo solo quando ho voglia di capire l’ottica di certa sinistra su alcuni fatti.

Ma non lo ritengo da tempo giornale attendibile/equilibrato/serio.


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