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45 anni fa: il muro di Berlino 13 agosto 2006

Posted by Isadora in Berlino.
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Berlin Wall - view from West Berlin in 1986
Fino all’agosto 1961 il confine tra i settori di Berlino era aperto: ogni giorno mezzo milione di persone si muovevano liberamente tra la parte ovest e la parte est della città, per lavoro, per fare acquisti, per andare al cinema o per visitare parenti e amici. In un vertice dei dirigenti dei vari partiti comunisti dei paesi dell’est tenutosi a Mosca agli inizi di agosto viene decisa la chiusura del confine tra la Germania est e la Germania ovest e del settore sovietico di Berlino.

Il 12 agosto, alle quattro del pomeriggio, Walter Ulbricht, Capo dello Stato della Repubblica Democratica Tedesca, firma il decreto sulla chiusura del confine. A mezzanotte, esercito, polizia e i gruppi di combattimento cominciano i lavori. Viene costruito il muro di Berlino, che dividerà in due la città per ventotto anni. Strade, ferrovia, le linee della metropolitana vengono interrotte, stazioni della metropolitana vengono chiuse; i cittadini di Berlino est dovranno aspettare il 1989 per poter nuovamente circolare liberamente tra le due parti della città.

I berlinesi non credono ai loro occhi, nel lasso di tempo fra mezzogiorno del sabato e le quattro del pomeriggio di domenica ottocento persone si rifugiano a Berlino ovest.

Gli altri rimangono chiusi dentro ai confini improvvisamente impermeabili.

Quando arrivai a Berlino non parlavo il tedesco, sapevo poco della sua storia e quel poco l’avevo letto su qualche libro. Avevo una borsa di studio che mi consentì di cominciare subito a lavorare in un istituto federale di ricerca. Lì conobbi la signora R., che, avendo una figlia della mia età, si prese la briga di insegnarmi il tedesco e di spiegarmi la sua Germania, perché, diceva, se sua figlia si fosse trovata in una situazione simile in un paese straniero, avrebbe desiderato che qualcuno si prendesse cura di lei allo stesso modo. Fu così che, ogni giorno, la signora R. conversava con me e mi raccontava le sue storie berlinesi. Lei veniva dalla parte est; il muro, la sua costruzione, la sua caduta ventott’anni dopo non erano episodi astratti riportati su un libro di storia, ma parte della sua vita. Lei era una di quelle persone che si trovarono ad abitare nel quartiere sbagliato. La sorella ed i genitori stavano nella parte ovest della città. Non fece in tempo nemmeno a salutarli, diceva; un giorno di agosto, improvvisamente, là dove c’era il confine c’era un muro e davanti al muro filo spinato e una striscia di terra – la cosiddetta “striscia della morte” – disseminata di mine. I genitori, lei, non ha fatto in tempo a rivederli. Sono morti prima che il muro cadesse.

E poi c’era Bettina, una bella ragazza bionda alla quale insegnavo l’italiano. Era scappata dalla RDT attraverso l’Ungheria nell’estate dell’ottantanove, rischiando la vita e lasciandosi tutto alle spalle. Famiglia, casa, amici. Qualche mese dopo vide in televisione i suoi amici festeggiare davanti alla porta di Brandeburgo quello che nessuno, fino a pochi giorni prima, avrebbe ritenuto possibile.

Forse è anche un po’ per la signora R. e anche per Bettina che oggi ho scritto queste righe. Perché attraverso i loro racconti la storia del muro improvvisamente diventò una cosa reale, tangibile, non più un evento storico lontano nel tempo e nello spazio. E alla luce delle loro parole, foto e numeri assunsero tutt’un altro significato.

Per chi fosse interessato a saperne di più segnalo un sito bilingue (tedesco e inglese) ricco di testimonianze fotografiche e a parole: Mauerfotos.de.

Le informazioni sopra riportate provengono da:

La foto è tratta dall’ottimo articolo della Wikipedia tedesca: Berliner Mauer

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Commenti

1. Eulinx - 13 agosto 2006

Forse una delle cose più assurde mai capitate in Europa in tempi moderni.
La signora R. deve essere una gran brava persona, mi piacerebbe parlare un po’ con lei. A lei, forse, non piacerebbe parlare con me: la tempesterei di domande!

2. isadora - 13 agosto 2006

La signora R. è una signora davvero dolcissima. E si divertirebbe tantissimo a rispondere a tutte le tue domande 🙂

3. Jenny - 14 agosto 2006

La caduta del muro è un ricordo ancora vivido della mia infanzia. Sarebbe bene non scordarci mai di avvenimenti del genere.

4. sgrignapola - 15 agosto 2006

Mi capito’ di vedere il museo del muro di Berlino al Checkpoint Charlie parecchi anni fa. Di sicuro non e’ interessante come un chiaccherata con Frau R, ma se passate da Berlino andateci, ne vale assolutamente la pena.

5. isadora - 15 agosto 2006

Sgrigna, sai che io – vergogna! – non l’ho visto? La prossima volta che capito a Berlino mi sa che ci vado…

Jenny, sono tante le cose che non ci dovremmo scordare… e invece, guardati intorno, la storia non ci ha insegnato proprio nulla.

6. Baebs - 15 agosto 2006

Sarebbe bello conoscere vecchietti simpatici come la signora R da cui poter imparare tante cose…

Un abbraccio Isa

7. otto - 15 agosto 2006

la sig R ? che sia parente stretta della sig Petrusic ? ma..

8. isadora - 15 agosto 2006

Baebs, non farti sentire dalla mia mamma (o mia suocera!!) a dire “vecchietta” ad una signora della loro età!! 😀

otto, tu sì che sei un vero aficionado! No, la signora Petrusic l’ho conosciuta anni dopo… eh, quanti ricordi…

9. Baebs - 18 agosto 2006

Che gaf Isa: comunque questa signora R. riesco ad immaginarla solo con i capelli bianchi e lo sguardo dolce… forse sono pazza 😉

Un abbraccio Isa e a presto!

10. adaad - 5 dicembre 2006

puzzi

11. isadora - 5 dicembre 2006

Be’, questo spam qui è talmente bello che ce lo lascio 🙂

12. kia - 9 dicembre 2006

sono andata qst anno a berlino..siamo andati a vedere i resti del muro..impressionante..mi ha lasciato perplessa..ma ne vale assolutamente la pena vederlo..

13. Marcello1997 - 16 gennaio 2007

Sono stato a Berlino 2 anni fà. Mi ha affascinato molto proprio la storia della città divisa. So che quella divisione è stata fonte di sofferenza per tante persone. E ringrazio Iddio che quel dannato muro sia venuto giù! Però, non so che darei per vedere la città murata. Per passare un giorno nella Berlino Ovest e un giorno nella Berlino Est. E’ un mio grande rimpianto, per età anagrafica potevo abbondantemente farcela. Peccato!

14. isadora - 16 gennaio 2007

Be’, guarda, Marcello, il muro in gran parte non c’è più, ma la città è separata più che mai, dal famoso “muro nelle teste”. Esci dai circuiti turistici e vai a vederti Marzahn-Hellersdorf e ti ritroverai catapultato nella Berlino est che fu, poi vai a Neukölln per vedere la Berlino ovest degli studenti e degli stranieri, a Wedding per la Berlino ovest proletaria e a Zehlendorf per la Berlino ovest benestante. Anche la Ku’damm è rimasta “il centro di Berlino ovest”, anche se lo Zoo non è più la stazione principale. Per il resto aiutano le foto dei siti linkati nel post.

Per me, approdata a Berlino un paio di anni dopo la caduta del muro, uno dei ricordi più incredibili è la distesa di fango che era la Potsdamer Platz dopo la rimozione del muro e prima della costruzione dei palazzi di Renzo Piano. Inimmaginabile.

15. Marcello1997 - 18 gennaio 2007

Si, a Berlino ci tornerò proprio per vedere ciò che dici tu. E penso che lo farò presto, spero già in primavera. Comunque una cosa l’ho notata: nella parte est fanno fatica a sorgere negozi ed altre attività. Nella zona est, dove alloggiavo, al massimo trovi qualche piccolo bar a gestione famigliare, molti negozi di frutta e verdura, ambulanti di wurstel e alcuni locali davvero minimalisti. Tutto molto affascinante, soprattutto se paragonato al caos occidentale che regna nella zona ovest e che fà molta fatica ad affermarsi nella zona ex comunista.

16. isadora - 18 gennaio 2007

Marcello, ne vale la pena. Berlino non è un gran ché da viverci, ma da visitare merita davvero, e non solo i luoghi topici. Poi, se proprio vuoi tuffarti nell’atmosfera “est”, fatti un giretto nel Brandenburgo (ma fai attenzione a non farti identificare come straniero, ché lì non ci vanno molto per il sottile).

17. Marcello1997 - 18 gennaio 2007

(ma fai attenzione a non farti identificare come straniero, ché lì non ci vanno molto per il sottile)
questa la vedo dura, parlo solo italiano… 🙂

18. isadora - 18 gennaio 2007

Guarda, io stavo scherzando, ma dietro ad ogni scherzo c’è anche sempre una mezza verità. Io se dovessi visitare alcune zone dell’ex DDR vedrei di tenere un profilo basso, eviterei le periferie in orario serale e non mi muoverei da sola; dammi pure della paranoica, eh, per carità…

19. Massimiliano - 2 febbraio 2007

Sono capitato per caso in questo Forum, e ho visto che si parla di Berlino!! Be’ anche io ho visitato questa citta’ lo scorso anno e ne sono rimasto davvero molto colpito, tant’e’ che mi piacerebbe ritornarci!! Concordo su quello che ha detto Marcello, mi sarebbe piaciuto vederla proprio nel periodo della divisione!!! e vederla subito dpo la caduta deve essere stato davvero di effetto!!

20. Alberto - 6 febbraio 2007

Buongiorno, sono stato anch’io qualche tempo fa a Berlino e, quello che rimane del muro è stata la cosa più inquietante che mi sia capitato di vedere negli ultimi decenni. Mi inquieta purtroppo ancora di più che in altre patrti del mondo…altri muri vengano edificati!!! L’uomo: animale ragionevole????

21. Marcello1997 - 7 febbraio 2007

Caro Alberto, chiunque visita Berlino torna con una sorta di “nostalgica amarezza” per non avere visto la città divisa. Nostalgia, si badi bene, non per un certo regime politico nè per una situazione di per sè molto drammatica: ma per un fenomeno unico nella storia. Certo, ci sono state altre città divise (se siete curiosi andate a Nicosia): ma in nessun caso si è prodotta una singolarità strabiliante come quella di Berlino.

22. Massimiliano - 8 febbraio 2007

Concordo pienamente con cio’ che hai detto Marcello!!! Non è certo per il regime che c’era che la mia curiosita’ averi avuto nel vedere la citta a quel tempo, ma per la situazione atipica che avevano creato!! Ma come gia’ stato scritto, una certa divisione a Berlino esiste ancora, non so o forse e’ frutto della mia immaginazione!!!

23. Marcello1997 - 13 febbraio 2007

Beh, Berlino Est e Berlino Ovest erano ormai due città completamente diverse: l’unificazione comincia a produrre anche uniformità, ma il processo è lento e ancora sono visibili alcuni segni della divisione. Questi segni sono però, anno dopo anno, sempre meno percepibili. Ed è questo che forse produce una certa “nostalgia” per un passato straordinario che sparisce progressivamente e che non tornerà più.
In soldoni: il cosiddetto “muro nelle teste” non è la stessa cosa…

24. Massimiliano - 14 febbraio 2007

gia’ e’ vero… Stanno man mano modificando tutto cio’ che era stato un mondo a parte!! Be’ peccato!! e fra una generazione anche le teste torneranno ad essere unite!! Spero che con questa mia affermazione, non venga frainteso!! Ma la storia non deve essere cancellata!!!

25. Marcello1997 - 14 febbraio 2007

Non preoccuparti, nessun fraintedimento. Il problema è che unificando la città ci si è accaniti contro i simboli della divisione. Il muro, per esempio, andava abbattuto solo là dove creava intralcio alla circolazione. In alcune zone periferiche andava conservato con tutti i suoi sistemi di sicurezza. Lo stesso dicasi per gli edifici dell’epoca comunista: andavano tutelati e non abbattuti come accade con il Palast der Republik. Oggi frotte di turisti visiterebbero questi monumenti allo stesso modo con cui si fà con Pompei.
Insomma, stanno distruggendo una città unica per soppiantarla con una banale e comunissima.

26. Massimiliano - 15 febbraio 2007

Finalmente qualcuno che la pensa come me!!! Pensavo e dicevo la stessa cosa, lo scorso anno quando ero in visita a Berlino!! Ma perche’ tutto questo accanirsi (dicevo) sulle costruzione, e abbatterle in modo cosi’ drastico!! Certo, il muro nei punti nevralgici della citta’ doveva senza dubbio lasciare il posto alle comunicazioni , ma come dicevi, tutto il resto che senso aveva? Chissa’, forse noi ragioniam cosi’ perche’ non lo abbiamo vissuto direttamente come simbolo di divisioni e restrizioni!! Poi l’abbattere anche il palast de republick perche’ troppo amianto da come mi sembrea di aver capito, anche quello un errore!! Concordo con Te, purtroppo diventera’ una citta’ come il resto delle altre, con qualche ricordo in penombra ma non piu’ sigificativo, come lo sarebbe potuto essere…. Non e’ certo la stessa cosa, ma e’ come se noi in a Roma avessimo voluto abbattere che so, il Colosseo perche all’interno all’epoca si svolgevano mattanze di uomini, oppure distruggere tutte quelle opere che il 20ennio fascista a costruito!!!! Forse e’ proprio questo che noi italiani ci differenzia dai Tedeschi? Be’ a volte lo scordarci il passato non e’ sempre male!!!

27. Marcello1997 - 15 febbraio 2007

I tedeschi hanno l’abbattimento facile. A me di Berlino perplime anche un’altra cosa: hanno lì, intatto, il bunker di Hitler. Non lo fanno visitare perchè hanno paura diventi “un luogo di culto per nazisti”. Quindi, per colpa di pochi fanatici, moltissimi amanti della storia non possono visitare quel luogo unico…

28. isadora - 15 febbraio 2007

Be’, su questo tema e su ciò che avete scritto ci sarebbe molto da dire, ma questo, contrariamente a quanto affermato da Massimiliano qualche commento più sopra, non è un forum. Mi prendo quindi la libertà di chiudere qui i commenti.

29. Ancora commenti? « …a casa di Isa - 18 febbraio 2007

[…] dal blog (anzi no, proprio dal pc), si è sviluppata una conversazione sotto ad un post di qualche tempo fa che mi ha infastidita al punto da portarmi a chiudere i commenti al post in questione. Una […]


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