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Appunti di viaggio 21 settembre 2006

Posted by Isadora in Sammelsurium.
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A Monaco è tempo di Oktoberfest e la gente se ne va in giro vestita come in una pubblicità di birra: insospettabili impiegate si aggirano in Dirndl per i corridoi della centrale, signori in Lederhose passeggiano per la città e nessuno (a parte gli aliens come me) sembra farci caso. La nostra grande Madre ha addirittura prenotato i posti, suddivisi per dipartimento: all’entrata basta dire alla tettuta signorina di quale unità si faccia parte per venire efficientemente dirottati al tavolo giusto e tutti – a Monaco – si comportano come se fosse una cosa normale. Il resto della Germania, ingenuamente convinto che l’Oktoberfest sia un’istituzione per turisti giapponesi, non si capacita. E io con loro.

Durante una pausa tra una riunione e l’altra faccio un giretto per i miei blog preferiti per rilassarmi. Andate a leggervi questo post della Viscontessa, un piccolo cameo sulle idiosincrasie dei blogger. Ho riso di cuore (e qua e là, lo ammetto, mi ci sono ritrovata – e ci ho ritrovata anche lei…).

In treno sono tutti indaffarati con miriadi di laptop e cellulari. Il laptop ce l’ho anch’io, ma il solo pensiero di aprirlo per leggere l’ennesima presentazione in power point mi fa venire l’angoscia. E poi il ragazzetto seduto di fianco a me, che da quando siamo partiti scrive mails col blackberry e telefona col motorola, mi sta facendo diventare isterica. Questi appunti sono il meglio che possa fare in queste inumane condizioni di inquinamento acustico. Perdonatemi.

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Commenti

1. sgrignapola - 21 settembre 2006

E quelli che fanno partire il laptop solo per giocare a solitario? Impagabili.

2. Jenny - 22 settembre 2006

Hahahahh si troppo forti 🙂
Cmq Monaco mi è piaciuta molto, e mi piacerebbe vederla “sotto” Oktober fest. (insomma, non solo per bermi una buona birra hehe)

3. perec - 22 settembre 2006

adoro il dirndl. mi piace da matti. ne possiedo anche più d’uno. certo, a roma non vanno molto di moda, ma in fondo nessuno capisce la vera eleganza… (tanti baci, isa)

4. sgrignapola - 22 settembre 2006

Cosa e’ il dirndl ?

5. gocciacontinua - 23 settembre 2006

Isa grazie volevo sapere come iscrivere il mio blog
su qualche motore specifico… ma mi sa che e difficile farlo con il tuo aiuto

Ciao

6. isadora - 23 settembre 2006

Jenny, effettivamente è uno spettacolo… Monaco è in ogni caso una città tutta particolare e molto poco “tedesca”.

perec, no, dai, non dirmi queste cose! Più di uno?? Io non sento il fascino del folklore, sinceramente, specialmente se non ho legami di sorta con la cultura da cui proviene…

sgrigna, il Dirndl è l’abbigliamento tradizionale delle donne bavaresi (vai qui: Dirndl su Wikipedia): camicetta bianca con maniche a sbuffo, corpetto e gonna ampia con ammeniccoli vari e stelle alpine ad oltranza 🙂
Sul tema laptop: il bello è che quelli che giocano a solitaire (la maggioranza) sono anche quelli che sembrano indaraffatissimi!! Io invece scrivo stupidaggini per il blog sul pda, che sembra più professionale… 😀

goccia, se mi scrivevi una mail avevamo già concluso. Io purtroppo al momento ho pochissimo tempo libero, quindi per mail mi è più comodo (un giorno scriverò un pezzo sui vantaggi della comunicazione asincrona eh?). Ciao a te.

Oh, ma che lettori siete?? Scrivo “cameo” con una “emme” sola e nessuno dice nulla? Vado a correggere, và…

7. perec - 23 settembre 2006

isa, io sono attratta dalla kitscheria in genere… sono in grado di mettermi jeans, maglietta bianca e zoccoli olandesi, senza fare un plissè… e anche la giacca e il corpetto di lana cotta per me sono affascinantissimi…

8. isadora - 23 settembre 2006

Ecco, sì, le giacche di lana cotta piacciono anche a me… ho più “remore” nei confronti dei volants…

9. riccionascosto - 23 settembre 2006

Isa, non solo bavaresi: anche – e soprattutto, credo – tirolesi (nord o sud, non ha importanza).
Devo avere da qualche parte una foto mia e di mio fratello piccoli: io con un dirndl rosso a fiorellini bianchi (e grembiule verde), e i capelli legati in una corona di trecce sulla testa, mio fratello con i Lederhose.
Chissà che fine hanno fatto…
E poi: Ho due giacche di lana cotta (una Geiger rossa e una Giesswein blu) e guai a chi me le tocca! Le ho da almeno 10 anni e sembrano appena comprate…

(quanto a “cameo” te l’abbiamo perdonato perché pensavamo fosse English style; a dire il vero non amo blogger con l’acca, ma visto che a volte scrivo bloggheresse… nessuno è perfetto, insomma :P)

10. silvia - 23 settembre 2006

Isa cara, io non ti avevo corretta perché “cameo” era giusto con una m sola in questo caso.
Quando si intende la pièce interpretativa ha una “m”, mentre ha due “m” il termine relativo all’oggetto, la gemma intagliata.

La solita rompiballe! 😀

11. isadora - 23 settembre 2006

azz… Silvia, e ci hai pure ragione! Ricorreggo… vi ho sottovalutati… Avrei un progettino in mente… non è che ti offri volontaria per farmi da correttrice di bozze? 🙂

Riccio, ecciai ragione anche tu, corrego anche quello, dai, già che ci sono! La foto in Dirndl, però, prima o poi la voglio vedere!! 🙂

Belle donne, ma l’avete letto il post della Vis? A me è proprio piaciuto!!

12. silvia - 23 settembre 2006

Isa, a tua completa disposizione! La tutina da pignolik2 mi dona assai ;-).

Il post della Vis l’ho letto ed è notevole! Solo che come spesso accade l’ho letto in una pausa sul lavoro e quando ridacchio da sola fissando lo schermo mi guardano sempre un po’ perplessi (ormai la mia reputazione è in briciole! :-D)

13. PlacidaSignora - 23 settembre 2006

Hai fatto foto? :-*

14. isadora - 23 settembre 2006

Ah, Placida, purtroppo ero in giro per lavoro e, finché non sono salita sulla metropolitana, neanche mi ricordavo che fosse già tempo di Oktoberfest… se ci torno la prossima settimana mi munisco di macchina fotografica!! Bacione!!

Grazie Silvietta, ci tornerò su quando avrò concluso l’operazione trasloco… 😉

15. perec - 23 settembre 2006

l’operazione trasloco? con vero sprezzo del pericolo stai per affrontare l’operazione trasloco? perdinci, che donna…

16. isadora - 23 settembre 2006

Eh, perec, sono una donna dalle mille risorse, io… 😀

17. perec - 23 settembre 2006

e dagli ottocentossessantamila scatoloni, anche? più o meno quelli servono a me per traslocare…

18. isadora - 24 settembre 2006

Guarda, perec, io gli scatoloni ho smesso di contarli…

19. riccionascosto - 26 settembre 2006

No, no… gli scatoloni DEVI contarli (e soprattutto, etichettarli e mettere da qualche parte un sunto del contenuto). Così saprai già cosa spacchettare prima, all’arrivo.
L’ultimo trasloco che ho fatto, mi sono dovuta assentare per un’ora, lasciando a mio marito il compito di seguire i trasportatori, vedere cosa mettevano negli scatoloni ed etichettarli di conseguenza.
Il risultato?
Ho dovuto spacchettare tre giorni prima di trovare caffettiera e zucchero… (e non li ho comprati, così la prossima volta impara! 😛 😉 )

20. isadora - 26 settembre 2006

be’, ricciola, noi che siamo tipi “risparmiosi” impacchettiamo da soli, pensa che abbiamo già impacchettato quasi tutto e ora sopravviviamo accampati tra i cartoni, che occupano metà dello studio e un pezzo di soggiorno. Un delirio. (La caffettiera non sarà un problema, visto che, insieme al macinacaffé, occuperà un cartone per conto suo… 😉 )

21. perec - 26 settembre 2006

numera gli scatoloni, isa… salva la vita!
ho chiamato il tipo, ieri. la segretaria mi dice che egli si sposa questo sabato e che pertanto lo sentiro’ solo la settimana prossima. nel frattempo, studio. e ho questa pessima tastiera in ufficio, che non mi fa alcune lettere o accenti. per cui faccio esercizi oulipiani per scrivere senza usarne…

22. silvia - 26 settembre 2006

Isa, io spero che voi abbiate scritto su ogni scatolone che cosa esattamente contiene o sono veramente c****!!! Considera che io gli ultimi scatoloni li ho aperti con tutta calma mesi e mesi dopo il trasloco, cosa del tutto improponibile se non avessi saputo l’esatto contenuto!

23. isadora - 26 settembre 2006

Silvia, ma lo sai, no, che io sono pignolik?! 🙂
Comunque, essendo questo il terzo trasloco in sette anni, ho sviluppato una filosofia zen tutta mia: se non trovo qualcosa che mi serve, invece di arrabbiarmi, la compro 😀

24. riccionascosto - 26 settembre 2006

Isa, l’ultimo trasloco era pagato dall’ufficio (apposta impacchettavano loro) e in ogni caso, le cose più preziose le avevo già messe negli scatoloni da sola. Sai com’è… fidarsi è bene, non fidarsi è meglio.
(Tre traslochi in sette anni? Pfui… dilettante! Io una volta ne ho fatti tre in sei mesi!. Il mio record è comunque di due in tre giorni – ovviamente abbiamo “smontato” due case diverse!) 😉


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