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Finiremo come Borg 27 dicembre 2006

Posted by sgrignapola in L'angolo di Sgrigna.
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La Bertè non c’entra. Avete presente quelli cattivi di Star Trek (che sono poi diventati i tecnodroidi di Natan Never)?
Mi e’ capitato di leggere questo articolo sul futuro dei telefonini.
A quanto pare diventeremo come i Borg: un ricercatore afferma che in una ventina d’anni useremo il pensiero per comunicare con macchine e umani. Una tecnologia di questo tipo, si legge, e’ gia stata messa a punto da Cyberkinetics. Davanti alle novità io mi spavento sempre: sopratutto davanti a quelle tecnologiche. Le rifiuto, così per partito preso, giusto per oppormi.
Ne diffido, perché so che mi cambieranno, mi trasformeranno in qualcuno che non voglio diventare.
Sono infantile, lo so, ma diventare mi dà proprio fastidio.
Ma non c’è scampo: saremo assimilati, probabilmente non ce ne accorgeremo neppure. Anzi ci siamo già incamminati su questa strada: si vendono servizi di tracking per i figli. Sei ansiosa? Piazzi un bel telefonino in tasca a tua figlia e puoi seguirne gli spostamenti via internet (qui con trenta giorni gratis).
Adesso glielo metti nella cartella, tra un po’ finisce negli orecchini della prima comunione e poi in un chip sottocutaneo e via.
Mi chiedo cosa sarà del lavoro, come diventerà. Come si trasformerà la politica. Cosa sarà l’identità e l’individuo.
La vita quotidiana farà schifo uguale?
O dovrò lottare per avere il diritto all’infelicità?

Commenti»

1. algonuevo - 27 dicembre 2006

io invece non vedo l’ora. Chi saprà cosa farci avrà una vita migliore. Chi no ce l’avrà peggiorata. Ma è così anche oggi.
p.s. Io la holga la uso da anni, se ti servono delle dritte fammi sapere
algo

2. PlacidaSignora - 27 dicembre 2006

Col galòp che ho pure nei pensieri, mi sa che nei comandi combinerei casini infiniti…;-D*

3. perec - 27 dicembre 2006

no! io no! non sopporto di essere controllata, pedinata, tacchinata, scannerizzata! io sono mia. una variabile impazzita (augures, sgrigna, tanti ma tanti…)

4. sgrignapola - 27 dicembre 2006

Algonuevo: lo so il mio e’ un atteggiamento infantile, ma ho una paura profonda verso cio’ che cambia. Perche’ sento che in fondo a ogni cambiamento, ma in fondo in fondo, ci aspetta la morte (eh si’ questo “tocco” natalizio ci voleva).

Placida: qullo l’ho pensato anche io. Quando vado al supermercato a comprare un pezzo di formaggio ci metto mezz’ora a scegliere. Se vado a comprare i vestiti poi, non parliamone. Se mandassi comandi ad una macchina col pensiero la incepperei, anzi la fonderei.

Perec: infatti altro che biopolitica e controllo, credo che alla fine ci saranno due classi di persone quelle che si faranno controllare e vivranno bene e quelle che vivranno al di fuori: incontrollabili, povere e libere. Ma in fondo e’ cosi’ anche adesso. C’e’ chi ha carta di credito e telefonino e dorme in un letto tutte le sere e chi no.

Un altro aspetto che mi incuriosisce e’ quello del rapporto io e corpo. Avremo un chip nel cervello che non solo comanda la nostra auto, ma conterra’ gran parte delle nostre “utenze”: chi siamo, cosa possiamo o non possiamo fare al lavoro. Cosa possiamo o non possiamo comprare al supermercato. Anche cosa potremo volere?
E soprattutto, avra’ l’elasticita’ della materia organica?. Cambiera’ a seconda delle nostre esperienze? O secondo l’esigenza di qualche altro? Le nostre sensazioni come cambieranno?
Tra vent’anni faccio sapere com’e’ andata. Nel frattempo se la mia voce assume un tono metallico avvertitemi.

5. perec - 28 dicembre 2006

questa cosa del target la consideravo moltissimo, quando facevo la copy. il target, come parlargli, cosa propinargli, come sgambettarlo. adoravo, già allora, i compratori d’impulso. quelli che comprano qualcosa perché gli va, non solo perché glielo metti al giusto punto al supermercato, esposto alla giusta altezza di sguardo, o glielo impaccheetti coi colori giusti. per esempio, è codificato che il cibo blu è percepito come velenoso, quindi niente creme di piselli blu. tempo fa ho scopeerto il cavolo nero. quando lo frulli con qualcosa viene tutto di un bel fucsia, lillino anche. repelleente, il colore del cibo sarebbe considerato repellente. adoro il fatto che tutti se lo spazzolano, al contrario. questa cosa del microchip che classifica e fa ordine nei tuoi acquisti e nelle tue abitudini per segnalare le tue potenzialità di acquisto è già accaduta. tempo fa visa mi ha bloccato la carta, col sospetto che non fossi stata io a fare un certo acquisto. era una cosa via internet, che in effetti non farebbe parte delle mie abitudini. ci ho messo un po’, un pomeriggio per sbloccare la caarta, e convincerli che ero stata io a fare quell’acquisto. così, oltre al telefono (controllato da anni…), ora so che anche la mia vita è controllata. dalla mia carta di credito!

6. sgrignapola - 28 dicembre 2006

perec, hai provato a comprare il polonio online?
Va te, che t’abbiamo sgamata🙂

7. stefigno - 31 dicembre 2006
8. perec - 31 dicembre 2006

polonio vive solo per il bardo. il resto son futilezze, futilezze incresciose. baci. e auguri. alla isa, e a sgrigna.

9. isadora - 3 gennaio 2007

Mah, Sgrigna, quando m’iscrissi io all’università evitai accuratamente di studiare informatica, perché allora si narrava (non scherzo) che nel giro di pochi anni l’intelligenza artificiale sarebbe stata così sviluppata che i programmi si sarebbero scritti da soli e gl’informatici sarebbero diventati superflui. Va be’. Indovina cosa faccio adesso.

Secondo me la tecnologia e la sua applicazione trovano il loro limite nella natura dell’essere umano: innanzitutto non sempre siamo in grado di realizzare le nostre visioni (per fortuna, dico io), in secondo luogo molte idee realizzabili tecnicamente si rivelano perdenti nell’applicazione per via della mancanza di accettazione da parte dell’utente. Qualche anno fa, per esempio, alcune case automobilistiche misero sul mercato automobili di segmento alto che “parlavano” col guidatore: fu un flop miserabile, perché nessuno voleva una macchina che ogni due minuti ti ricordasse con voce suadente di allacciarti le cinture di sicurezza, di chiudere la portiera, o di fare benzina, a volte anche in situazioni inappropriate.

Il chip all’orecchio della figlia mi sembrerebbe una cosa abominevole (ma che ne direbbe Natascha Kampusch?), all’orecchio del mio gatto mi parrebbe una cosa sensata. Forse perché non ho un gatto, ma una mamma che il chip – se potesse – me lo metterebbe addosso immediatamente🙂


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