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Italia, questa (s)conosciuta 3 gennaio 2007

Posted by Isadora in IsaSuGrazia.
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Torno in Italia dopo un anno di assenza a passare le feste con i miei genitori. Tornare “a casa” è per me sempre un momento magico, salgo sull’aereo e nello spazio di un’ora vengo riavvolta in suoni, odori e sapori familiari, voci amiche, luoghi noti. La mia lingua madre. I cibi della mia infanzia. La televisione della mia infanzia.

Sì, la televisione della mia infanzia, se va bene, della mia adolescenza. Accendo la tv e c’è Pippo Baudo (coi capelli castani) che conduce una trasmissione, passa la pubblicità e vedo un Mike Bongiorno più vivace che mai; su tutti i canali, agli orari più disparati, mi tocca Massimo Ranieri vestito da impiegato di banca che canta canzoni di quarant’anni fa. C’è anche qualche novità: Paolo Belli, che nei miei ricordi era il cantante dei Ladri di biciclette, fa alienanti stacchetti parlati in una trasmissione televisiva di cui ho prontamente dimenticato il titolo. A Fiorello sono venuti un po’ di capelli bianchi, ma il ruolo è ancora quello del simpatico e ammiccante genero che ogni suocera vorrebbe avere. C’è ancora “Striscia la notizia”, ci sono le veline, tutte diverse eppure tutte uguali da un paio di lustri, Maurizio Costanzo annuncia la novità televisiva del 2007: il ritorno del “Maurizio Costanzo Show”.

E poi c’è Orietta Berti con un taglio di capelli delirante che dovrebbe “modernizzarla” ed in realtà è la palese capitolazione del povero parrucchiere di fronte all’impossibile sfida di svecchiare l’immagine di una donna che del suo aspetto così rassicurante e materno ha fatto il suo marchio di fabbrica. Rotondetta e gioviale come se da “Quando la barca va” fosse passato mezzo mese e non mezzo secolo, appare in svariate trasmissioni e mi sorride simpaticamente da un’improbabile campagna pubblicitaria che sembra essere stata concepita negli anni cinquanta.

Le novità non finiscono qui. Alba Parietti, a suo tempo pioniera delle labbra a canotto e del look trash siede con aria compita e acconciatura da signora della buona borghesia in un talk show pomeridiano non meglio identificato, alla radio risuonano le note di una vecchia e bellissima canzone di Riccardo Cocciante, banalizzata dall’incolore interpretazione di Laura Pausini, la créme de la créme dell’attuale panorama musicale italiano. Passano e vanno i volti nuovi reclutati dai realities, ma, a ben guardare, i capisaldi delle produzioni televisive italiane sono immutati da una cinquantina d’anni. Quando ho visto Andy Luotto ho presunto che stesse per annunciare il ritorno di “Quelli della notte”, forse l’ultima vera innovazione, insieme a “Blob”, nel palinsesto televisivo italiano, invece stava solo mostrando con aria compita come riciclare gli avanzi del cenone di fine anno, tema principe di notiziarî e speciali televisivi di questi giorni, come ogni anno.

Salgo sull’aereo che mi riporta “a casa”, la casa in cui vivo ora, con uno strano miscuglio di sensazioni; un piacevole tuffo nel passato, la consapevolezza di essere ogni volta interiormente un po’ più lontana dal microcosmo Italia, la sorpresa di non riscontrare alcun cambiamento reale, ma anche la sensazione di non essere mai stata davvero via e quella stessa voglia di scappare che avevo a vent’anni.

[Questo post è pubblicato sul blog del settimanale Grazia. Per evitare una frammentazione della discussione chiudo qui i commenti e vi invito a seguire il link per lasciare eventuali commenti di là.]

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