jump to navigation

E voi che ci fate qui? 4 gennaio 2007

Posted by Isadora in IsaSuGrazia.
trackback

In seguito al gentile invito a scrivere sul blog di Grazia, un blog legato ad una testata squisitamente e dichiaratamente femminile, mi sono trovata a chiedermi cosa cerchino le donne (italiane) su internet, cosa vogliano leggere. Non lo so. Qui sul mio blog arrivano molti visitatori che cercano “roast beef”, “zucchini ripieni” e “cosa cucino stasera”: saranno donne? Su di un forum che frequentavo anni fa i picchi più alti di commenti femminili si registravano quando si parlava di depilazione (sic). Su un inserto di Repubblica di fine Dicembre Vincenzo Cerami, sotto all’importante titolo “Ricerca di valori”, disquisisce sui flirts via internet. È tutto qui? Non lo so. Non credo che fosse questo ciò a cui pensava Tim O’Reilly quando ha coniato il termine “web 2.0”, né credo che pensasse ad un internet “maschile”.

Fatto sta che l’amico Andrea Beggi, in un post interessante di qualche tempo fa, lamentava la scarsità di presenze femminili tra gli autori di blogs di successo. Ho provato a contraddirlo, ma non ci credevo del tutto nemmeno io. Fatto sta che tutte ‘ste donne emancipate e moderne utilizzano le nuove tecnologie principalmente in modo passivo, un po’ perché in Italia non si ritiene elegante per una donna occuparsi di argomenti “tecnici”, un po’ per la paura, tutta femminile, di “non essere all’altezza” e un po’ perché le bambine vengono educate ad essere remissive, modeste, a non mettersi in mostra, se non per quanto riguarda il loro aspetto fisico (ma questo è un altro argomento).

Che ci faccio io, su internet? Eh, ogni tanto ci cerco le ricette. Principalmente ci lavoro, nel senso che mi guadagno il pane sviluppando applicativi web, poi mi ci diverto, leggendo e scrivendo qua e là, ogni tanto facendo qualche template a tempo perso, ci faccio acquisti (la maggior parte, ormai, per cronica mancanza di tempo), ci leggo il giornale e, tornando al tema del post di ieri, attraverso internet tengo un piede “a casa”. Ho cominciato a tenere un blog perché avevo l’impressione di non riuscire più ad esprimermi decentemente nella mia lingua madre, perché mi sono resa conto che il mio vocabolario attivo si stava restringendo di giorno in giorno, perché, dopo anni di full immersion nella lingua e cultura tedesche avevo trascurato troppo a lungo quelle italiane, perché avevo il desiderio impellente di dialogare con l’Italia di oggi e anche di spiegare il mondo in cui vivo essendo molto spesso confrontata con un’immagine distorta della Germania da parte dei miei amici italiani. La maggior parte di questi obiettivi li ho raggiunti, alcuni li ho superati, stringendo nuove, impreviste e bellissime, amicizie a distanza; l’ultimo è quello più difficile, spesso mi rendo conto di scontrarmi con un muro di totale (immeritato) disinteresse verso l’argomento.

E voi che ci fate qui?

[Questo post è pubblicato sul blog del settimanale Grazia. Per evitare una frammentazione della discussione chiudo qui i commenti e vi invito a seguire il link per lasciare eventuali commenti di là. Non siate timidi e fatemi fare bella figura, accidenti!]

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: