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Taxi 2.0 12 gennaio 2007

Posted by Isadora in PilloleDiGermania.
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Il Web 2.0 lo conoscete tutti: il content-driven web, la rete dei contenuti offerti dall’utente, la tecnologia al servizio dell’informazione e chi più ne ha più ne metta.

Nella cittadina tedesca di Paderborn nasce quello che a me, già infervorata al solo pensiero, verrebbe di chiamare il Taxi 2.0. Una specie di incrocio fra il treno ed il taxi: trenini ad uso individuale che l’utente “chiama” quando ne ha bisogno per farsi portare dove vuole, senza fermate intermedie e senza cambi, utilizzando la rete di rotaie ferroviarie e cercando il percorso più breve via GPS, il tutto senza un conduttore. Il principio di funzionamento, nell’era di Internet, non appare più rivoluzionario di tanto: non c’è una centrale di controllo, ma le mini-carrozze si muovono autonomamente e si calcolano il percorso richiedendo le informazioni di cui necessitano alla centrale.

Un’idea brillante, che, almeno sul suolo tedesco, purtroppo, non trova un pigmalione, forse perché la Deutsche Bahn, finora, non ha interesse a finanziare quella che chiama “ricerca di base”, forse per paura della concorrenza, o forse perché le ferrovie tedesche, rese miopi dalla necessità di ottenere ritorni economici immediati in tempi di vacche magre, non hanno il coraggio di investire in concetti innovativi.

Tutto l’articolo su Spiegel International: German Company Engineers Driverless Taxi

Commenti

1. strudel - 15 gennaio 2007

segnalazione interessante. Mi sembra poco attuabile per i costi e la rovina del territorio, che diventerebbe una groviera. Ma sopratutto rimarrebbe comunque non risolto il problema dei primi e ultimi km. Le ferrovie dovrebbero organizzarsi per offrire un servizio flessibile completo casa-casa. Taxi-treno-Taxi. Bici-treno. Non è esclusa una parziale applicazione del taxi-treno integrando la rete ferroviaria e quella tramviaria. Strudel

2. isadora - 15 gennaio 2007

Ma no, Strudel, l’idea sarebbe di utilizzare la rete ferroviaria esistente, che sul territorio è già presente in modo piuttosto capillare, anche se molte trasse “di provincia” sono ormai abbandonate dalla Deutsche Bahn per via della bassa richiesta. Il titolo del post è fuorviante: avrei dovuto chiamarlo treno 2.0, perché in fondo si tratta di un uso individualizzato del treno, quasi come un taxi. Ma vuoi mettere che bello partire all’orario che decidi tu e arrivare fino al paesello della zia Luisa senza fermate intermedie e senza dover cambiare?

3. strudel - 17 gennaio 2007

Gioco quasi in casa e quindi non c’é fair play. Ho una lauraa in ingegneria meccanica e un passato nell’organizzazione e nella logistica.

1- Se non estendi la rete non spendi. Ma vai solo dove ti consente la rete attuale. Le altre zie rimangono sole.
2- I trenini dovrebbero mettersi in coda ai trenoni. In Italia passa un trenone ogni 10-15 min, le linee sono sature. La Bundesbahn avrà chiuso le linee secondarie perché in perdita. Tu le riapri e ci spendi in ivestimenti fissi e costi operativi. Quante nipotine ci vogliono per avere un ritorno economico? Infine non parti quando ti pare, ma quando la linea è libera e c’è un trenino, o una carrozzetta, disponibile.
3- Guarda i disegni su der Spiegel. Le stazioni esistenti devono essere allargate per consentire entrata e uscita dei trenini. E quando la stazione è in città o in riva al fiume?
4- Par di capire che i trenini non avrebbero la trazione col pantografo ai fili del trenone, ma un sistema aggiunto tipo metro. Pensa agli investimenti ,
5-Un’altra barca di soldi per installare e gestire i computers di prenotazione e tracking.
6- Per non parlare dell’elevato livello di qualità del servizio necessario. Se ti fermi per un guasto chi ti recupera a che costi? chi glie lo dice ai passeggetri dell’eurostar che davanti c’é Isadora ferma?

Facciamo così. Tu mi regali un grande scatolone Rivarossi, io te lo monto ci gioco e te lo mando. Strudel

Ach, e come ti metti con le zie che ti dicono – Ma perché non ci vieni a trovare tutti i giorni adesso che hai il trenino sotto casa?

4. isadora - 17 gennaio 2007

Ecco, sì, Giovanni, l’ultimo punto, direi, è quello davvero dolente… le zie che vogliono che tu le vada a trovare tutti i giorni…😀

Effettivamente sì, la Bundesbahn, che ora è una società per azioni e si chiama Deutsche Bahn AG, si sta concentrando sulle linee a grande traffico perché deve fare profitto.

Le trazione sarebbe – se ho ben capito – magnetica. Cito dall’articolo: “Solenoids, electrically charged in succession, run between the tracks and create a traveling magnetic field that propels individual cars along. The motor basically sits in the track, thus making the vehicles light and relatively inexpensive.”

Giovanni, l’innovazione richiede anche un po’ di coraggio e i problemi – e quelli che sollevi tu sono problemi oggettivi – ci sono e sono lì per essere risolti. Se c’è una cosa bella nella mentalità tedesca è proprio questa: se c’è un problema lo si affronta e si cerca una soluzione. Grazie a questa attitudine un po’ visionaria la Germania è stata per anni uno dei paesi col maggior numero di brevetti (ma purtroppo ormai sono anni che l’innovazione si fa altrove). Prendi l’esempio “Toll collect”, il progetto di pedaggio autostradale elettronico: enormi investimenti, un sacco di difficoltà, era diventato la barzelletta della nazione. Nel frattempo è diventato produttivo, funziona e non se ne parla più, se non per discutere nuovi utilizzi della tecnologia. Ma se ci si fosse lasciati scoraggiare dalle difficoltà non si sarebbe neanche cominciato…


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