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Divagazioni 1 febbraio 2007

Posted by sgrignapola in L'angolo di Sgrigna.
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[Update: questo post senza musica era insipido. Ho aggiornato i link in qualche modo. Tanto qui la temperatura è scesa a venti sotto lo zero e sto aspettando che finisca la lavatrice a monete in questo lercio locale con i pavimenti di cemento, vecchie seggiole di plastica scolorite e stracci di calzini abbandonati qua e là. La televisione in un angolo passa continuamente la pubblicità di un car dealer. Ma non si capisce nulla, lo schermo è verdastro e le casse sono esplose con il millenium bug. Adesso passo tutto nell’asciugatrice, spero di non aver finito le monete]

Nevica da tre settimane, ormai, e la neve mi disorienta.

L’altro giorno passeggiando, divagavo. Di solito mi vengono mente cose singolari di nessun valore. Anche l’altro giorno ho tenuto duro e ho buttato via ogni riflessione che poteva essere utile. La scemata che mi è venuta in mente è che ci sono tre canzoni di autori anglosassoni con il titolo in latino.

E sono tutte tremendamente belle, sono:

Agnus Dei di Rufus Wainwright (qui)
Time Jesum Transeuntum Et Non Rivertentum di Nick Cave (un frammento)
Deus Ibi Est di Mark Lanegan e Isobel Campbell (video live)

E parlano tutte di Dio, di viaggi e di ricerche, di segreti dell’universo, di quotidianità e di lotte con demoni. Di quei posti dove le cose sono più fragili, si scostano un po’ e si intravede una luce dietro.

E si crede che quella coincida con la felicità.

Poi invece, no.

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Commenti

1. isadora - 1 febbraio 2007

Oh, ne conoscessi una… la felicità è un casino, ché quando ce l’hai non la riconosci e quando finalmente l’avresti intravista se n’è già andata. Io mi sono ripromessa di fare di tutto per riconoscerla, la prossima volta che arriva e da allora non si è più fatta viva… 😉
Scherzi a parte, io credo che spesso siamo un po’ presbiti, quando si parla di felicità: scansioniamo l’orizzonte con lo sguardo alla ricerca di una felicità idealizzata che non arriva mai e dimentichiamo di mettere a fuoco la felicità reale delle piccole cose che ci circondano.

2. sgrignapola - 2 febbraio 2007

Eh non e’ che siano proprio pezzi notissimi.
Ma se ti capita butta l’orecchio, vale la pena.
Il primo, quello di Rufus Wainwright, e’ ilpezzo di apertura dell’album “Want two”. La prima volta che l’ho ascoltata mi ha folgorato, dopo un mese di repeat, ho scoperto che c’era pure il resto del disco.
Quello di Nick Cave e’ stato pubblicato sulla colonna sonora di X files come pezzo nascosto, ma non e’ alla fine del CD, e’ il numero zero (beccarlo senza farsi anchilosare l’indice sul bottone del Fast Backward e’ un’impresa). Dopo che qualche consumatore ha mandato alla casa discografica di Nick Cave le bollette del pranoterapeuta per slegare le giunture delle dita, ha deciso di metterlo anche nell’ultima raccolta “Bsides and rarities” come traccia sedici del secondo disco.
La terza canzone sta sull’album “Ballad of the broken seas” di uscito l’anno scorso a nome Isobel Campbell/Mark Lanegan.

Sulla felicita’ passo.

3. dioniso - 11 febbraio 2007

Agnus Dei è il pezzo che mi è piaciuto di più: l’ho scaricato.
Saluti e buona domenica.
dioniso

4. brigidafraioli - 12 febbraio 2007

vorrei averla io un po’ della tua neve… anche io ho voglia di “divagare” 🙂

5. sgrignapola - 12 febbraio 2007

Eh Brigida, stamattina mi sono alzato ed un’altra fortissima nevicata ha ammutolito il paesaggio. Avrei volentieri speso la giornata alla finestra ad osservare il silenzio, ma purtroppo la neve non e’ sufficiente per far chiudere le strade. Incrocio le dita.


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