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Ancora commenti? 18 febbraio 2007

Posted by Isadora in Sammelsurium.
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Non scriverò un trattato sul perché mi prendo la briga di curare un blog. Neanche sul senso dei blog, né sul dialogo, nemmeno su internet – ah così democratica. Non amo i metapost, i metablog e le meta seghe mentali, ma… ebbene sì, c’è un ma. Proprio negli ultimi giorni, in cui per semplice (cronica, ormai) mancanza di tempo sono stata “lontana” dal blog (anzi no, proprio dal pc), si è sviluppata una conversazione sotto ad un post di qualche tempo fa che mi ha infastidita al punto da portarmi a chiudere i commenti al post in questione. Una conversazione normalissima, civilissima, banalissima. Una conversazione. Banalissima.

Tutto ok, insomma, perché scaldarsi per una banalissima conversazione? Be’, io, per mia fortuna, sono una dalle arrabbiature intense ma brevissime: a meno che non si tratti di questioni davvero importanti, mi sfiammo nel giro di pochi secondi, finendo per sorridere di me stessa e del mio, come lo definiscono i miei amici tedeschi, temperamento passionale.
Fatto sta che quando si confeziona un pensiero e gli si regalano ali si spera che voli lontano e raggiunga qualcuno che sappia che farsene. E quando ci si accorge che il pensiero con le sue belle alucce è finito in un angolo a mendicare attenzioni dai passanti ricevendo in cambio solo qualche spicciolo si è dispiaciuti. Tutto qui.

Interessante concomitanza di eventi fa sì che in questi giorni, sul blog di babsi jones, si sia sviluppata una discussione interessantissima sul tema del ruolo dei commenti nel blog, innescata da un post di babsi che ho letto con estrema partecipazione. Volete ridere? Non ho commentato. Ma mi ha dato da pensare, quello che ha scritto, perché il tema è uno di quelli che sento da quando ho cominciato a mettere ali ai miei pensieri, da quando, prima su di un forum, poi su OCE, ho smesso di tenerli per me e li ho messi per iscritto su piattaforme pubbliche. Babsi ha scritto parecchie cose sul tema “commenti” che per la maggior parte condivido. Una in particolare voglio farla mia e riportarla qui, perché riassume efficacemente il mio punto di vista:

[…]lo spazio commenti di questo blog è per chi, non avendo un blog proprio, vuole continuare la storia, addizionare immagini, aggiungere in coda un frammento di sé, lungo o corto che sia.[…]

Ecco, questo volevo dire. Continuare la storia. Addizionare immagini. Sarebbe proprio bello. Anzi, è bello, quando capita.

Per il resto, vi invito ad andare a leggere da lei. E già che ci siete, prima di commentare, leggetevi anche questo bel prontuario per il commentatore: ironico, brillante e, soprattutto, dannatamente centrato.

Commenti

1. Marco - 18 febbraio 2007

Personalmente, mi darebbe molto fastidio se un mio post si trasformasse in un forum e capisco la tua scelta di chiudere i commenti; quello che mi piace pensare è che un post diventi maggiorenne (tu parli di “mettere le ali”, il concetto è quello) una volta pubblicato: tu genitore dai a tuo figlio un’impronta, poi, una volta a contatto con il mondo esterno, starà a lui decidere che direzione prendere, magari in contrasto con le tue, magari in parziale accordo, tu potrai sempre cercare di reindirizzarlo (o comunque di discutere con lui), ma le sue strade non saranno più sotto il tuo controllo.

2. isadora - 19 febbraio 2007

Bravo Marco, unico coraggioso…🙂 Bella immagine, quella del post che diventa maggiorenne. Mi ha fatto pensare che, se fossi madre, sarei una grandissima rompiscatole.

3. Marco - 19 febbraio 2007

Non per generalizzare, ma esiste una madre non rompiscatole?

4. sgrignapola - 20 febbraio 2007

Anch’io ho seguito la faccenda, confesso, pero’ che mi ha infastidito, il pezzo di Genna. Capisco la questione dei contenuti, gemmazioni, prendi e porta via, condivisibile. Certo.
Ma nel “vi manca la finistrella dove vomitare? Cazzi vostri” mi sono perso. I commenti sul blog di Babsi mi son sembrati tutti civili e a tema, lei li modera e dunque e’ difficile avere la misura dell’insoluto, pero’ sugli altri blog che ho letto, di bile e di resti della cena di ieri non ne ho trovati proprio. L’espressione a me -si’- e’ risultata proprio indigesta. Anche se ovviamente non era questo il punto della discussione.

Poi mi sembra anche che si sia un po’ polarizzato tra blog con contenuti e blog piu’ “sociali” dove le dinamiche di interazione prendono il sopravvento. I contenuti nascono anche nei secondi, ma sono ovviamente piu’ leggeri. Su alcuni blog ci sono scambi di battute che sono genio puro e non mi sembra giusto declassarli a semplice comunicazione senza contenuti. Se devo ringraziare Babsi, perche’ mi ficca spessissimo a testa in giu’ in quello che sono (gratis e senza personal trainer), devo pure ad altri blog “sociali” momenti di assoluto genio comico.I contenuti ci sono solo che si sviluppano diversamente.

5. Silvia - 20 febbraio 2007

Ciao Isa.
Ho letto quel pezzo di Babsi. L’ho letto tre volte, poi mi sono letta pure la biografia, giusto per aggiungere qualche informazione di supporto al quadro che mi sono fatta.
La prima, ho colto il lato spiritoso, ma ho percepito il pelo del gatto che cominciava ad alzarsi e così l’ho letto con attenzione le altre due volte e ad ogni passaggio la prima sensazione si è acuita in modo esponenziale.
Avrei qualcosa da ridire su ogni punto, ma segnalo solo un paio di passaggi: Appartamento. Certo che un blog è un appartamento, ma è un appartamento con la porta sempre aperta su una strada trafficata, non puoi sperare che non entri mai nessuno che a te non piace, il mondo è bello perché è vario e non siamo tutti uguali; chi entra fa un giro, magari due, poi molto probabilmente se non va d’accordo con i padroni di casa o con gli altri ospiti se ne va senza tanti drammi, al limite vale sempre il buon calcio nel didietro per i refrattari.
Gratis. Certo che leggo gratis, ma (a prescindere dal cattivo gusto con cui fa notare che magari ci spende pure due soldini), a lei mica glielo ha ordinato il medico di fare la blogger; e se anche glielo avesse suggerito caldamente l’analista, di sicuro non glielo ha imposto. Inoltre, se è pur vero che io usufruisco di un qualche servizio (in senso lato e discutibile), il blogger esiste proprio perché io lo leggo, nell’ottica dell’esistenza come essere conosciuti e ri-conosciuti: se nessuno legge il blog il blog non esiste (deliri di solipsismo a parte) e quindi addio al proprio piccolo o grande bisogno di esibizionismo.
Insomma, ho trovato il post arrogante, presuntuoso, ai limiti dell’offensivo e della maleducazione gratuita.
Ho lasciato agli anni della gioventù l’apprezzare l’intelligenza delle persone solo in base alla loro cultura, al loro sfoggio di ottimo italiano, alle conoscenze vaste e trasversali; con gli anni sempre di più giudico intelligente una persona che ha empatia, che sa relazionarsi in maniera sincera e diretta con gli altri, che sa tollerare con leggerezza di cuore ma senza superficialità le ovvie differenze tra le diverse tipologie di esseri umani, che sa comprendere i propri e gli altrui limiti vivendoli con serenità e non come ostacoli da tentare inutilmente di abbattere, in quanto oggettivi. L’intelligenza senza sensibilità è un puro esercizio ingegneristico, tecnicamente perfetto, ma la cappella sistina è stata fatta col sentimento.
Quello è un appartamento che non visiterò più, non ho tempo da dedicare agli arroganti.

6. isadora - 20 febbraio 2007

Marco: non nella mia famiglia.🙂

Sgrigna: ho letto il post di Genna e mi è parso una “regolata di conti” con qualche suo commentatore. Non sono una lettrice fedele di Babsi, quindi non sono sicura, ma per quello che ho visto nessuno l’ha insultata.

Silvia: non sono d’accordo. Nemmeno io amo l’arroganza fine a sé stessa, ma non amo neanche l’idea di non poter esprimere la mia opinione senza dovermi preoccupare del fatto di essere considerata arrogante e/o presuntuosa (presuntuoso è chi vorrebbe, ma non può; Babsi può, a mio parere).
C’è secondo me un errore di fondo, nel tuo ragionamento: il blog non è uno strumento per “relazionare” (almeno non lo è secondo me e a quanto pare neanche per Babsi). Per quello ci sono le chat, i forum, i bar, le discoteche. Il blog ideale secondo me informa. In modo diverso da un giornale, certo, qui non c’è una redazione. È tutta roba artigianale e squisitamente soggettiva. E le “lettere al direttore” vengono pubblicate immediatamente e senza filtro. Ora, visto che io non ho una redazione che selezioni le lettere più belle per pubblicarle, posso solo sperare nell’educazione (intelligenza? sensibilità? buon gusto?) di chi scrive. Secondo me è maleducato chi approfitta di questa “mancanza di filtro” per venire a farsi due chiacchiere sotto ai miei post: non fa altro che dimostrarmi con ben poca delicatezza che di quello che scrivo/penso io non gliene importi nulla. Ciò non toglie che ognuno sia libero di pensarla come crede, compresa Babsi e compresa me.

7. la funambola - 20 febbraio 2007

marò com’ è piccolo il web! :))

condivido i pensieri di silvia, financo nelle virgole perchè son pensieri buoni e onesti.
babsi è donna di straordinaria intelligenza ma le difetta la compassione, come difetta alla maggior parte dell’umanità.
quale rivoluzione, se il nostro cuore è al buio.
quale pace, se le parole son parole di guerra.
io non mi sento in guerra e non combatto nessuna battaglia.
babsi, come tutti quelli che si sentono investiti “dal sacro fuoco della scrittura” dovrebbero essere più delicati con le parole che maneggiano con tanta maestria.
dovrebbero chiedersi onestamente e fino in fondo il motivo che li spinge a scrivere.
il talento senza consapevolezza, senza bontà, può fare molti danni.
un bacio smandrappone. è da un po’ che non vi palpo amorevolmente.
baci sempre in pace
la funambola

8. Silvia - 20 febbraio 2007

Isa, sai che malgrado il mio aspetto da algida nordica mi si chiude facilmente la vena, ma, a parte il mio accaloramento, non ritiro nulla di ciò che ho detto.
Non credo neppure di commettere quell’errore che mi segnali, anche se lo conservo come un ottimo spunto di riflessione ed un punto di vista diverso dal mio.
Permettimi una ultima osservazione: “non fare agli altri ciò che non vorresti fosse fatto a te” è una gran bella frase. Chiudere quel decalogo aggiungendo un update esplicito (ma del tutto inutile, essndo lei la padrona di casa) e finanche rimarcato con sottolineatura sull’utilità e possibilità di commenti a suo imprescindibile (pre)giudizio è una caduta di stile per me disarmante.

baci, stellassa! e baci alla Fu che mi è sparita!


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