jump to navigation

Vera Lutter (spin off) 1 marzo 2007

Posted by sgrignapola in L'angolo di Sgrigna.
trackback

Il precedente post di Isa sulla camera oscura mi ha fatto venir in mente un’artista tedesca: Vera Lutter. Sono stato ad una sua conferenza un paio di anni fa, nella quale aveva raccontato come aveva scoperto, approfondito e reinterpretato la camera oscura. La tapina studiava a New York. Un giorno le è venuta l’idea di coprire completamente le vetrate di una camera della sua abitazione con del cartoncino nero e di piazzare delle lastre di pellicola sull’opposto muro dell’appartamento. Ha aperto un buco delle dimensioni giuste per avere le immagini a fuoco sulla parete e ha lasciato tutto a macerare per non so quanto. Alla fine ha ottenuto delle fotografie grandi come degli affreschi di una chiesa: metri per metri. Adesso gira con un container al posto della macchina fotografica.

Un aspetto notevole è la non riproducibilità delle opere, per via della dimensione delle lastre e della loro granularità. Sono opere uniche e conservano così la loro aura, ponendosi in controdendenza rispetto alla normale fotografia. L’effetto, che, comunque, ho trovato più interessante, è quello degli oggetti fantasma. Ovviamente, dati i tempi di esposizione geologici (che possono arrivare ad una settimana) gli oggetti che si muovono velocemente non lasciano alcun segno, mentre quelli che si muovono lentamente o lungo traettorie ripetitive lasciano “impronte” più pesanti. È impossibile trovare figure umane nelle sue opere, perché si muovono così rapidamente che non possono essere catturate dal dispositivo (pare che gli unici esseri viventi “fotografabili” siano quelli in fila ai refettori delle caserme CAR), diversamente gli oggetti statici lasciano impronte forti. C’è una foto, nella quale si vedono delle auto parcheggiate. Quelle che non si sono mai spostate si vedono nettamente, quelle dei pendolari che cambiavano spesso posizione sono più sfumate. In questo modo si inserisce nella fotografia qualcosa che le è estraneo come il tempo con il suo strisciare e i suoi fantasmi: queste foto diventano delle metafore dell’effimero nella vita. Della vita. E del rapporto tra vita e luce.

Qui una serie di immagini.

Annunci

Commenti»

No comments yet — be the first.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: