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Chinatown a Berlino 24 maggio 2007

Posted by Isadora in Berlino.
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La notizia è del 21 di maggio: la giunta comunale della cittadina di Oranienburg ha approvato il progetto di costruzione di un quartiere cinese in un’area attualmente occupata da un aeroporto sovietico ora in disuso. Il progetto prevede la costruzione di edifici in stile, abitazioni e negozi per circa duemila abitanti e per investitori cinesi.
Il progetto è mastodontico: a partire dall’autunno del 2008 dovrebbe iniziare la costruzione di edifici, pagode, un centro salute, ristoranti, un parco, il tutto circondato da una muraglia cinese ingentilita da piante.

Oranienburg è una cittadina dell’ex repubblica democratica tedesca che confina con il nord di Berlino. Poco più di quarantamila abitanti, ad oggi 3780 disoccupati. Una delle tante città satelliti che sopravvivono nel triste Brandenburgo all’ombra della capitale. Il Brandenburgo, la regione che circonda Berlino, è il luogo per eccellenza dei progetti faraonici andati a finir male: il circuito di Formula 1 “Lausitz-Ring“, che sopravvive grazie al DTM e al motomondiale, la fabbrica di chip a Frankfurt an der Oder – il sogno mai realizzato di una Silicon Valley europea – o il mega-hangar Cargolifter per la costruzione di dirigibili poi riconvertito in un parco-vacanze tropicale. Ogni grande progetto iniziato in Brandenburgo si è trasformato in un grande problema.

Mentre la popolazione di Oranienburg si mostra scettica e parla di “ghetto” per via del muro che dovrebbe circoscrivere il futuro quartiere cinese e i commercianti già ora temono la futura concorrenza, il sindaco si mostra ottimista, anche perché, in questo progetto, i finanziamenti (si parla di qualcosa come cinquecento milioni di Euro) proveranno da privati, possibilmente da ditte cinesi. Un esperimento unico nel suo genere su territorio tedesco, che non ha più avuto un quartiere cinese dagli anni venti del secolo scorso, quando il quartiere di St.Pauli ad Amburgo contava circa duemila cinesi tra i suoi abitanti, poi fuggiti o deportati durante il periodo nazista.

Immagini relative al progetto su spiegel-online

Commenti»

1. Marco - 24 maggio 2007

Questo è il genere di cose che, secondo me, dovrebbe essere evitato come la peste; se crei una zona ad uso esclusivo dei Cinesi, come faranno questi ad integrarsi con la popolazione tedesca? Ed i Tedeschi come potranno accettare coloro che “vengono da fuori” e “godono di maggiori privilegi” quali un quartiere tutto per loro?

2. sgrignapola - 25 maggio 2007

Una cosa che mi aveva colpito molto dell’universita’ tedesca era la quantita’ di studenti cinesi. Mentre da noi gli unici cinesi erano quelli dei ristoranti.
Avevo visto una lungimiranza politica ed economica notevole.
Questo progetto puzza tanto di ghetto, e’ vero, ma dietro credo ci sia una presa di coscienza dei meccanismi economici del futuro.

3. isadora - 25 maggio 2007

Marco, guarda, sì e no. Questo progetto, più che un ghetto, cerca, come dice sgrigna, di venire incontro alle esigenze del mercato. Leggevo un articolo in proposito, in cui si scriveva che spesso gli investitori cinesi rimangono delusi dal fatto che in Germania non ci sia una Chinatown, un quartiere in cui l’espressione della cultura cinese non sia una stravaganza esotica. Gli ideatori del progetto non vogliono ghettizzare i cinesi: vogliono solo fare soldi. E il Brandenburgo, di soldi (e di abitanti e di posti di lavoro) ne ha un bisogno disperato.

4. frank - 8 giugno 2007

Anch’io avrei paura di un progetto del genere.
E se come dici tu “gli ideatori del progetto non vogliono ghettizzare i cinesi: vogliono solo fare soldi”, allora mi viene ancora più paura.
Trovo che mai come in questi ultimi anni si stia assistendo all’arricchirsi “senza quartiere”, e non so se la Germania sia diversa sotto questo profilo. E i cinesi li sanno tirar fuori i soldi (que miedo!).
Basta guardare a cosa combinano in madrepatria…

Più che guardare al futuro, mi sembra che queste operazioni abbiano a che fare con la sensazione che “siamo alla canna del gas e quindi è meglio che approfittiamo e facciamo un bel pò di soldi dovunque possiamo”. Senza preoccuparci tanto del domani.

A meno che non siano veramente andati a dare un’occhiata alle chinatown in giro per il mondo, e redatto un progetto…emmhh…intelligente.

5. isadora - 9 giugno 2007

Mah, frank, non mi ritengo in grado di giudicare l’intelligenza del progetto, però, visto così, sono scettica (anche per la scelta della locazione…)


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