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Turista a Berlino 6 giugno 2007

Posted by Isadora in Berlino.
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Una cosa che mi diverte molto è visitare in veste di turista luoghi nei quali ho vissuto, poterli finalmente osservare e scoprire senza l’affanno ed i pensieri quotidiani (fare la spesa, trovare un parcheggio, andare a lavorare – cose di questo genere). Tornare a Berlino ad un paio d’anni dall’ultima breve visita e dopo quasi otto anni dal trasloco è un’emozione che mi voglio gustare. Tra i rituali che appartengono alla visita turistica di Berlino c’è un giro sull’autobus 100, la linea turistica per eccellenza: fino a qualche anno fa si poteva contare su di un autista loquace di quella tipica loquacità sguaiata dei berlinesi, questa volta c’è un autista silenzioso, in compenso il gruppetto di turiste italiane che mi siede davanti è più vispo che mai e commenta ad alta voce il panorama che scorre davanti al finestrino.

Le signore sventolano cartine della città e dépliants dei “must see”: il mastodontico monumento alle vittime dell’olocausto, il Reichstag, oggi sede del parlamento e così via. Il programma completo. Passiamo davanti a Schloss Bellevue la residenza del Presidente della Repubblica Federale Tedesca, Horst Köhler. Più che un castello, un bel villone che reca la scritta “Bellevue” sulla facciata, dall’aspetto normale, se non fosse per la polizia che piantona discretamente e per il fatto che la sua foto è riportata su qualsiasi guida di Berlino. Dal gruppo si alza un mormorio: “Bellevue… bellavista… Hotel Bellavista, dev’essere un albergo!”. Mi scappa da ridere, ma le signore sono così certe di essere le uniche italiane sull’autobus, che non registrano il nesso.

L’autobus prosegue, stiamo attraversando il Tiergarten, il polmone verde della città, amatissimo dalla popolazione turca per il picnic domenicale. Mentre mi sto chiedendo se l’usanza ci sia ancora, passiamo davanti ad un assembramento di famiglie turche intente a grigliare sul prato adiacente alla strada. Una delle signore, rivolta alle altre, fa partire la classica frecciatina sul fatto che, se fossimo in Italia, sarebbe tutto pieno di spazzatura: mi piacerebbe invitarla a ripassare questa sera per farle vedere lo scempio, ma mi viene da ridere un’altra volta, a vedere i volti straniati delle signore che hanno visto le donne a capo coperto e non riescono ad associarle alla loro idea di Berlino: a quanto pare le guide italiane, oltre a non pubblicare foto di Schloss Bellevue, non scrivono neanche che Berlino è la città turca più grande al di fuori dei confini della Turchia…

Commenti»

1. Silvia - 6 giugno 2007

Isa, ti adoro per la tua genetica bastarda! il primo riferimento alle uniche italiane sull’autobus era eccellente! … il riferimento alle guide turistiche ed alle dimensioni delle città turche è una perla!

Una piccola nota: noi italiani a differenza degli altri europei ci mettiamo in discussione e per primi ci giudichiamo (…se fossimo in Italia, sarebbe tutto pieno di spazzatura:… bus docet) mi piacerebbe che lo facessero anche gli altri…

Bacio!

2. Anja - 7 giugno 2007

Mi manca il kebab di Berlino, ora che mi ci fai pensare…

3. isadora - 7 giugno 2007

Oh, Silvia, guarda che se è per questo i tedeschi sono talmente ipercritici e impietosi con sè stessi che alle volte mi fanno persino un po’ compassione… comunque il turista – qualsiasi sia la sua provenienza – è sempre spassoso: a me viene da osservare gli italiani perché lo sono anch’io. Seduta in un bar della Potsdamer Platz osservando gli unici due ganzi che, invece di parlare tra di loro, telefonavano appassionatamente con altre persone, mi veniva da pensare che il mondo è cambiato: una volta gli italiani si riconoscevano dalle superga della compagna e oggi dall’uso assolutamente spropositato del cellulare – gli occhiali da sole, invece, sono una costante…🙂

Anja, pensa che io il mio primo kebab l’ho mangiato proprio a Berlino, sulla Sonnenallee…

4. stefigno - 7 giugno 2007

berlino città che non ho mai visto ..sai ? che bella deve esser con il suo mox tra moderno e passato , ….con una ricca e pesante storia ale spalle,,,la vedrei con piacere…

5. frank - 8 giugno 2007

Ciao Isa, intanto un salutazzo, che è la prima volta che entro qui a casa tua (ed ero stato invitato teeempo fa, ma io a volte ho teeeempi lunghi).
Berlino: ho ricordi stranissimi. Un misto di gente eccitata allo spasimo e preoccupata allo stesso tempo; cielo grigio e tanto tanto freddo, con -25 al pomeriggio. Il 9-11-’89 (il mio compleanno) e i giorni del muro. Ho suonato per più giorni di fronte ai “lavori”, e ricordo i visi smarriti de primi est-ivi che capitavano qualche ora di qua, per poi tornare di là con collant e banane. Sei lì in mezzo a quell’evento storico, e dovunque ti giri trovi gente con gli occhi spalancati e quasi paranoici. Non tirava aria di rivoluzione, no, e gli entusiasmi non coprivano altro che la preoccupazione di un qualcosa di ignoto che avrebbe potuto succedere.
E poi (incredibile) in qualche settimana crollò l’intera cortina di ferro!
Tu eri già lassù?
Frank

6. riccionascosto - 8 giugno 2007

Frank=Vamp? Ma ciao!🙂

Berlino non ci son stata (con Moretti, scusa mi viene in mente Dalla), ma riesco a capire benissimo la sensazione di vivere da turista una città in cui hai vissuto e lavorato (e il divertimento di quando riconosci a naso e a vista degli italiani che non sanno di NON essere gli unici…)

7. isadora - 8 giugno 2007

Be’, Stefigno, ormai ci sono collegamenti low-cost con un sacco di città italiane e poi Berlino è una meta piuttosto a buon mercato, specialmente se confrontata con i prezzi medi di una qualsiasi città italiana… e da visitare è interessantissima, proprio perché così fuori dagli schemi, anche se il centro si è piuttosto imborghesito (però il caffé Hardenberg di fronte alla mensa della TU è proprio come me lo ricordavo…).

Frank, ma che piacere!! Anch’io sono una dai tempi lunghi, ma l’importante è che prima o poi…🙂
No, io sono arrivata qualche anno dopo, le storie delle banane le ho solo sentite raccontare dall’Isamarito, che a suo tempo abitava vicinissimo alla Sonnenallee e ha avuto la fortuna (sì, direi che fortuna sia la parola giusta) di essere tra quelli che hanno ballato sul muro alla porta di Brandenburgo la famosa notte in cui cambiò tutto. I -20 rinforzati dal vento dell’est, però, li ricordo anch’io.

Ricciola, sì, è divertente e anche un po’ strano, ma a me piace!!

8. Anja - 8 giugno 2007

Oregano, Oranienstrasse 19a. ecco l’indirizzo. E’ un kebab fusion, pasta della pizza e carne saltata nel wok, ma ne vale la pena. E’ chiuso la sera.
(però confesso , il kebab più buono del mondo io l’ho trovato a Sofia)(manco facessi solo questo nella vita, mangiare kebab :O )

9. frank - 8 giugno 2007

Tornare in una città dove si è vissuti molto tempo è…per lo meno strano. Più la città è grande e più cambia in poco tempo. Una metropoli o megalopoli può cambiare in 10 mesi-1 anno. In qualche anno è già diversa. I cambiamenti che intendo sono quelli che solo chi ci vive (o ha vissuto) percepisce, e possono essere davvero tanti. E con l’avvento della tecnologia ancora di più. Perfino le vecchie città europee cambiano (le megalopoli asiatiche in pochi mesi non le riconosci). Berlino penso debba essere cambiata moltissimo, con tutto il pezzo ricostruito dai vari Renzi Piani.
E con il cambiamento cambia la mentalità dei cittadini. Cambiate il sistema di entrata di una metro e cambierete un briciolo di vita a milioni di anime.
Dopo aver vissuto a Londra parecchi anni ci sono tornato dopo alcuni anni e, a parte rendermi conto di quanti splendidi e migliori posti di Londra ci siano in questo pianeta per vivere, ovviamente sono andato nei posti dove vivevo e frequentavo e…poff…sparito tutto!
Poi Londra è molto modaiola, e tutto “deve” cambiare velocemente.
Riguardo agli italiani in gita, molti in centro mi domandavano informazioni, e se erano educati parlavo in italiano, e se invece erano di quelli che dicevano sconcezze e gridavano gli inni calcistici rispondevo in londinese stretto…
(Ciao Riccio, ri-ciao Isa!)

10. dioniso - 9 giugno 2007

Anch’io a volte mi diverto a curiosare tra le impressioni di turisti italiani. Bel post.
Un saluto.

11. isadora - 9 giugno 2007

Uh, Anja, nel cuore di Kreuzberg… ok, me lo segno per la prossima volta (però un döner kebab senza spiedo mi fa strano…)

Uahuah, Frank, ogni tanto lo faccio anch’io, quello di rispondere in tedesco, se per qualche ragione la persona non mi sfagiola🙂
Berlino è cambiata in modo impressionante in centro, mentre la periferia è rimasta identica (grosso modo).

Ciao dioniso, grazie! Poi, tu che sei a Heidelberg, di turisti ne vedrai a iosa (ma più giapponesi che italiani, vero?).

12. dioniso - 10 giugno 2007

Genau! Soprattutto giapponesi e americani. Ci sono anche gli italiani pero’. Soprattutto del nord e molti vengono nel periodo del mercatino di Natale.

13. cktc - 11 giugno 2007

Al liceo ho studiato il tedesco come prima lingua Da tanti anni, non lo uso più e me ne rimane solo un bisschen bisschen purtroppo. Una vergogna! (pero non ho dimenticato le poesie di Goëthe che la professoressa ci faceva imparare a memoria e non ho dimenticato il loro significato).
Berlino l’ho visto 2 volte quando ero teenager: c’era ancora il muro, era molto emozionante quel periodo. Mi ci sono trovata anche quando c’erano i movimenti in Polonia, ho avuto tanto paura quel giono.
Sono stata colpita dalla differenza tra le due città. E se ho dimenticato il tedesco, non dimentichero’ mai queste mie due volte a Berlino. La vita ha fatto che ho poi italianizzato il mio cervello🙂, ma sogno di vedere il “nuovo” Berlino appena lo potro’.
Una canzone di Bowie (il mio cantante preferito in assoluto; ci ha vissuto qualche anno con Brian Eno), potrebbe essere la colona sonora di questo mio ricordo di Berlino. Si chiama HEROES. La conoscete?

14. cktc - 11 giugno 2007

ps: Isa, l’espressione “doccia francese” usata li’ mi ha fatto sorridere. E’ molto esplicita.🙂 Ti ho risposto li’

15. isadora - 11 giugno 2007

Cikappina, qualche foto l’ho fatta, se vuoi dare un’occhiata alla Berlino della settimana scorsa…

16. cktc - 11 giugno 2007

Grassssssie.😉 Sono molto belle!
Buona serata cara!

17. danilo - 15 giugno 2007

ciao, isidora, sono arrivato al tuo blog per caso cercando di prendere una decisione sulla mia vita!ho 24 anni la mia ragazza è di berlino ne ha 20 da quasi 4 anni stiamo insieme, ora viviamo insieme a roma anche se la mia voglia di vivere a berlino è stata sempre tanta pero avevo delle cose da risolvere e quindi è venuta lei, ora pero un po di cose sono cambiate non ho piu ninete di reale e ora stiamo pensando di andarcene a berlino visto che mi accorgo che qui in italia sta diventando un posto sempre piu difficile da vivere e non vedo anche se con grande dispiacere non un futuro qui.

18. isadora - 15 giugno 2007

Be’, danilo, se hai la possibilità, prova.
Cerca magari di lasciarti una porticina aperta per un possibile ritorno, magari cerca di fare qualcosa che renda il tuo curriculum attraente per un possibile datore di lavoro italiano.
Fai una cosa, in ogni caso: non idealizzare Berlino, o l’idea di andare a vivere in un altro paese. Se hai dei problemi, un trasloco non li risolverà, anzi, potrebbe ingigantirli; preparati ad un inizio difficoltoso, specialmente se le tue conoscenze del tedesco non sono fenomenali. Dal punto di vista lavorativo, poi, ti butti dalla padella nella brace: Berlino ha un alto tasso di disoccupazione, quindi assicurati di avere un lavoro in tasca prima di partire.
Per il resto, io ho fatto / sto facendo un’esperienza più che positiva.

19. danilo - 15 giugno 2007

certo hai ragione,ma piu che problemi si tratta anche di un discorso piu generale di tipo di vita, di costi di vita ridotti compreso affitti e acquisto casa , certo lo so non è piu come 10 anni fa ma sicuramnete ti permette piu che in italia se sei una persona normale, poi avrei l’appoggio dei genitori suoi all’inizio come lei lo ha avuto qui dai miei e vado anche certo all’inizio pronto a fare un lavoretto anche per imparare meglio la lingua ma con un progetto per il futuro, lo so è diverso vivere in una citta rispetto che andarci “in vacanza anche se ci sono andato per 2anni e mezzo quasi ogni mese e di estate anche per 1 mese di fila, ma l’aria di freschezza che si respira mi faceva sempre andare via con la malinconia, e poi una persona anche non attenta le differenze le trova, per farti un piccolo esempio l’anno scorso sono stato li per un mese e ho visto la partita dei mondiali italia-germania li in un pub vicino al kudam dove ero l’unico italiano e tutti tedeschi , io avevo le scritte forza italia in faccia e la mia ragazza la fandiera tedesca sulle guance, non ti nego un po di timore essendo l’unico italiano in una partita come quella , be per farla breve finita la partita la gente veniva da me a stringermi la mano, siamo andati a festeggiare in giro per il kudam e nessuno aveva verso gli italiani conportamenti aggressivi, al ritorno a roma dopo qualche giorno mi dicono che i romani vanno in giro per roma a staccare tutta la citta e addirittura a picchiarsi tra di loro , be questo mi ha fatto un po pensare. se mai dovessi andare a vivere mi aspetto un modo di vivere piu vicino al mio pensiero, poi gli argomenti sarebbero tanti ma non voglio annoiarti ,ciao e grazie del consignio

20. isadora - 15 giugno 2007

Ma no che non mi annoi, danilo. Mi fa piacere che tu racconti proprio quest’esperienza positiva durante i mondiali, che coincide con l’impressione che ho avuto io. Spero che l’amico dioniso, che ha fatto a quanto pare esperienze spiacevoli, legga le tue parole.
Io in Germania ci vivo complessivamente da 12 anni, lavoro, ho una casa ed un marito, mi trovo benissimo (ma con Berlino ho un rapporto conflittuale). Ti auguro che le tue esperienze siano come le mie, cioè più che positive.


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