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Reperti archeologici 14 giugno 2007

Posted by Isadora in Sammelsurium.
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Il trasloco risale all’ottobre dell’anno scorso, ma il corpo a corpo con gli scatoloni si è concluso con lo spacchettamento delle porcellane (mannaggia a loro) la settimana scorsa.
C’era rimasto solo un ultimo scatolone, in un angolo, con su scritto “studio”. Era uno scatolone che mi faceva un po’ paura, perché, pur non riuscendo più a ricordare che cosa contenesse, immaginavo che si trattasse di roba vecchiotta.

Oggi ho preso tutto il mio coraggio e ho deciso di aprirlo: è saltato fuori il cimitero del web 1.0. Libri su HTML, dreamweaver (?), freehand 7 (!), flash 4 (?!!). E poi una chicca ormai dimenticata dai tempi della tesi: due volumi su LaTeX2e, pieni di foglietti, sottolineature e appunti, di cui ormai non ricordo praticamente più nulla. Tutta roba che non serve più a niente e poi ormai gli scaffali sono pieni zeppi di cose più attuali. Venderli? Non c’è mercato. Regalarli? Mah, mi sa che non li vuole più nessuno e poi, quei due volumi su LaTeX… non ho molta voglia di separarmene, buttarli? Mi si spezza il cuore solo al pensiero. Quasi quasi li rimetto nello scatolone…

Commenti»

1. sgrignapola - 14 giugno 2007

Ma cosa e’ la LaTeX2e? Si mangia?

2. sgrignapola - 14 giugno 2007

Wikipedia dice che e’ usato da “mathematicians, scientists, philosophers, engineers, and scholars”, mica da pirlotti qualunque.

3. isadora - 14 giugno 2007

Dunque… è un pacchetto di macro per semplificare l’utilizzo di TeX. Praticamente è una via di mezzo tra un Editor come Word ed un sistema di desktop publishing. Non è un WYSIWYG, ma utilizza invece una sintassi proprietaria per il markup (un po’ come HTML) ed è eccezionale per scrivere testi lunghi (come a suo tempo la tesi di dottorato). Uno dei tantissimi lati positivi di LaTeX è che è utilizzabile indipendentemente dal systema operativo e dall’hardware utilizzato e poi i files sono piccolissimi (e allora la mia connessione era un modem 14.4, quindi era importante!). LaTeX ha un’impostazione tipografica che è mille anni luce avanti a Word e ci sono dei pacchetti per formule, indice analitico, citazioni ed immagini che sono spettacolari.

4. Anja - 14 giugno 2007

Brava, Isa. Grandissima l’idea di rimetterli nello scatolone. A me è capitato di farlo… per la serie “lo scatolone è uno stato mentale”…

(cmq, dopo la tua risposta al commento precedente… ti temo, un briciolo)

5. sgrignapola - 14 giugno 2007

A me ha spaventato il WYSIWYG.
Credo che sia un richiamo per i delfini.
Isa, ma hai lavorato in un acquario?

6. Daniele - 15 giugno 2007

isadora, non puoi buttare i testi di LaTeX!🙂
Probabilmente ho pure io uno di quei due testi (anche perché non è che ce ne siano poi moltissimi in commercio)

7. isadora - 15 giugno 2007

Uahuah, e a me ha spaventato il fatto di aver scritto systema invece di sistema operativo e nessuno ha detto nulla😀😀

Sgrigna, dai e non prendermi in giro….😛

Anja, niente timori. Oggi volevo consigliarvi un sito che mi piace tanto, softwarereality.com, in cui è apparsa una serie di dieci racconti intitolata “geek fiction”, ma se ti fa paura il mio commento è meglio che lasci stare…😀

Daniele, i miei sono vol. 1 e 2 del LaTeX companion, Addison Wesley (però nella versione tedesca), praticamenti “i” testi su LateX per eccellenza (almeno fino a qualche anno fa).

8. stefano - 15 giugno 2007

io li butterei senza pensarci due volte, i volumi di LaTeX… conservare manulai in quest’epoca raffinatamente wikipediana mi sembra un po’ un controsenso.

9. isadora - 15 giugno 2007

Stefano, hai ragione, ma io soffro di un amore irragionevole e feticista per tutto ciò che è libro, anche se è un manuale…

10. dioniso - 15 giugno 2007

Anche tu hai usato il LaTeX!? Io ci ho scritto alcuni articoli una decina d’anni fa e lo travavo fantastico! Non sapevo pero’ che esistesse il LaTeX2e per semplificarne l’utilizzo. Ma che cos’e’? Un’interfaccia grafica?
Anch’io voglio sempre conservare tutto.

11. isadora - 15 giugno 2007

dioniso, guarda qui: LaTeX Project
Comunque no, non è un’interfaccia grafica. Io ho provato ad usarne una (Scientific Word sul PC di casa), ma dopo un po’ mi sono scocciata e sono tornata ad usare XEmacs (hey, si parla di secoli fa, ed io avevo un NExT-Cube, sempre che qui ci sia qualcuno a cui dice qualcosa…)

12. dioniso - 15 giugno 2007

Io lo usavo con in VI su delle macchine SUN

13. isadora - 15 giugno 2007

Oh, wow, VI… confesso, ci sono due cose che non ho mai voluto imparare e non imparerò probabilmente mai: programmare in Assembler e scrivere con VI. La prima non l’ho neanche provata, la seconda sì. E dopo essermi quasi provocata una distorsione a forza di strane combinazioni sulla tastiera gliel’ho data su e sono passata a joe.

14. dioniso - 15 giugno 2007

Pero’ da quello che ho capito usi Emacs che secondo qualcuno e’ pure piu’ potente del vi.
L’assembler l’ho usato nel lontano 1987 sullo Z80: scrivevamo il programma su carta e poi facevamo la “compilazione” a mano inserendo nel processore direttamente il codice tradotto in esadecimale…. bei tempi😉
Ma hai abbandonato la nostra discussione botanica?🙂

15. isadora - 15 giugno 2007

ups, mi son distratta… ti ho trovato il fungo-calamaro!!
Oddio il codice esadecimale nooooooo!! (Io ho un colega che lo legge come se fosse nulla). Usavo Emacs, ora sono un’analfabeta di ritorno e uso UltraEdit…

16. sgrignapola - 16 giugno 2007

Ero cintura nera primo dan di VI.
Poi lo scarso allenamento mi ha ridotto ad un’umile cintura arancione.

17. dioniso - 16 giugno 2007

Grazie isadora, ho visto e risposto.
sgrignapola, anch’io sono nella tua stessa situazione con il vi

18. Depa - 16 giugno 2007

Personalmente butterei via quei libri, per diverse ragioni:
– anch’io ho usato LaTeX per la tesi e l’ho trovato insopportabile: come impostazione tipografica sarà anni luce avanti, ma per fare le cose semplici – semplici non solo per Word, ma anche per altri sotto-prodotti dell’epoca, alcuni anche free – era un casino.
– manuali di informatica di oltre 5 anni fa, quando li trovo, mi fanno sorridere per i primi 5 minuti, poi mi deprimono
– anch’io provo uno strano amore per i libri, ma non riesco a far rientrare i manuali di informatica nella categoria libri (potrei riuscire a farci entrare, per un pelo, i sussidiari delle elementari – con la ‘storia’ che era basata sui vari Muzio Scevola e Attilio Regolo-, ma non quelli che riportavano i calcoli per l’occupazione dell’hard disk nella progettazione di un db, nè quelli che raccontano di computer grafica negli anni ’80 o di sintassi di vecchi Basic). I testi di informatica che hanno passato sui miei scaffali la ventina d’anni parlano di algoritmi, strutture dati, problem solving e architetture. Il motivo: se erano di livello servono anche oggi (SOA è sempre esistito).
– non so quanto spazio tu abbia in casa, ma quei volumi sono spesso veramente inutilmente grossi

P.S.: fino a meno di 2-3 anni fa avevo conservato i manuali di programmazione avanzata dell’Amiga (nonostante fossero passati oltre 10 anni dal loro acquisto), poi ho ceduto anche su quelli…
P.P.S.: Z80 imparato nel 1983 (mi serviva lo scrolling sullo ZX Spectrum per un gioco); al contrario devo confessare difficoltà con linguaggi write-only come il Perl (nonostante parta da conoscenze significative di AWK); VI odiato ai tempi dell’università, passato ad Emacs, tornato al VI (per obbligo: terminali Unix non grafici presso i clienti), oggi con il VIM non riesco a farne a meno (lo uso in parallelo ad Eclipse, sui miei progetti…). E non è vero che obbliga a contorsioni…
P.P.P.S: va beh, è vero, non solo con le dita, anche con la testa. Ma rende tutto più veloce lo stesso (e mi tocca pure dare ragione ad uno con cui feci la stessa discussione a ruoli invertiti, anni fa…)
P.P.P.P.S.: forse, però, dipende solo dal fatto che sono più abituato a quello che ad altri editor

19. isadora - 17 giugno 2007

Depa, hai ragione quasi in tutto😉 Soprattutto hai ragione sui testi di livello che sono attuali a tutt’oggi (ne ho un paio anch’io, di quei tesori lì). Anch’io tendo a considerare i manuali “non-libri”, ma quei due volumi su LaTeX sono belli anche come libri…

Riguardo all’utilizzo, io, dopo un prima fase per abituarmi, a suo tempo, con LaTeX ci scrivevo anche le lettere. Oggi, sinceramente, non saprei neanche da che parte cominciare. C’è anche da dire che tanti tanti anni fa ho messo su un portale tutto scritto a mano con un editor scalcagnato: io sono un po’ una maniaca in queste cose, per questo non ricordo come mai possieda un manuale su dreamweaver, programma che ho odiato con tutte le mie forze e non ho mai usato seriamente.

Ma sui terminali Unix non grafici non c’era joe? Mi ha salvata parecchie volte da vi…🙂
Io ora sono “costretta” a lavorare su Windows, e uso Ultra Edit (parallelamente ad Eclipse o WSAD). Comunque è solo questione d’abitudine.


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