jump to navigation

Indiani e zanzare 6 luglio 2007

Posted by sgrignapola in L'angolo di Sgrigna.
trackback

– Faccio la cazzata, ho deciso.
Riguardo l’atlante stradale. Saranno una ventina di ore di macchina. Se mi invento una buona scusa sul lavoro per tornare in Michigan, posso fare il giro del lago Huron. Parto Venerdì, verso sera. Tiro dentro il primo giorno e poi è fatta.
Così mi lancio.
Una cosa senza nessun senso, solo tanti chilometri, ma nella mia vita senza senso, forse aiuta.
In “Guerra e pace” il principe Andrei dice che l’idea di una felicità positiva è fasulla, è stata inculcata agli uomini con faciloneria. Non esiste la felicità, inseguiamo una chimera.
Almeno io me la ricordo così.
Mah secondo me, un po’ si sbagliava.

Quando viaggio, solo, senza meta, io sono felice, quasi all’eccitazione.
Anche oggi, quando mi trovo imbottigliato nel traffico sulla Trans-Canadienne, mi sento felice. Penso che è come sulla A4 il Lunedì. Ma sono felice, di una felicità stupida, senza motivo. Ma felice.
Non mi capita spesso.
Perciò mi piace ripeterlo.
Non capita spesso a nessuno.
Guido fino a notte tra paesaggi indescrivibili. Tra laghi e foreste. Il cielo era prima azzurro e limpido, poi sono arrivate le nuvole ed è diventato viola scuro. Ho sentito dire che questa regione la chiamano la terra di Dio per la sua bellezza. Il nome ci andrebbe preciso preciso, se non fosse che la zona è piena di zanzare che la pattugliano con la furia dell’arcangelo Michele.
Quando diventa buio, spunta un motel di fianco alla strada. L’insegna luminosa appoggiata per terra dice anche che cucinano pesce tutta settimana.
– Ma sì dai, mi fermo qui. Sono stanco.
È diviso in quattro gruppi di case, basse e lunghe. Entro nella prima: un trade-post. Il padrone è steso su una panca. Mi vede entrare si alza. Ha i capelli bianchi e ricci, le guance gonfie e cadenti. Mentre mi registro, mi chiede se c’erano dei blocchi stradali.
Chiedo –La polizia?
No, gli indiani –risponde.
– Indiani?
– Eh siamo in mezzo a quattro riserve. Ma non ha sentito delle rivolte? È tutta settimana che protestano e fanno blocchi stradali.
– In effetti c’erano parecchi rallentamenti. E perché protestano?
– Rivogliono le loro terre, ma il governo preferirebbe indennizzarli con i soldi e tenersi il territorio. Ci sono di mezzo delle importanti risorse minerarie e la solita questione delle tasse. Gli indiani non le pagano le tasse e in più hanno tutti i servizi gratis. E poi se gli indiani si prendono le terre, poi le tasse loro dai bianchi le vogliono lo stesso. E mica e’ giusto.
– Non saprei, è complicato, ma direi che fan bene a voler la terra. È casa loro.
– Qui in Canada sono tutti un po’ stanchi degli indiani, hanno sempre delle pretese.
Mi fa segno con la mano, per screditarli.
Mi viene in mente che anche la A4 una volta si era intasata per un motivo surreale: una mucca passeggiava davanti alla Star di Agrate. Qui invece una rivolta indiana non è surreale.
Chiedo se si può mangiare qualcosa.
Il ristorante è chiuso – mi risponde.
– C’è qualcosa nei dintorni?
Mi guarda come se fossi scemo. È tardi -mi dice- troppo tardi.

Vado nel mio bungalow: il 12.
L’arredamento è puro anni settanta. Un angolo sembra la copertina di un vecchio disco dei Cure con il frigorifero e una vecchia lampada.
Mi piace. È pulito.
Accendo la tv. Il telegiornale locale parla solo delle manifestazioni della first nation: gli indiani, devono aver fatto un vero casino. Uno dei capi della rivolta si chiama Shawn Brant.
Resto interdetto, mi sembra di essere finito in un romanzo. Uno dei personaggi principali di Manituana si chiama proprio Brant.
Mentre steso sul letto penso ai Mohawk che sono in rivolta, mi passano sopra le testa due ronzii: le zanzare.
So già che stanotte non dormirò.
Ma non me ne frega niente, oggi sono felice.

Commenti»

1. isadora - 6 luglio 2007

Ma che bello, questo road post… (si dice così? Ho liberamente adattato da road movie). La felicità è quasi palpabile, forse perché dentro di me conosco benissimo il significato di “Quando viaggio, solo, senza meta, io sono felice, quasi all’eccitazione.”. Bentornato.

2. Boh/orientalia4all.net - 7 luglio 2007

sì, carino davvero questo senso di libertà e di vita!
Anzi, bello:)

Anche io quando sono on the road sono felice.

3. isadora - 7 luglio 2007

Ciao boh, ben arrivata😉

4. dionisoo - 8 luglio 2007

Bel diario di viaggio. Capisco il sentimento di cui parli. A volte capita anche a me di sentirmi così quando viaggio da solo.

5. fuoripista - 8 luglio 2007

Che bel resoconto di viaggio!!!

… anche io sto leggendo Manituana!

6. Anja - 9 luglio 2007

Bello sì questo post…. che hai fatto i giorni dopo???

7. munchies - 9 luglio 2007

wow… che bel racconto.. ma finisce così?? mi piacerebbe leggerne ancora un po’🙂

8. isadora - 9 luglio 2007

Ragazze/i, portate patienza, ché Sgrigna è in vacanza… vediamo se trova un internet café!!


Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: