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Come guidare in Germania felici e contenti 9 luglio 2007

Posted by Isadora in PilloleDiGermania.
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Come guidare in Germania felici e contenti: con questo titolo Pierluigi Mennitti pubblica oggi un post che vi consiglio assolutamente di leggere: riflette esattamente le mie catastrofiche esperienze col traffico tedesco, in particolar modo sulle strade a più corsie che fendono Berlino e sull’aggrovigliatissimo nodo autostradale del bacino della Ruhr. Io, che sono sempre stata una grande appassionata di auto e di guida, ho praticamente spesso di guidare da quando mi sono trasferita in Germania e le ragioni (tutte psicologiche, s’intende) le descrive Pierluigi molto meglio di come avrei potuto fare io.
Una frase, però, mi ha davvero fatta sorridere:

Attenti alle corsie preferenziali delle bici (questo vale anche quando siete a piedi): i ciclisti hanno la precedenza su tutto, ormai credo anche sulle ambulanze, sulla polizia e sui pompieri.

perché questo è un fenomeno squisitamente (ed esclusivamente) berlinese. A Berlino il ciclista ha la precedenza dappertutto e ha sempre ragione: provate a contraddirlo e c’è una possibilità non nulla che vi ritroviate una fiancata rigata in men che non si dica. Nel resto della Bundesrepublik, gli unici ad avere la precedenza incorporata (“eingebaute Vorfahrt”) sono i guidatori di BMW e talvolta di Audi (tanto per dar voce ad un paio di miei personalissimi pregiudizî).

Purtroppo ideazione non consente di commentare: se vi va scrivete pure qua sotto, ché Pierluigi ogni tanto, quatto quatto, passa.

Commenti»

1. hae - 9 luglio 2007

dunque, non ho esperienze di guida perché qui utilizzo prevalentemente mezzi pubblici ma… posso confermare appieno quanto dichiarato in merito ai “ciclisti”: qui sono una sorta di categoria dello spirito, hanno la precedenza su tutto. sono come delle creature mitologiche che, se ti azzardi a mettere il piedino nella sede deputata ad accogliere le loro scorribande, generalmente di colore rosso sangue, ti guardano come se stessi calpestanodo un canarino con un doposcì.

a berlino, quale weltstadt, le cose sono moderatamente tollerabili. ma a tubinga – e nella “svevia” tutta immagino (anche da te) – la situazione è tragica: ricordo vecchine sbucare in bici con lo sguardo indemoniato – come possedute – e minacciare ogni forma di vita sulla propria strada. è davvero una piaga sociale da quelle parti.

2. isadora - 9 luglio 2007

L’immagine delle vecchine spiritate mi toglierà il sonno, stanotte… 😀
Rimango ferma sulla mia opinione che i ciclisti più assatanati siano a Berlino (forse perché lì è tutto piatto, qui invece, con tutte ‘ste colline, la voglia di polemizzare passa in fretta!)

3. chiaradavinci - 10 luglio 2007

Io ricordo che a Friburgo i ciclisti erano la mia dannazione. La città era piccola, quindi si andava bene dappertutto sulle due ruote, ma era tutta salite e discese (mi dispiace contraddirti, ma nel mio caso fomentavano le discussioni più che placarle) e io col cavolo che arrivavo nei posti sudata fradicia (per poi prendermi magari quelle che in Toscana si chiamano ‘ghiacciate’ per via dell’aria condizionata a palla dappertutto. il capitolo inquinamento-che-preoccupa-solo-in-certe-occasioni lo affrontiamo un’altra volta). E poi ci sono quelle belle Strassenbahnen che ti portano dappertutto. Riconosco comunque a tutti il diritto di farsi del male a piacimento, quindi non condanno il fatto che questi arrivassero all’università come Pantani sull’Alpe d’Huez, ma sono felice di aver sempre portato a casa la mia pellaccia con quei pazzi che sfrecciavano sulle Fahrradwege come Schumi in Mugello.

A Friburgo dire che avevi una macchina (se poi la macchina era un maggiolone vecchio stampo o aveva una targa basca, rischiavi pure che i poliziotti ti perquisissero anche due volte in un giorno) equivaleva a confessare di aver mangiato bambini. Pertanto la usavo pochissimo (dappertutto pedibus calcantibus e via), però ho constatato anch’io la precedenza di serie nelle Bmw e la tendenza genetica dei tedeschi a sollevare il ditino ammonitore ogni volta che qualcuno al volante, in bici o a piedi fa qualcosa borderline (tipo attraversare col giallo o parcheggiare sul lato sinistro della strada), incalliti Besserwisser.

P.S. Un mio amico francese salutava con “Hallo, Du Eva Braun” le vecchiette che lo inseguivano col bastone perché pedalava nella zona pedonale. Ci fu un netto calo di proteste spiritate.

4. silvia - 10 luglio 2007

La versione italiana, anzi, parmigiana dei ciclisti non è tanto più positiva, non crediate! Certo, è all’italiana, quindi fuori dalle regole.
Qui fanno quel che vogliono e punto.
Ti tagliano la strada di botto e senza alcun preavviso perché devono voltare a sinistra e si incazzano come bisce perché sentono l’inchiodata (che gli ha salvato la pelle) e ti mandano a quel paese in modi spesso assai coloriti.
Non conoscono semafori, sensi unici, stanno nella sede stradale appaiati quando c’è la ciclabile… le luci di notte?!? a che servono???
Spesso li trovi nella corsia d’emergenza della tangenziale (che a me fa pure pensare che gli puzzi un po’ la vita tutto sommato) e l’estate scorsa (giuro che è vero) ho visto uno con la bicicletta spinta a mano che la tangenziale l’ha attraversata, ha sollevato la bici sul guard-rail di centro per scavalcarlo eppoi via dall’altra parte…

5. hae - 10 luglio 2007

eh, io ne ho visto tagliarsi le vene. silvia, ma noi parliamo di ciclisti. tu parli di aspiranti suicidi. è un’altra categoria. :))

6. Sandro - 10 luglio 2007

Ricambio il saluto ricevuto nei giorni scorsi alla padrona di casa di questo blog. Chissá che non ci sia occasione di incontrarci di persona. Io bazzico Stuttgart Mitte.

7. isadora - 10 luglio 2007

Chiara, vedo che stai meglio, oggi 😀
La prossima volta che capito a Friburgo osserverò i ciclisti… credevo che Berlino fosse – da questo punto di vista – il peggio del peggio. Io dei Besserwisser me la rido, anche perché, diciamocelo, io sono più Besserwisser di loro 😎

silvia, è che qui non solo fanno quello che vogliono (i ciclisti, ad esempio, sono gli unici che passano col rosso), ma sono convinti che sia un loro diritto!

sandro, ben arrivato! Anch’io bazzico Stadtmitte, uno di questi giorni vengo a prendere un gelato 😉

8. hae - 10 luglio 2007

se dicessi che anche io bazzico Stadtmitte (sulla U2, a Berlino) sembrerebbe una boutade ? :))

9. isadora - 10 luglio 2007

😛 hae, avevo una cara amica che stava da quelle parti… era u po’ che non ci pensavo, e ora mi hai fatto venire in mente un sacco di cose.

10. silvia - 11 luglio 2007

Isa (ed Hae), ma anche qui sono convinti di essere nel loro sacrosanto diritto!
Altro che aspiranti suicidi, il ciclista parmigiano DOCG è uno dei migliori esempi di ottusa arroganza e boria palese che abbia mai avuto il (dis)piacere di incrociare!
Sarà che è una città dove sia le condizioni pianeggianti che le dimensioni invogliano all’uso del mezzo, ma qui si sentono davvero i padroni della città.
Epppoi, dovreste vedere le supergnocche (si può dire?) con perizoma intonato alla borsetta, al sandalo tacco 12 e al collare del cane, tutto ovviamente di Prada, in seconda istanza Gucci, tranne il cane che è della razza di moda della stagione in corso (poi scompaiono misteriosamente per essere rimpiazzati dalla razza subentrante), ovviamente di taglia adatta alla cestina di vimini sulla ruota anteriore (cane nel panico) come circolano… mi chiedo sempre come faccia a tener loro e al cane così bene la piega… scendono in uno dei bar in auge al mometo, baciano sulle guance uno o più dei maschi presenti (rigorosamente in camicia azzurra con manica pendente e polsino slacciato) e sembrano appena uscite dal salone di bellezza… è oltremodo fuori della mia portata!

e dalla mia indole! 😉

11. dioniso - 11 luglio 2007

Condivido quasi tutte le esperienza riportate dall’articolo tranne questa:

“Conosco persone che, viaggiando dall’Olanda all’Italia, preferiscono percorrere le autostrade francesi, perché quelle tedesche sono piene di Tir e gli automobilisti pigiano il piede sull’acceleratore lampeggiando come forsennati sulla corsia di sorpasso. ”

Sui TIR sono d’accordo, ma sugli automobilisti che pigiano il piede sull’acceleratore lampeggiando come forsennati sulla corsia di sorpasso, no. La mia esperienza di 8 anni di guida sulle autostrade tedesche e di 2-3 viaggi l’anno tra Heidelberg e Roma è esattamente all’opposto. Ho riportato le mie esperienze automobilistiche nei due paesi qui.

La mia esperieza relativamente ai lampeggiatori in sorpasso è la seguente:

Sei a 120 Km/h nella corsia di destra. La macchina che ti precede è più lenta. Dai uno sguardo allo specchietto: c’è un’altra macchina dietro, ma è distante. Metti la freccia per sorpassare e acceleri un po’.

Italia
La macchina retrostante, accellera, si porta a 150 Km/h, ti arriva a 20 cm dal paraurti e l’autista lampeggia e impreca. (Personlamente trovo questo comportamento odioso e pericolosissimo)

Germania
La macchina retrostante, rallenta, si mantiene alla distanza di sicurezza, aspetta che il sorpasso sia finito, dopodiché sorpassa.

12. isadora - 11 luglio 2007

Be’, Dioniso, i “Drängler” esistono eccome! Tra l’altro qui le autostrade sono ben asfaltate, le auto ben motorizzate e in generale (con le dovute eccezioni, s’intende) senza limite di velocità, una combinazione che invita a dare gas. Io negli anni scorsi mi sono trovata spesso a viaggiare in autostrada e ti assicuro che, quando giravo ancora con la vecchia Y10, che più dei 130 non faceva, avevo i miei bei problemini. Poi, per carità, come sempre, le generalizzazioni – anche le mie – lasciano il tempo che trovano…

13. algonuevo - 11 luglio 2007

a Parigi sta diventando cosi’. Intendiamoci io sono per il potere ecologico, ma a tutto c’è un limite: è come quelle donne col passeggino che possono spaccarti gli stinchi in metro perchè loro “c’hanno il bambino”… in Francia la demografia è alle stelle, sono 1000 bambini al giorno, in Italia 1000 all’anno… insomma divago. A Parigi hanno installato in quasi tutte le strade (e durante luglio, quando la gente parte in vacanza) metri e metri di piloni per biciclette pubbliche che puoi affittare ad un euro. L’iniziativa partirà in luglio. Quando i parigini torneranno in città e non potranno parcheggiare, svoltare a destra, svoltare a sinistra, camminare sul marciapiede, nella scala di casa, perchè tutto è invaso dalle bici, prevedo che la città brucerà.

14. isadora - 12 luglio 2007

Algo, purtroppo spesso le iniziative lodevoli vengono sputtanate in fase di realizzazione. Avrei un paio di storielle edificanti sulla Megaditta, ma è meglio che non cominci…
OT: finalmente i tuoi feed funzionano! Avevo quasi perso la speranza 🙂

15. dioniso - 12 luglio 2007

Si’, non dico che non ci siano, ma dalla mia esperienza di guida nei due paesi ho notato che in Italia questo comportamento e’ piu’ frequente. Tu hai avuto esperienze diverse?
Un’altra cosa che ho notato, quando si e’ alla guida di una macchina piu’ grande e costosa, gli altri automobilisti hanno di solito piu’ rispetto (timore riverenziale ammirato?) e lampeggiano meno, anche a parita’ di velocita’ in gioco.

16. hae - 12 luglio 2007

Un’altra cosa che ho notato, quando si e’ alla guida di una macchina piu’ grande e costosa, gli altri automobilisti hanno di solito piu’ rispetto (timore riverenziale ammirato?) e lampeggiano meno, anche a parita’ di velocita’ in gioco.

beh, qui siamo nell’ambito del calvinismo più sfrontato :))

17. silvia - 12 luglio 2007

No, siamo nell’ambito del “il mio è più grosso del tuo”. 😀

Comunque non importa che auto guidi né che velocità fai, perché ci sarà sempre una Golf che ti arriva al culo, ti lampeggia selvaggiamente e ti sorpassa a destra (saggio proverbio italiano).

18. isadora - 12 luglio 2007

Dioniso, forse abbiamo fatto le stesse esperienze, ma siamo così diversi che le nostre osservazioni non coincidono mai. Potrebbe anche essere così, no?

hae e silvia, siete due sagome 🙂

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22. Despicable Me Minion Rush Hack - 20 maggio 2014

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