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Ci vuole pazienza 10 ottobre 2007

Posted by Isadora in Personaggi.
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Prof. Gerhard Ertl
A guardarlo così, con quelle guanciotte rubizze ed il sorriso simpatico, quasi non verrebbe da credere che sia proprio lui, il Prof. Ertl, quello con i cassetti pieni di lauree ad honorem e riconoscimenti prestigiosi. Quello a cui oggi, nel giorno del suo settantunesimo compleanno, è stato conferito il premio Nobel per la Chimica.

Per chi lo conosce, personalmente o attraverso le sue pubblicazioni, non è una sorpresa: Ertl ha alle spalle un lungo ed intenso lavoro di ricerca nel campo della chimica delle superficî, in particolare lo studio di reazioni di catalisi eterogenea ed ha dato un notevole contributo alla comprensione dei meccanismi di svariate reazioni su catalizzatori metallici, a partire dalla sintesi dell’ammoniaca da azoto ed idrogeno su catalizzatori a base di ossidi di ferro (alla base del processo Haber-Bosch) per finire con l’ossidazione catalitica del monossido di carbonio su platino, una reazione non lineare, che ci ha fornito immagini spettacolari.

Reazioni astratte, eppure dal grande impatto sulla nostra vita quotidiana prima ancora che si fosse compreso il loro funzionamento: è grazie alla sintesi dell’ammoniaca con il processo di cui sopra che è possibile produrre concimi azotati a basso costo ed ogni auto, ormai, è dotata di un catalizzatore che si occupa di “ripulire” i gas di scarico.

Il suo segreto? Alla domanda dell’intervistatore del sito ufficiale della fondazione Nobel su quale sia la “lezione”, il messaggio che Gerhard Ertl ha voluto insegnare ai suoi dottorandi durante la sua lunga e brillante carriera scientifica, lui ha risposto così: “You must be patient”, ci vuole pazienza. La sua pazienza è stata premiata, oggi, ed ora che il grande momento è arrivato, non ci resta che porgere le congratulazioni e rallegrarci con lui. Rallegrarci perché questo riconoscimento premia l’eccezionale lavoro di una vita di una persona davvero speciale.

Congratulazioni, Prof. Ertl!

L’intervista telefonica al Prof. Ertl pubblicata sul sito ufficiale della fondazione Nobel (in Inglese)
Il sito del Dipartimento di Chimica Fisica dell’Istituto Fritz Haber della società Max Planck

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Commenti»

1. rabaschier - 11 ottobre 2007

congratulation! 🙂

2. Miranda - 12 ottobre 2007

Saggio e simpatico. Complimenti a lui 🙂

3. isadora - 12 ottobre 2007

Rabaschier, Miranda, grazie a voi! 🙂 (Miranda, benarrivata! Mi sono fatta un sacco di risate sul tuo blog)

4. Giulia - 13 ottobre 2007

Complimenti. Giulia

5. odiamore - 13 ottobre 2007

Quanto è vero che ci vuole pazienza. Ma non basta, e mi sembra che, come scrivi, le “guanciotte rubizze ed il sorriso simpatico” nascondano il secondo segreto: l’amore per ciò che si fa, e soprattutto il profondo divertimento che si prova facendolo. 🙂

6. isadora - 13 ottobre 2007

La passione per ciò che si fa è imprescindibile, vero. A me quello che piace di più di questo personaggio è l’affabilità, la generosità, la mancanza di arroganza (e ne avrebbe tutte le ragioni, di essere arrogante). Dal punto di vista scientifico, si è permesso il lusso d’inventarsi una disciplina ed una filosofia di approccio scientifico e questo, ai miei occhi, lo rende ancora più ammirevole.

7. geronimo71 - 14 ottobre 2007

evviva!molto meglio di quella volta che mi ridussi a cercare “ipiroga” su google!

8. rabaschier - 14 ottobre 2007

ciao isadora…volevo cambiare la foto del profilo, ma c’è qualcosa che non va…quando dice ritaglia l’immagine non c’è e non si riesce a “inquadrare”…ne sai qualcosa? prima andava a meraviglia!Ciao e buona domenica:)

9. isadora - 14 ottobre 2007

rabaschier, non saprei, io preferisco “ritagliare” le immagini prima di caricarle. Per il resto preferirei che per rivolgermi queste domande utilizzassi la mia mail (che dovresti avere) o se proprio non puoi fare a meno di usare i commenti lo facessi su usare.wordpress.com, così almeno è utile anche agli altri. Grazie e ciao.

10. sgrignapola - 16 ottobre 2007

A proposito di umilta’ e Nobel: ma questa?

Mi faccio tatuare il suo nome sulla chiappa !
Un mito!


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