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Blog Action Day: si parla d’ambiente 15 ottobre 2007

Posted by Isadora in Sammelsurium.
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La protezione dell’ambiente è uno di quegli argomenti sui quali, in teoria, tutti si trovano d’accordo. In pratica, spesso la pigrizia, talvolta l’ignoranza, ci portano nel quotidiano a razzolare male laddove abbiamo predicato bene. Io faccio parte di quella schiera di sognatori che credono fermamente nella possibilità di cambiare le cose e di poterlo fare più con piccoli gesti che con grandi parole.
Non starò quindi qui a farvi grandi prediche sui massimi sistemi, ma, in occasione del Blog Action Day, voglio mettere qui una lista con dieci piccoli accorgimenti che, con poco sforzo, possono contribuire a migliorare le condizioni ambientali.
Non aspettate domani, la prossima settimana, il giorno del vostro compleanno o l’arrivo di Babbo Natale. Cominciate oggi.

  1. Chiudete il rubinetto dell’acqua mentre vi lavate i denti o v’insaponate i capelli.
    Non solo risparmierete acqua, ma anche energia occorrente per riscaldarla.
  2. Abbassate la temperatura di lavaggio in lavatrice.
    I detersivi di ultima generazione contengono enzimi che non solo consentono ottimi risultati a basse temperature (30-40°C), ma lavano peggio a temperature troppo elevate. Lavare a 95°C non serve a nulla, tranne che a rovinare la biancheria e consumare energia inutilmente. Se la biancheria non è impregnata di schifezze, bastano spesso 40°C.
  3. Usate detersivi concentrati.
    A parità di forza lavante ne occorre una quantità inferiore, il che significa abbattere l’impatto energetico per il trasporto e produrre una quantità molto inferiore di rifiuti per via dell’imballaggio più piccolo e leggero.
  4. Fate attenzione all’efficienza energetica al momento dell’acquisto di nuovi elettrodomestici.
    Gli elettrodomestici a basso consumo sono più cari, ma vi fanno risparmiare sulla bolletta (informazioni sul tema elettrodomestici).
  5. Spegnete la luce quando uscite da una stanza.
  6. Usate prese di corrente dotate di interruttore per tutti gli apparecchi dotati di funzione stand-by.
    (TV, lettore CD/DVD, stereo, computer) e spegnete l’interruttore quando non li usate. Risparmierete corrente elettrica e allungherete la vita dei vostri elettrodomestici (informazioni sul tema)
  7. Utilizzate lampadine a basso consumo energetico.
    Non devono necessariamente essere lampadine fluorescenti (che comunque ormai esistono di tutte le fogge e dimensioni, facendo crollare su sè stesse divere argomentazioni contrarie); anche le alogene consumano meno delle tradizionali lampadine ad incandescenza. Altra tecnologia interessante è quella dei diodi luminosi (LED) (informazioni sui vari tipi di sistemi d’illuminazione ed il loro consumo energetico)
  8. Utilizzate borse per la spesa in tessuto invece dei sacchetti di plastica.
    Hanno anche il vantaggio di non rompersi così facilmente e di “sopportare” pesi maggiori.
  9. Controllate la pressione dei pneumatici della vostra auto.
    Le gomme mezze sgonfie, oltre ad essere meno sicure, contribuiscono ad aumentare il consumo di carburante e si consumano più in fretta, entrambe le cose a causa del maggiore attrito.
  10. Cercate di utilizzare l’auto meno frequentemente.
    Le alternative sono tante, dai mezzi pubblici all’organizzarsi tra colleghi per utilizzare un’auto sola.

Niente di speciale, insomma, ma se lo facessero tutti…

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Commenti»

1. chiaradavinci - 15 ottobre 2007

condivido e sottoscrivo tutto. in Germania certi discorsi sono scontati, qua no. devi vedere le facce dei commercianti quando tiro fuori le mie sportine di stoffa, o quando dico: “no, lasci perdere il sacchetto, metto nello zaino, così si inquina meno.” se avessi la faccia lilla si stupirebbero meno.

suggerirei anche di valutare bene il tasso di isolamento delle finestre da montare in casa. degli infissi resistenti (non importa che siano belli, ma che funzionino) e i doppi vetri aiutano a risparmiare anche un buon 30% di combustibile.

2. presveva - 15 ottobre 2007

tranne la 8 e il 9 li seguo tutti.
i sacchetti li riciclo come sacchetti per la spazzatura
l’auto la trascuro molto in genenrale

3. chiaradavinci - 15 ottobre 2007

dimenticavo: il dring mi fa riciclare anche l’acqua delle verdure cotte per innaffiare i fiori, ma questa è proprio da quasi malati di mente.

4. madisonav - 15 ottobre 2007

Sulla 2, per i bianchi facciamo 60°. A 40 escono quasi uguali.🙂

5. isadora - 15 ottobre 2007

Ma guarda un po’, hanno commentato solo donne… questa cosa mi dà da pensare.

Madison, se non ci sono macchie e l’acqua non è dura, non c’è problema. I detersivi moderni sono piccoli laboratori biochimici, fidati.

Chiara, hai perfettamente ragione, io qui volevo solo elencare cose facili e fattibili senza investimenti aggiuntivi. Se poi vogliamo parlare di risparmio energetico nell’edilizia, ci sono un sacco di cose che si potrebbero fare, ma raramente a costo zero.

presveva, certo, anche per la spazzatura ci vuole un contenitore🙂 io ho sempre una borsa per gli acquisti con me e per la spazzatura compro sacchetti “speciali”. Per quanto riguarda l’auto, ne abbiamo una in due e la usiamo pochissimo (per andare al lavoro usiamo tutti e due i mezzi pubblici, ché tra l’altro costa meno e si evita lo stress da coda e ricerca del parcheggio).

6. presveva - 16 ottobre 2007

isadora, sono un maschiacco barbuto😀 infatti faccio qualche peccatuccio. non vivo in città dove ci sono mezzi pubblici adeguati e se volessi fare una raccolta differenziata dovrei usare l’auto per andare a gettare la spazzatura😦

7. isadora - 16 ottobre 2007

presveva, il nick mi ha depistata🙂
I peccatucci li facciamo tutti, se no sarebbe un mondo noiosissimo; l’importante è cercare di fare il possibile, anche se sembrano piccole cose. Io mi arrabbio quando la gente fa le spallucce e se ne frega.

8. presveva - 16 ottobre 2007

spallucce? lasciamo stare, va.

9. tamas - 16 ottobre 2007

Noi maschi non commentiamo perché siamo già molto avanti sulla via della coscienza ambientale e, siamo franchi, molti dei tuoi consigli ci giungono del tutto superflui.
Ad esempio, non lavandoci, non abbiamo bisogno di seguire i suggerimenti 1, 2 e 3.

10. presveva - 16 ottobre 2007

LOL

11. apolide - 16 ottobre 2007

Sono d’accordissimo sul che la popolazione deve ridurre i consumi energetici e di acqua. MA quando lo capiranno anche i capoccioni americani (e cinesi)?
Dobbiamo aspettare che il livello del mare si alzi di qualche metro?

ciao

____________________________
apolide ti invita a visitare il suo BLOG

12. isadora - 16 ottobre 2007

tamas!!!!!!😀😛

apolide, hai ragione. Ma non trovi che sia un atteggiamento un po’ infantile stare ad aspettare che sia qualcunaltro a cominciare? Sai come si dice dalle mie parti? “Aiutati che Dio t’aiuta”🙂

13. apolide - 16 ottobre 2007

Non dico di non farlo, anzi. Ma i problemi sono altri. Qui stanno bruciando il mondo…bisogna fare qlcs. presto

ciao

14. sgrignapola - 16 ottobre 2007

Questa non c’entra con il risparmi energetico, ma con il riciclo. Un problema che qui si sta facendo sentire solo ultimamente.
Avevo un sacchetto pieno di pile: a pastiglia, a stilo, grosse, piccole, ma tutte esaurite, ricaricate oltre il ciclo e un paio esplose (no non le ho messe nel microonde). Un giorno mi sono messo in testa che non potevo tenerle per sempre sul pavimento del ripostiglio. Ho immaginato un archeologo del futuro scavare il mio appartamento e scambiarlo per un dimenticato laboratorio di Atlantide, sarebbe finito tutto su Science con risultati paradossali e imbarazzanti.
Cosi’ ho deciso di sbarazzarmene. Avro’ girato almeno una ventina di negozi. E non e’ che andassi dal salumiere. Erano tutti superstore di robe elettroniche, specie di mediaworld. Quando chiedevo se riciclavano le pile, mi guardavano come se chiedessi se avevano dei pannolini con il velcro per elefanti -sa cosi’ con la proboscide possono allentarli se stringono troppo.
Ho anche osato chiedere ad una commessa che cosa facesse una volta finito le pile, la disarmante risposta e’ stata: le butto nella spazzatura.
Mi ha poi guardato come se aspettasse che ribattessi, ma come non le butti, a cottura quasi ultimata, nella polenta per insaporirla?
Ho abbandonato, sconsolato. Il giorno dopo al lavoro ho chiesto a mezzo mondo se sapessero dove riciclavano le batterie. Silenzio
Alla fine in uno di questi mega store una povera donna si e’ presa in carico le batterie, dicendomi -ci dev’essere un programma del genere qui da noi. Le lasci pure.
Secondo me, si era sparsa la voce, mi ha preso per matto, mi ha fatto lasciare le batterie li’ e poi appena uscito le ha buttate nella spazzatura.

15. isadora - 16 ottobre 2007

Terrificante. Qui le puoi portare in qualsiasi negozio di elettronica e anche in qualche supermercato: vicino alla cassa c’è il contenitore apposito.

16. sgrignapola - 16 ottobre 2007

Terrificante si’ anche perche’ in US si farano fuori tonnellate di pile al giorno.
Probabilmente stavano aspettando il nobel a Gore per iniziare.

17. isadora - 16 ottobre 2007

😎

18. chiaradavinci - 17 ottobre 2007

sgrigna, mio marito usa solo batterie ricaricabili. e ora ha scoperto un apparecchio che gliele ricarica a energia solare. meno male, perché temmevo di doverle ricaricare io pedalando la sera dopo cena sulla cyclette.

scherzi a parte, anche qui in Italia è una tragedia, le batterie vecchie non le vuole nessuno.

19. sgrignapola - 17 ottobre 2007

Si’, ma anche quelle ricaricabili hanno un numero limitato di cicli: credo un centinaio.
Eh dai ti e’ andata bene tutto sommato, pensa se ti faceva ricaricare la batteria della macchina con la cyclette😉

20. Paolo Carboni - 18 ottobre 2007

Ciao a tutti,
boh, qui a Bologna ci sono molti negozi con il contenitore per le pile usate, ma non ho mai chiesto che fine fanno…
Devo ammettere che per pigrizia a volte le butto nella spazzatura :-(( ma utilizzo moltissimo le ricaricabili.
Quanto al risparmio direi che seguo pedissequamente quasi tutti i punti postati da Isa, e pensa che sono un uomo!
Quanto alle paure di apolide, temo che ormai ci sia poco da fare, il punto di non ritorno è già passato da un pezzo.
Noi continueremo a svilupparci ed evolverci, fino a quando il sistema che ci accoglie non comincerà ad essere piccolo e inospitale per la specie umana: tutti questi accorgimenti potranno solo allontanare di un poco quel momento, e garantire un futuro politico ad Al Gore (che gli auguro, intendiamoci!).
Chissà come stanno veramente le cose? E’ vero però che “ciò che conta non è prevedere. E’ volere: è decidere. Nel mondo dell’incertezza, l’unica certezza è la nostra volontà.” (“Lo specchio del diavolo” Giorgio Ruffolo).
Hey Umanità, da che parte vuoi andare?

21. biopresto68 - 18 ottobre 2007

Ah,
dimenticavo (sono sempre Paolo, quello di prima, ora loggato in wordpress): il punto 10 è per me impossibile da attuare: lavoro a 40 Km da casa senza mezzi di trasporto pubblici ragionevoli.
Però vado a metano.

22. isadora - 18 ottobre 2007

Ciao Paolo, ben arrivato! Guarda, dopo aver scritto questo post me ne sono venuti in mente altri dieci, di punti… io, forse lo sai, non sono una fondamentalista, infatti non ho scritto: “rinunciate all’auto”, ma “cercate di..” se non si può, amen. Magari compratene una a metano, toh, o un diesel moderno con un filtro per i particolati; scegli la prossima auto tenendo conto dell’impatto ambientale (ma non credo di aver bisogno di evangelizzarti in questo senso). [ecco, sì, metano, appunto]

L’importante è che si formi una sensibilità per queste problematiche, che si capisca che anche le azioni più insignificanti hanno conseguenze positive o negative.

Leggevo su un blog “famoso” una critica all’iniziativa del blog action day che rifletteva tutta l’ignavia, l’ignoranza e la supponenza di chi (e sono la maggioranza, il blog di cui sopra contiene solo il vuoto pneumatico, ma è popolarissimo) ritiene che occuparsi anche solo a parole di tematiche ambientali, guardare un pochino più in là del proprio SUV, sia poco chic. E si comporta come se le risorse naturali fossero infinite, come se la questione non lo riguardasse personalmente.

Finché ci saranno caproni che ragionano così (sono gli stessi che hanno la casa luccicante, ma per strada buttano la spazzatura dal finestrino, ché la strada non è di nessuno), c’è bisogno di queste iniziative, di questi decaloghi banali, di ripetere all’infinito cose che nell’Europa del ventunesimo secolo dovrebbe sapere chiunque.
E ora chiudo il sermone, che mi sta salendo la pressione…


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