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Meditazione su seggiole bianche 23 novembre 2007

Posted by sgrignapola in L'angolo di Sgrigna.
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Ho sempre pensato che se ci fosse qualcosa come il senso della vita sarebbe legato in qualche modo alla meditazione buddista.
Poi, quando Baggio ha sbagliato il rigore ai mondiali del 1994, ho cambiato opinione.

Forse senso della vita è un po’ esagerato, e poi il rigore l’aveva sbagliato anche Massaro. Quello che trovo affascinante è cercare dove sta la realtà. Vedere questo mondo senza occhi e orecchie, come in certi racconti di Oliver Sacks.
Perché alla fine, dopo un po’, prendiamo tutto per scontato, le cose, le parole, le persone, gli animali e le piante. 
Ma non dovremmo, almeno finché stiamo lontano dalla patologia.

Così ho trovato un volantino in un cafe che pubblicizzava un tempio buddista.
Putroppo non è Reiki Tummo. Una scuola che una mia amica ha detto essere the shit. Che non vuol dire che fa schifo, anzi è l’ultimo ritrovato in fatto di meditazione qui in US. Dice che dopo un intenso training si entra in uno stato di orgasmo continuo. Sono perplesso, per gli orgasmi preferisco metodi tradizionali

Sette e mezza, mi presento.
All’ ingresso incrocio una signora che mi saluta con una risata da telefilm americano, dice che anche lei è lì per meditazioni. Salgo le scale pensando che forse avrebbe preferito il Reiki Tummo. 
Il tempio, a dispetto del nome altisonante, è una grande stanza senza arredamento: poche sedie di plastica bianche e un altare con quadri, foto e statuette dorate.
Anche nella bible belt le chiese sono capannoni con insegne luminose, non resto deluso dal tempio. Mi sembra normale.
Il monaco mi aspetta sulla soglia. Si presenta, si chiama Norbu. È magro come un chiodo, porta enormi occhiali, tipo socialismo reale, ma veste la classica tunica rossa e gialla. Tolgo le scarpe e le lascio all’ingresso. Assieme a dieci dollari di offerta. Le sedie bianche sono disposte in file parallele, pensavo di dovermi sedere per terra -eh sì ho ascoltato troppo Battiato. Sono molto curioso, non so bene cosa aspettarmi.

Ho due immagini distinte: in una sono li’ in silenzio a ripassare mentalmente la formazione dell’Atalanta del 1983-1984 e chiedermi se Magnocavallo c’era o aveva già smesso.
Nell’altra ci sono io seduto a testa in giù sul soffitto nella posizione del loto, mentre il monaco in panico chiama il suo superiore da un telefono a muro urlando in tibetano.
O sono la reincarnazione di qualche antico lama o non sa come farmi scendere.

Purtroppo la seconda scena non sia avvera.
Oltre a me ci sono altre quattro persone. Ci sediamo, Norbu ci spiega il programma dalla serata: meditazione, predica, rimeditazione. Muove le mani in modo molto elegante, finiscono sempre due posizioni: verticalmente davanti allo sterno od orizzontalmente in basso a livello della pancia. A volte sembra una di quelle statuette che stanno sull’altare. La sua voce è estremamente dolce e suadente.
– Sì occhei, la meditazione, ma come si fa? 
Nessuna spiegazione particolare. Ci si siede comodi, con la schiena dritta e i piedi paralleli ben piantati per terra. Si sovrappongono le mani e si congiungono i pollici, si chiudono gli occhi e ci si rilassa. Bisogna passare dalla fronte, alla braccia sino giù ai piedi e far in modo da rilasciare i muscoli.
Poi ci si concentra sul respiro. Quando si inspira sulle narici si sentono due cerchi appena freddi, quando si espira due cerchi appena caldi.
Appena ci si distrae e si pensa a qualcosa, bisogna riconcentrarsi sul respiro e sulle narici.
Dopo un po’ sono entrato in uno stato di dormiveglia molto profondo.
Se fosse durato ancora un po’ probabilmente sarei caduto dalla seggiola come un salame. 
Quando Norbu ci ha richiamato, ho sentito tutto il corpo intorpidito come se fosse stato ingessato e sentivo che volevo lasciarlo così.
Ho aperto gli occhi a fatica. Sentivo le palpebre pesantissime sugli occhi. Poi dopo qualche minuto, quando mi hanno detto di alzarmi, ho sentito un interruttore scattare e mi sono mosso.
Nessuna visione sulla via di Damasco, ma comunque un’esperienza interessante.

Settimana prossima ci riprovo, se mi si rivela il maestro Ryuken vi faccio sapere.

Commenti»

1. donmo - 23 novembre 2007

Davvero interessante, complimenti per il racconto, fatto proprio bene: sembrava di essere lì. Da quello che ho potuto leggere credo che tu abbia fatto zazen, è possibile?

2. eddie - 23 novembre 2007

io pratico una tecnica zazen della scuola di soto, consiste nel meditare sdraiati soto una coperta, detta anche posizione del dormiente. pare fosse in voga fra agenti segreti della stasi nello scorso decennio

(poi secondo me un uomo che si ricorda di magnocavallo, magrin e ottorino piotti non ha bisogno di meditare)

tra le altre cose io ho preso per scontato un telefono cellulare, 35 euri.

3. isadora - 24 novembre 2007

Be’, negli anni ottanta lo chiamavano training autogeno, io comunque ho deciso di darmi al pilates; fino ad allora continuerò nella pratica assidua della tecnica zazen della scuola di soto citata da eddie, in cui sono esperta ai massimi livelli.

La cosa dello stato di orgasmo continuo è lievemente inquietante (pensavo, non so, come sarà fare la dichiarazione dei redditi in stato orgasmico, o anche solo la spesa? Inquietante…)

Beso.

4. Anja - 24 novembre 2007

Ogni lezione di yoga, la finiamo meditando. Io da un anno, non ho ancora mica capito se molto semplicemente dormicchio o cosa. Però continuo a trovarlo interessante, che al limite ad un sonnellino in più cullato da canti incomprensibili ma dolci, io non ci trovo controindicazioni.

Vedrai, quando ti diranno che ripassare formazioni è una via adatta per arrivare allo zen, ritroverai te stesso.

Stiamo in ascolto

5. Anja - 24 novembre 2007

(le virgole nel commento precedente sono state messe clamorosamente a caso- noto ora)

6. tamas - 24 novembre 2007

E Baresi?

7. sgrignapola - 24 novembre 2007

@donmo. Grazie 🙂 Non saprei dirti se era zazen. Ho guardato un po’ su wikipedia. Pare che lo Zazen si faccia ad occhi aperti o semi aperti, mentre io li avevo chiusi. Anzi non riuscivo proprio ad aprirli. Pare che uno dei principi sia proprio di evitare di ronfare alla grande. Tra l’altro ho guardato meglio il sito del tempio e pare che il fondatore Kelsang Gyatso sia ai ferri corti con il Dalai Lama e che la sua tradizione sia vista come scismatica. Lo so gia’ che finiro’ in qualche moto di piazza e verro’ manganellato da qualche monaco buddista.

@eddie, che onore. Ma secondo te, i genitori di Piotti volevano che diventasse medico?

@isa, sai poi che vergogna se sei all’uffico del catasto e ti scappano dei risolini e mugolii. Mi sembra di vedere l’impiegato che chiede scusi? Tu diventi rossa e fai finta di niente. L’impiegato abbassa gli occhi e tu mmmmmm. Li rialza immediatamente. E tu: imbarazzata: eh meditavo.
Quando il giudice poi ti chiedera’ un spiegazione, te va a dire che era Reiki Tummo.

@Le virgole sono il respiro, e il respiro la vita. Per queste sono messe a caso (frase tratta dalla Vita di Milaeshiro).
Secondo me non dormicchi, hai gia’ raggiunto livelli elevatissimi. Prova ne e’ che sei multipla. Come nei cartoni animati ninja che ti sdoppi e ti ricongiungi. Dai dilla giusta e’ tutta roba di joga.

@tamas. Quando medita Baresi poi finisce che fa la campagna elettorale per Forza Italia.

8. Kurenaikoori - 25 novembre 2007

Meditazione… e il maestro si chiamava Norbu? Piccola info, Norbu è anche il cognome di un maestro famoso (in Tibet) della scuola Dzohg chen… Quindi, appena ho letto questo post mi è venuto un colpo, mi sembrava di essere a lezione…

Per la faccenda degli orgasmi.. Probabilmente si tratta dello yoga kundalini, o ha rapporti con esso…dico probabilmente perchè di yoga ce ne sono un infinità di scuole e sottoscuole, quidi vai a saperlo… La teoria che c è dietro però è interessante/divertente…

Ok, chiudo qui visto ce sto facendo un po’ troppo il saccente, e nn posso permettermelo…

Cmq peronalmente nn penso che farei mai meditazione… rischio di cadere in un sonno profondo, ed allora il maestro dovrebbe svegliarmi a pugni…XD

9. sgrignapola - 25 novembre 2007

Kurenaikoori, di sicuro ne sai piu’ di me, cosa e’ la scuola Dzohg chen?

10. cktc - 26 novembre 2007

Sgrigna, scusami se non dovevo, ma io ho riso tantissimo con le tue espressioni e metafore, anche se dietro le battute ho capito che parlavi cmq di una cosa che ti ha fatto del bene, e per quello mi hai incuriosita tantissimo. Sopratutto perché hai deciso di riprovarci.

Sei troppo forte (dico sul serio) a restituire con le parole quella tua esperienza, ci sembra di essere con te come se fossimo degli spettatori.

11. sgrignapola - 26 novembre 2007

cktc grazie.
Sei sempre molto gentile. Anche il Dalai Lama ride sempre, sara’ mica una via per l’illuminazione?

12. amosgitai - 26 novembre 2007

Io ho semplicemente pianto!!!

13. sgrignapola - 26 novembre 2007

Durante la meditazione?
O non ti e’ piaciuto il post?

14. Anja - 27 novembre 2007

Sì adesso dopo qualche giorno posso dirlo. Effettivamente mi sono scissa meditando :), ma non mi hanno ancora insegnato neè a ricompormi nè soprattutto a dividere le cosa da fare tra le varie anne. il che è un po’ fastidioso, ne convieni.

Poichè anche a me è capitato di piangere (no, non avevo ancora letto il tuo post) ma poi il maestro di yoga ha detto che allora mi si era aperto dentro qualcosa e avevo guadagnato un sacco di energioa, e allora mi sono sentita felice (che i maestri di yoga te ne possono raccontare un sacco, si sa).

A quando la prossima puntata??


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