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Die Posse der Genossen 9 dicembre 2007

Posted by Isadora in PilloleDiGermania.
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C’era una volta un SPD con Schröder (il “Genosse der Bosse”, il compagno dei boss intesi come capitani d’industria) che governava con piglio quasi neoliberale la Germania del dopo Kohl. Schröder non è più cancelliere, i verdi sono spariti alla ricerca di un nuovo logo, ora c’è Angie, alla guida di una grande coalizione, quella fra CDU ed SPD, contraddistinta dall’assoluta mancanza di idee, a parte quella di alzare le tasse. È sparito anche Müntefering, che si è dimesso dal governo per essere vicino alla moglie seriamente malata ed ora Angie deve vedersela con un SPD che, nel tentativo di rimescolare gli equilibri politici e darsi un profilo, si lancia alla riscoperta del socialismo.

È uno spettacolo (una Posse, appunto) obbrobrioso, il cui protagonista è Kurt Beck che, finalmente liberatosi di Müntefering, ci offre un paio di assaggini di delirio populista: qualche settimana fa ci ha martoriati con l’auspicata introduzione del salario minimo per i postini e con il prolungamento del pagamento del sussidio di disoccupazione per i disoccupati più anziani (facendo retromarcia su una delle poche riforme del governo precedente), ma è di ieri la proposta più aberrante: un disegno di legge per impedire il pagamento di buoneuscite milionarie ai manager di imprese private, una proposta inutile e populista, che fa leva sulla Schadenfreude del popolino ed ha come unico fine distrarre potenziali elettori dall’agghiacciante spettacolo di una classe politica alla deriva.

Commenti»

1. Caminadella - 9 dicembre 2007

E’ un tentativo di tirare su di morale noi che siamo in Italia, vero? Genere “consolatevi, anche in Germania la politica è un circo”.

2. Ivo Silvestro - 9 dicembre 2007

Dai, un po’ meglio ti fa sentire, no? Si vive sempre con il mito della Germania, e invece…
Ma poi che senso ha limitare per legge le liquidazioni dei manager privati?

3. doro - 9 dicembre 2007

sempre a pensare alla politica, voi: bravi!
ed io che mi sto mangiando le mani perché meditavo di scrivere un post sul concetto di “schadenfreude”…
ora mi toccherà ripiegare sullo “zeitgeist” o, che ne so… il “feierabend”.
anzi, mi sa che mi è passata la voglia.
grazie mille, isadora!😉

4. isadora - 10 dicembre 2007

doro, fallo, il post sulla Schadenfreude, dai!! Qui era solo un corollario.

ivo, infatti, non ha senso. Si parla di imprese private, società per azioni: se qualcosa non va è compito degli azionisti e non dello Stato di aggiustare il tiro. Lo Stato farebbe meglio ad occuparsi di temi come Sanità, pensioni, pubblica istruzione, disoccupazione e così via. I temi non mancano, purtroppo.

Nicola, sì, anche.😀

5. Michè - 10 dicembre 2007

Scusami Isadora, condivido buona parte di quello che dici in questo post, ma sull’ultimo disegno di legge ho un’altra opinione. Certo, il provvedimento riguarda le imprese private, ma perché lo Stato non dovrebbe occuparsene? Secondo me le società per azioni difficilmente aggiusteranno il tiro da solo. Se mi rifaccio soltanto alla esperienza professionale, nelle società per azioni, grandi e piccole, ne succedono di tutti i colori. Il parassitismo è un fenomeno tutt’altro che raro e, mi dispiace dirlo, spesso sono proprio i quadri superiori a fornire il peggior esempio. Le buoneuscite sono soltanto un aspetto di un sistema molto più complesso. In un articolo pubblicato dallo Spiegel nel luglio del 2005, Armin Mahler pubblicava alcuni propositi dell’economista Michael Adams, che non mi sembrano né populisti né stupidi:

“Adams meint, dass das System der Managervergütung hatte zur Folge, dass die Unternehmensführer in den vergangenen Jahren einen immer größeren Teil der Gewinne in die eigenen Taschen lenkten. Er meint, dass immer mehr Leute mehr Geld bekämen, als man ihnen eigentlich zahlen müsste.

„Es ist sehr viel Geld da“, sagt der Professor, „alle wollen sich daran vergreifen.“ Die Rechnung zahlen am Ende andere, zum Beispiel die Arbeitnehmer, die entlassen werden, oder die Aktionäre. Aber die können sich kaum wehren – außer durch Verkauf ihre Aktien. Und das drückt den Wert des Unternehmens, gefährdet vielleicht sogar dessen Existenz.

Dass Manager binnen weniger Jahre zig oder gar Hunderte Millionen kassieren und sich damit Vermögen schaffen, wie es früher nur erfolgreichen Unternehmensgründern – und das im Lauf von Generationen – möglich war, ist relativ neu. Zwar haben sich auch normalen Managergehälter innerhalb weniger Jahre vervielfacht, dazu kommen Pensionszusagen und sonstige Wohltaten, die so gut in den Bilanzen versteckt sind, dass sie der Öffentlichkeit weitgehend verborgen bleiben. Den eigentlichen Schub aber bekam die Vermögensbildung der Manager durch den Aktienoptionen.

Solche Optionen sollen den Managern Dampf machen, sie sollten die angestellten Vorstände dazu bewegen, sich nicht wie Beamte, sondern wie Unternehmer zu verhalten: Damit sie den Unternehmenswert nach oben treiben, werden die Unternehmensführer an der Wertentwicklung der Aktien beteiligt. Was in der Theorie durchaus vernünftig klingt, führt in der Praxis zu verheerenden Fehlenentwicklungen. Gewinne werden künstlich und mit krimineller Energie aufgebläht…”

Siemens, VW, Eon… tanti casi che a mio parere dimostrano come davvero questa strategia faccia acqua da tutte le parti. Mi sembra impossibile che certi fenomeni non condizionino lo sviluppo economico di un intero Paese e di conseguenza anche gli altri ambiti, cui dovrebbe dedicarsi prioritariamente lo Stato – in particolare il rilancio dell’occupazione. Forse sono populista anch’io, ma è da un po’ che penso che sarebbe il caso di fissare per legge non soltanto un “salario minimo”, ma anche un “salario massimo”.

Ti lascio il link a un articolo su Daniel Bernard, l’ex-PDG di Carrefour (mica il problema è una specificità tedesca, ma questo lo sapevamo). Nel 2005, quando lasciò l’impresa, Carrefour gli accordò una buonauscita di 38 milioni di euro, pari a 2514 anni di SMIC (il salario minimo in Francia). Non che le due cose debbano necessariamente essere legate, ma più o meno nello stesso periodo Carrefour ha tagliato l’indennità-bucato ai cassieri e ai dipendenti di reparto, quasi tutti “smiccardi”, che prima ricevevano un tot di detersivo ogni mese per la cura delle divise. Sembra di essere tornati al tempo delle angherie baronali.

Scusa per la lunghezza del commento, ma un po’ è “colpa” tua.😉 Se dessi spunti meno interessanti, certamente mi dilungherei meno.🙂

6. isadora - 10 dicembre 2007

Michele, grazie mille per il commento: io mi rallegro sempre quando da un mio post scaturisce una discussione approfondita.

Dunque… sul resto d’Europa non posso discutere, ma sulla Germania avrei ancora qualcosa da dire: qui in Germania, per questo tipo di “controlli”, esiste un’istituzione chiamata Aufsichtsrat.

Ora, il fatto che il concetto sia (stato m)andato a puttane e che l’Aufsichtsrat venga usato come parcheggio per manager e/o politici in pensione o per arrichire gli amigos non significa che esista il bisogno di fare leggi idiote. Basterebbe modificare appena le leggi esistenti e poi applicarle. Peccato però che questo rovinerebbe tanti (troppi) giochi di potere (in cui sono coinvolti anche i nostri fintibenpensanti affetti da populismite compulsiva) e, soprattutto, parecchi ci rimetterebbero del contante.

La Germania (ma anche il resto del mondo) non ha bisogno di leggi-pretesto, ma solo di politici, se non onesti, almeno competenti (e un pochino di onestà non ci starebbe male, dai).

7. chiaradavinci - 11 dicembre 2007

Ecco, brava Isa, smontami un po’ il mito dei tedeschi, perché mi sa che li sto idealizzando un po’ troppo e va a finire che ci torno pure, in Germania. Ultimamente seguo poco la politica tedesca, in realtà oramai seguo poco anche quella italiana perché sono un po’ stufa. In ogni modo mi piacerebbe dover fare solo questo tipo di critiche ai nostri politici, sarebbe proprio un bel passo avanti.

8. isadora - 11 dicembre 2007

Anch’io sono piuttosto stufa, poi, tanto, io qui non posso votare, quindi l’incazzatura è completamente fine a sé stessa. Solo che il post l’ho scritto di getto dopo aver visto il telegiornale (errore…) e avevo proprio un giramento vorticoso!

9. chico - 11 dicembre 2007

prima o poi qualcuno (santo subito) proporrà anche una legge per mettere un tetto massimo alle stupidate che i politici possono dire in un mese. Beck sarebbe sicuramente uno dei primi ad essere zittito. Non credevo fosse possibile, ma questa SPD allo sbando fa proprio rimpiangere Schröder…

Altra cosa: non so bene la tua storia, isadora, ma credo proprio che se tu lo volessi potresti richiedere la doppia cittadinanza. Poi potresti votare anche in krukkolandia. Se hai bisogno di ondos scrivimi. Servus
chico

10. chico - 11 dicembre 2007

ondos = infos. Il correttore automatico del mio iPod mi ha fregato…
Chico

11. isadora - 12 dicembre 2007

Chico, a quanto ne so io, la doppia cittadinanza in Germania non è permessa (se non per nascita e io sono nata e cresciuta in Italia…).

Per quanto riguarda Kurt Beck, non posso che darti ragione. Non avrei mai pensato che sarei arrivata a rimpiangere lo sgangherato governo Rot-Grün.

12. chiaradavinci - 12 dicembre 2007

Ecco, dopo tutte queste belle discussioni, stanotte ho sognato Joschka Fischer. Mi sento una depravata…

13. Chico - 12 dicembre 2007

Isadora, fidati, la doppia cittadinanza è permessa. E non te lo dico per sentito dire…

“Im Hinblick auf das Ziel der fortschreitenden europäischen Integration hat der Gesetzgeber eine spezielle Regelung getroffen: Bei der Einbürgerung von Staatsangehörigen eines Mitgliedstaates der Europäischen Union wird generell nicht mehr zur Einbürgerungsvoraussetzung gemacht, dass zuvor dessen Staatsangehörigkeit aufgegeben wird (§ 12 Abs. 2 StAG). Mit dem Wegfall des früheren Gegenseitigkeitserfordernisses* hängt die Frage, ob mit der deutschen Einbürgerung die Staatsangehörigkeit des anderen Mitgliedstaates fortbesteht, allein davon ab, ob dessen Recht dies zulässt. Derzeit ist dies nur noch bei wenigen Mitgliedstaaten nicht der Fall. Betroffene erhalten Auskünfte bei den jeweiligen Botschaften der EU-Staaten.”

(Fonte: Bundesministerium des Inneren)

Informazioni te le possono dare gli Einbürgerungsämter del tuo comune, il consolato italiano (ma avendo un po’ pratica di consolati sconsiglierei) o, se vuoi, anch’io…

Chico

14. isadora - 12 dicembre 2007

Chiara, ma che faceva Joshka, nel sogno??😎

Chico, mille grazie della novità interessante, non ne ero al corrente. Mi rivolgerò all’Einbürgerungsamt. Il consolato di Stoccarda non è neanche così male, specialmente in confronto a quello di Berlino, ma effettivamente medito già da tempo di scrivere un post, perché credo che i nostri connazionali in Italia non riescano ad immaginare il livello (effettivamente neanch’io lo ritenevo possibile)😀

15. Germanynews - 13 dicembre 2007

Oddio. Domani nevica. Sono TOTALMENTE d’accordo con te….
A parte sulla “conduzione neo-liberale” di Schroeder sulla quale tentenno di più…

16. isadora - 13 dicembre 2007

Giovanni, se tu mi leggessi con più attenzione forse ti renderesti conto del grande equivoco di cui sei vittima.
La “conduzione neo-liberale” era una battuta, ma se consideri che si trattava di una coalizione tra socialdemocratici e verdi, be’, erano molto più liberali della Große Koalition che abbiamo ora (infatti, non per niente, Schröder era il “Genosse der Bosse”, da cui il gioco di parole del titolo di questo post).

17. Germanynews - 16 dicembre 2007

…L’avevo capito… Anche a me fa abbastanza paura questa GK…Ovviamente se potessi voterei FDP… Allora, Buon Natale!


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